MILANO - La settimana dei mercati comincia oggi a pieno regime, vista la riapertura di Wall Street dopo la festività del Labor day che ieri ha portato alla sospensione degli scambi, e torna un po' di volatilità, nonostante il buon andamento dei listini americani. Mentre emergono nuovi numeri spaventosi sugli effetti del conflitto in Siria per la popolazione, gli investitori restano attenti all'evoluzione nell'area, ma guardano anche altrove.
La ribalta è occupata dai banchieri centrali, a cominciare dalla Federal Reserve che domani pubblicherà il Beige Book sull'economia americana. Le decisioni sul "tapering", il ritiro degli stimoli straordinari, potranno arrivare nella riunione del Fomc del 17 e 18 settembre; segnale importante in vista di quella data sarà l'andamento della disoccupazione Usa, che verrà diffuso venerdì. Nel mezzo, giovedì, sarà la volta della Bce, che dovrebbe confermare gli attuali livelli di tassi nel primo board post-estate.
L'Ocse, intanto, ha confermato l'uscita dell'Eurozona dalla recessione, ma ha messo in guardia sulla fragilità della ripresa, sul tasso di disoccupazione e sulla sottocapitalizzazione delle banche. Per l'Italia ha pronosticato l'unica contrazione del Pil del G7, con un -1,8% previsto per fine anno. Da Bruxelles, per bocca di Olli Rehn, è arrivata comunque una dichiarazione di "piena fiducia" sul fatto che il paese rispetterà gli impegni in tema di deficit.
Sulla chiusura negativa dei mercati europei - positivi in avvio - ha pesato la notizia del lancio di due missili nel Mediterraneo: Francoforte cede lo 0,77%, Londra lo 0,58%, Parigi lo 0,8%. Dopo il comparto delle Tlc, agitato dall'operazione da 130 miliardi di dollari che ha portato in mano a Verizon il 100% della joint venture americana con Vodafone, oggi il fermento si trasferisce al settore tecnologico: Microsoft ha annunciato l'acquisto della divisione di cellulari di Nokia per 5,4 miliardi di euro. Per le azioni della compagnia europea il boom è immediato e tocca punte del +50%, mentre Microsoft tratta in netto ribasso a Wall Street. Quanto all'Italia, a Piazza Affari il Ftse Mib chiude in ribasso dello 0,28%. La notizia relativa a Microsoft accende l'attenzione su Stm, mentre resta positiva l'intonazione di Telecom Italia, anche dopo i recenti rialzi. Tra i titoli in maggiore evidenza Pirelli, che ha definito con Rosneft l'apertura di nuovi negozi in Russia.
Sul fronte obbligazionario, lo spread tra Btp e Bund tedeschi lima inizialmente qualche punto fino a 238 punti base, poi risale a 240: il rendimento del decennale italiano è intorno al 4,3% sul mercato secondario. A livello macroeconomico si registra la crescita dello 0,3% mensile a luglio dei prezzi alla produzione industriale nell'Eurozona (+0,4% nell'Ue). Si stabilizza la disoccupazione in Spagna, con 4,7 milioni di persone che non riescono a trovare lavoro ad agosto. L'euro chiude stabile a 1,3161 dollari; in lieve flessione lo yen, che arretra a quota 131,32 sull'euro e a 99,80 sul dollaro.
Wall Street, ieri chiusa per festività, riavvia gli scambi in rialzo: alla chiusura dei mercati europei il Dow Jones si muove poco sopra la parità. Balzo anche per S&P 500 (+0,5%) e Nasdaq (+0,7%), che ieri non avevano agganciato i rialzi globali. A sostenere le quotazioni Usa anche l'indice Ism che misura l'andamento del settore manifatturiero: ad agosto è salito a 55,7 punti dai 55,4 punti di luglio, ai massimi dal giugno 2011.
In mattinata le Borse asiatiche hanno chiuso in forte rialzo sulla fiducia di una ripresa dell'economia. I listini del Far East hanno visto l'indice Msci Asia Pacifico crescere di oltre un punto percentuale (+1,4%), mentre Tokyo ha sfiorato un balzo del 3 per cento (+2,99%). Nonostante sia sospesa, l'operazione in Siria è comunque l'opzione più probabile per l'area. Così, dopo qualche giorno di ribasso, le materie prime si stabilizzano e in alcuni casi aggiungono qualcosa alle loro quotazioni: l'oro è scambiato a 1.394 dollari l'oncia, contro i 1.373 di ieri. Quanto al petrolio, che in Italia ha fatto discutere per l'andamento dei prezzi della benzina, il Wti vale 107,37 dollari al barile, in lieve calo.
La ribalta è occupata dai banchieri centrali, a cominciare dalla Federal Reserve che domani pubblicherà il Beige Book sull'economia americana. Le decisioni sul "tapering", il ritiro degli stimoli straordinari, potranno arrivare nella riunione del Fomc del 17 e 18 settembre; segnale importante in vista di quella data sarà l'andamento della disoccupazione Usa, che verrà diffuso venerdì. Nel mezzo, giovedì, sarà la volta della Bce, che dovrebbe confermare gli attuali livelli di tassi nel primo board post-estate.
L'Ocse, intanto, ha confermato l'uscita dell'Eurozona dalla recessione, ma ha messo in guardia sulla fragilità della ripresa, sul tasso di disoccupazione e sulla sottocapitalizzazione delle banche. Per l'Italia ha pronosticato l'unica contrazione del Pil del G7, con un -1,8% previsto per fine anno. Da Bruxelles, per bocca di Olli Rehn, è arrivata comunque una dichiarazione di "piena fiducia" sul fatto che il paese rispetterà gli impegni in tema di deficit.
Sulla chiusura negativa dei mercati europei - positivi in avvio - ha pesato la notizia del lancio di due missili nel Mediterraneo: Francoforte cede lo 0,77%, Londra lo 0,58%, Parigi lo 0,8%. Dopo il comparto delle Tlc, agitato dall'operazione da 130 miliardi di dollari che ha portato in mano a Verizon il 100% della joint venture americana con Vodafone, oggi il fermento si trasferisce al settore tecnologico: Microsoft ha annunciato l'acquisto della divisione di cellulari di Nokia per 5,4 miliardi di euro. Per le azioni della compagnia europea il boom è immediato e tocca punte del +50%, mentre Microsoft tratta in netto ribasso a Wall Street. Quanto all'Italia, a Piazza Affari il Ftse Mib chiude in ribasso dello 0,28%. La notizia relativa a Microsoft accende l'attenzione su Stm, mentre resta positiva l'intonazione di Telecom Italia, anche dopo i recenti rialzi. Tra i titoli in maggiore evidenza Pirelli, che ha definito con Rosneft l'apertura di nuovi negozi in Russia.
Sul fronte obbligazionario, lo spread tra Btp e Bund tedeschi lima inizialmente qualche punto fino a 238 punti base, poi risale a 240: il rendimento del decennale italiano è intorno al 4,3% sul mercato secondario. A livello macroeconomico si registra la crescita dello 0,3% mensile a luglio dei prezzi alla produzione industriale nell'Eurozona (+0,4% nell'Ue). Si stabilizza la disoccupazione in Spagna, con 4,7 milioni di persone che non riescono a trovare lavoro ad agosto. L'euro chiude stabile a 1,3161 dollari; in lieve flessione lo yen, che arretra a quota 131,32 sull'euro e a 99,80 sul dollaro.
Wall Street, ieri chiusa per festività, riavvia gli scambi in rialzo: alla chiusura dei mercati europei il Dow Jones si muove poco sopra la parità. Balzo anche per S&P 500 (+0,5%) e Nasdaq (+0,7%), che ieri non avevano agganciato i rialzi globali. A sostenere le quotazioni Usa anche l'indice Ism che misura l'andamento del settore manifatturiero: ad agosto è salito a 55,7 punti dai 55,4 punti di luglio, ai massimi dal giugno 2011.
In mattinata le Borse asiatiche hanno chiuso in forte rialzo sulla fiducia di una ripresa dell'economia. I listini del Far East hanno visto l'indice Msci Asia Pacifico crescere di oltre un punto percentuale (+1,4%), mentre Tokyo ha sfiorato un balzo del 3 per cento (+2,99%). Nonostante sia sospesa, l'operazione in Siria è comunque l'opzione più probabile per l'area. Così, dopo qualche giorno di ribasso, le materie prime si stabilizzano e in alcuni casi aggiungono qualcosa alle loro quotazioni: l'oro è scambiato a 1.394 dollari l'oncia, contro i 1.373 di ieri. Quanto al petrolio, che in Italia ha fatto discutere per l'andamento dei prezzi della benzina, il Wti vale 107,37 dollari al barile, in lieve calo.