MILANO - Le economie americana ed europea paiono mostrare segnali di ripresa più consistenti che i mercati colgono come invito alla fiducia, anche se le Borse occidentali tirano oggi il fiato dopo i rialzi di ieri. Posticipato a data da destinarsi - comunque entro fine anno - il "pericolo" dello stop agli stimoli da parte della Fed, le sensazioni sui mercati sono positive. Anche per l'Italia, tanto che il direttore generale di Bankitalia, parlando al meeting di Rimini, ha detto che nel nostro Paese ci sono "diversi indicatori raccontano i primi segnali di una lenta ripresa economica, o almeno di un arresto della caduta
BANKITALIA: "MIGLIORARE IL FARE IMPRESA". "Per rendere duraturo il ritorno all'investimento" da parte delle aziende, per Salvatore Rossi, direttore generale di Bankitalia "è necessario migliorare le condizioni del 'fare impresa' in Italia, da tempo difficili per il gravame fiscale, per l'oscurità delle norme, per gli ostacoli burocratici". Per Rossi "le banche potranno concorrere a una ripresa sana degli investimenti, muovendo da una base patrimoniale solida, concedendo credito con prudenza e sagacia". E difende la crescita spinta dagli investimenti pubblici: "Possono contribuire a rendere più saldo e sostenibile lo sviluppo economico, compatibilmente con l'equilibrio di bilancio e a patto che servano a innalzare la produttività del sistema".
I MERCATI. Nel Vecchio Continente, intanto, continua a salire la fiducia dei consumatori: per la Commissione Ue registra un "marcato miglioramento" e l'indice passa da -17,4 di luglio a -15,6 ad agosto per la zona euro, da -14,8 a -12,8 per l'Unione a 28. Dati che fanno il paio con quelli provenienti dalla Germania, dove è stato confermato l'andamento dell'economia: il Pil tedesco è cresciuto dello 0,7% nel secondo trimestre, rispetto al primo, dato superiore alle attese degli analisti. Nel raffronto annuo, il Pil corretto per il calendario è cresciuto dello 0,5%, mentre il bilancio pubblico ha registrato un surplus di 8,5 miliardi nel primo semestre del 2013. Anche dalla Gran Bretagna soffiano venti di ripresa: il prodotto interno lordo è stato rivisto al +0,7% nel secondo trimestre, per una crescita annua dell'1,5%. Anche alla luce del ritmo della ripresa, torna d'attualità il pressing tedesco sui tassi della Bce portato dal ministro delle Finanze, Wolfgang Schaeuble. Lo stesso che ha apertamente indicato la necessità di un nuovo piano d'aiuti per la Grecia, anche se "di misura inferiore ai precedenti".
I mercati d'Europa concludono però una giornata incerta, vissuta nella fase finale al ritmo di Wall Street. A Piazza Affari, il Ftse Mib chiude alla fine in rialzo dello 0,19%. Mediobanca è stata tra i titoli più penalizzati, Eni tra i più positivi. Chiude invariata Parmalat, che in mattinata era stata premiata per il tentativo di acquisire la brasiliana Lacteos. Tiene Mps nonostante sia emerso un esposto Consob contro gli attuali vertici. Poco mossi gli altri indici europei: Londra sale dello 0,7% e indossa la maglia rosa dopo il dato sul Pil, Francoforte chiude a +0,23% in linea con Parigi (+0,25%). Lo spread tra Btp e Bund si mantiene poco sotto quota 240 punti base; il suo momentaneo restringimento era stato reso possibile grazie alla crescita rendimenti dei titoli tedeschi, la cui cedola ha sfiorato il 2%, a livelli che non si vedevano da marzo 2012. Resta alta quella sui Btp, al 4,35% sul mercato secondario.
L'euro chiude in rialzo sul filo di 1,34 dollari. La moneta europea passa di mano a 1,3398 dollari, dopo aver toccato un minimo di 1,3332 e un massimo di 13409. In calo il cambio con lo yen a 131,93.
Alcune preoccupazioni si sollevano negli Stati Uniti, dove Wall Street oscilla a ridosso della pari dopo il crollo delle vendite di case nuove a luglio: -13,4% a un tasso annualizzato di 394mila unità, ben sotto le attese per 487mila. Il Dow Jones ha chiuso a +0,3%, mentre S&P 500 e Nasdaq crescono rispettivamente dello 0,4% e dello 0,5%. Sul listino tecnologico, vittima ieri di uno stop tecnico di tre ore che ha lasciato molti strascichi polemici, è boom per Microsoft, il cui ceo Steve Ballmer ha annunciato l'addio. Passa così in secondo piano l'alert di Moody's, che potrebbe abbassare il rating di sei tra le maggiori banche americane, visto che il governo federale in futuro sarà meno disponibile a eventuali salvataggi nel caso di nuove turbolenze finanziarie. Goldman Sachs, JP Morgan, Morgan Stanley e Wells Fargo potrebbero vedere il loro rating tagliato, mentre le raccomandazioni di Bank of America e Citigroup sono sotto revisione.
In mattinata, l'Asia ha recuperato le perdite recenti. La Borsa di Tokyo ha chiuso sugli scudi, in scia ai buoni indicatori macro giunti ieri da Cina, Europa e Stati Uniti. Il ripiegamento dello yen su dollaro ed euro ha poi favorito ulteriormente gli acquisti. L'indice Nikkei dei titoli guida ha così archiviato l'ultima seduta della settimana con un progresso del 2,21% a 13.660,55 Punti e il più ampio indice topix ha chiuso in progresso dell' 1,97% a 1.141,63 punti. "Il fatto che le economie Usa ed Ue stiano migliorando, anche se in modo frazionale, fa da buona base per i mercati globali," ha spiegato a Bloomberg Matthew Sherwood di Perpetual Investments, a Sydney. "I mercati sono chiaramente in una fase di transizione. Gli investitori devono in primo luogo superare la distorsione dei corsi azionari creata dal quantitative easing", gli stimoli straordinari della Fed. Recupera terreno, nel frattempo, anche la rupia indiana che registra il balzo in avanti più forte da un anno a questa parte e chiude in rialzo del 2,1% a quota 63,20 sul dollaro.
Sul fronte delle materie prime, il contratto a ottobre del petrolio recupera lo 0,7% alla chiusura dei mercati europei, sopra quota 105 dollari al barile. Netto rialzo per i future a dicembre dell'oro, che registrano un aumento dell'1,6% a 1.392 dollari all'oncia.
BANKITALIA: "MIGLIORARE IL FARE IMPRESA". "Per rendere duraturo il ritorno all'investimento" da parte delle aziende, per Salvatore Rossi, direttore generale di Bankitalia "è necessario migliorare le condizioni del 'fare impresa' in Italia, da tempo difficili per il gravame fiscale, per l'oscurità delle norme, per gli ostacoli burocratici". Per Rossi "le banche potranno concorrere a una ripresa sana degli investimenti, muovendo da una base patrimoniale solida, concedendo credito con prudenza e sagacia". E difende la crescita spinta dagli investimenti pubblici: "Possono contribuire a rendere più saldo e sostenibile lo sviluppo economico, compatibilmente con l'equilibrio di bilancio e a patto che servano a innalzare la produttività del sistema".
I MERCATI. Nel Vecchio Continente, intanto, continua a salire la fiducia dei consumatori: per la Commissione Ue registra un "marcato miglioramento" e l'indice passa da -17,4 di luglio a -15,6 ad agosto per la zona euro, da -14,8 a -12,8 per l'Unione a 28. Dati che fanno il paio con quelli provenienti dalla Germania, dove è stato confermato l'andamento dell'economia: il Pil tedesco è cresciuto dello 0,7% nel secondo trimestre, rispetto al primo, dato superiore alle attese degli analisti. Nel raffronto annuo, il Pil corretto per il calendario è cresciuto dello 0,5%, mentre il bilancio pubblico ha registrato un surplus di 8,5 miliardi nel primo semestre del 2013. Anche dalla Gran Bretagna soffiano venti di ripresa: il prodotto interno lordo è stato rivisto al +0,7% nel secondo trimestre, per una crescita annua dell'1,5%. Anche alla luce del ritmo della ripresa, torna d'attualità il pressing tedesco sui tassi della Bce portato dal ministro delle Finanze, Wolfgang Schaeuble. Lo stesso che ha apertamente indicato la necessità di un nuovo piano d'aiuti per la Grecia, anche se "di misura inferiore ai precedenti".
I mercati d'Europa concludono però una giornata incerta, vissuta nella fase finale al ritmo di Wall Street. A Piazza Affari, il Ftse Mib chiude alla fine in rialzo dello 0,19%. Mediobanca è stata tra i titoli più penalizzati, Eni tra i più positivi. Chiude invariata Parmalat, che in mattinata era stata premiata per il tentativo di acquisire la brasiliana Lacteos. Tiene Mps nonostante sia emerso un esposto Consob contro gli attuali vertici. Poco mossi gli altri indici europei: Londra sale dello 0,7% e indossa la maglia rosa dopo il dato sul Pil, Francoforte chiude a +0,23% in linea con Parigi (+0,25%). Lo spread tra Btp e Bund si mantiene poco sotto quota 240 punti base; il suo momentaneo restringimento era stato reso possibile grazie alla crescita rendimenti dei titoli tedeschi, la cui cedola ha sfiorato il 2%, a livelli che non si vedevano da marzo 2012. Resta alta quella sui Btp, al 4,35% sul mercato secondario.
L'euro chiude in rialzo sul filo di 1,34 dollari. La moneta europea passa di mano a 1,3398 dollari, dopo aver toccato un minimo di 1,3332 e un massimo di 13409. In calo il cambio con lo yen a 131,93.
Alcune preoccupazioni si sollevano negli Stati Uniti, dove Wall Street oscilla a ridosso della pari dopo il crollo delle vendite di case nuove a luglio: -13,4% a un tasso annualizzato di 394mila unità, ben sotto le attese per 487mila. Il Dow Jones ha chiuso a +0,3%, mentre S&P 500 e Nasdaq crescono rispettivamente dello 0,4% e dello 0,5%. Sul listino tecnologico, vittima ieri di uno stop tecnico di tre ore che ha lasciato molti strascichi polemici, è boom per Microsoft, il cui ceo Steve Ballmer ha annunciato l'addio. Passa così in secondo piano l'alert di Moody's, che potrebbe abbassare il rating di sei tra le maggiori banche americane, visto che il governo federale in futuro sarà meno disponibile a eventuali salvataggi nel caso di nuove turbolenze finanziarie. Goldman Sachs, JP Morgan, Morgan Stanley e Wells Fargo potrebbero vedere il loro rating tagliato, mentre le raccomandazioni di Bank of America e Citigroup sono sotto revisione.
In mattinata, l'Asia ha recuperato le perdite recenti. La Borsa di Tokyo ha chiuso sugli scudi, in scia ai buoni indicatori macro giunti ieri da Cina, Europa e Stati Uniti. Il ripiegamento dello yen su dollaro ed euro ha poi favorito ulteriormente gli acquisti. L'indice Nikkei dei titoli guida ha così archiviato l'ultima seduta della settimana con un progresso del 2,21% a 13.660,55 Punti e il più ampio indice topix ha chiuso in progresso dell' 1,97% a 1.141,63 punti. "Il fatto che le economie Usa ed Ue stiano migliorando, anche se in modo frazionale, fa da buona base per i mercati globali," ha spiegato a Bloomberg Matthew Sherwood di Perpetual Investments, a Sydney. "I mercati sono chiaramente in una fase di transizione. Gli investitori devono in primo luogo superare la distorsione dei corsi azionari creata dal quantitative easing", gli stimoli straordinari della Fed. Recupera terreno, nel frattempo, anche la rupia indiana che registra il balzo in avanti più forte da un anno a questa parte e chiude in rialzo del 2,1% a quota 63,20 sul dollaro.
Sul fronte delle materie prime, il contratto a ottobre del petrolio recupera lo 0,7% alla chiusura dei mercati europei, sopra quota 105 dollari al barile. Netto rialzo per i future a dicembre dell'oro, che registrano un aumento dell'1,6% a 1.392 dollari all'oncia.