BERLINO - Parte dal Grande Nord, dalla fredda ma postmoderna Finlandia delle eccellenze e delle scelte coraggiose per preservarle e restare globali, e da un'intesa strategica con il colosso Usa più famoso del mondo, la rivoluzione nel mondo delle telecomunicazioni cellulari e dei sempre nuovi modi di usare la rete. Nokia, il gruppo finnico che da decenni è un marchio storico nei telefonini ma aveva perso terreno nei confronti dei nuovi concorrenti Samsung e Apple, ha ceduto per 5,44 miliardi di euro la produzione di cellulari e smartphones, inclusi i Lumia, a Microsoft. Nokia intende ora concentrarsi sull'offerta di reti cellulari, come fanno già altri gruppi, da Siemens (Germania) ad Alcatel-Lucent (Francia) a Ericsson(Svezia). Ma soprattutto, ha detto il numero uno uscente di Microsoft, Steve Ballmer,"a breve partirà il piano di integrazione tra Microsoft e Nokia, insieme le nostre due società perseguiranno un sogno". Ballmer e il presidente di Nokia, Risto Siilasmaa, hanno dato la notizia insieme a una conferenza stampa poche ore fa.
Non siamo dunque di fronte alla semplice rilevazione di un marchio storico europeo delle tlc mobili da parte del colosso Microsoft. Bensì anche davanti a un piano di fusione o di sinergia strettissima, da cui appunto può nascere un nuovo gigante mondiale che - per la varietà dei prodotti e soluzioni offerte da Microsoft e la pur sempre valida esperienza tecnologica di Nokia - potrebbe divenire in corsa un concorrente temibilissimo per Samsung, Ericsson, e tutti gli altri big global competitors nel comparto.
L'accordo sarà operativo all'inizio dell'anno prossimo e offrirà anche sicurezza dei posti i lavoro: trendaduemila attuali dipendenti Nokia in vari paesi del mondo diverranno dipendenti di Microsoft. Tutto ciò ovviamente solo dopo il sì degli azionisti di Nokia, convocati in assemblea straordinaria il 19 novembre, e delle autorità anti-cartello europee e internazionali. Il primo effetto immediato dell'annuncio è stato un clamoroso balzo in avanti delle quotazioni del titolo Nokia, che sui mercati si è apprezzato del 45 per cento, insomma una forte ricapitalizzazione di fatto. E al tempo stesso, l'intesa con prospettiva di matrimonio offre anche la possibilità di rendere molto più facile la già annunciata uscita di scena di Steve Ballmer dal suo ruolo di ceo di Microsoft. Il suo successore ideale infatti a questo punto potrebbe diventare Stephen Elop, il manager canadese che attualmente guida il comparto di produzione telefonini cellulari di Nokia (con stabilimenti sparsi ovunque, dalla madrepatria all'Ungheria, dall'Asia alla Romania) e il quale ora passerà comunque a Microsoft.
L'intesa Nokia-Microsoft può sembrare a molti finlandesi l'addio a un pezzo di memoria storica, a un marchio-simbolo delle molte eccellenze tecnologiche e industriali del loro paese, da molti a lungo chiamato scherzosamente 'Nokia-Republic' proprio perché negli ultimi 20 anni l'antica azienda, originariamente produttrice di lampadine, poi di radio a transistor e tv color, era divenuta uno dei big mondiali dei cellulari. Negli ultimi anni però aveva perso terreno e quote di mercato in modo allarmante rispetto a Samsung, Apple e agli altri concorrenti. E sul piano nazionale altri colossi industriali-tecnologici la sorpassavano come forze trainanti dell'economia finlandese. Da Kone, numero due mondiale di ascensori scale mobili e sistemi simili, a Valmet (aerospaziale, lavora in ottima sinergia con EADS-Airbus e British Aerospace) ai colossi della lavorazione ad alto livello tecnico ed ecologico del legno per la carta.
L'intesa con Microsoft è vista probabilmente come buona notizia anche dal governo finlandese, la coalizione di larghe intese che fu formata per sbarrare la strada ai populisti euroscettici 'gli autentici finlandesi', coalizione che è guidata dai due giovani astri nascenti del partito centrista liberalconservatore (il premier Jyrky Katainen e il ministro degli Affari europei Alexander Stubb) e dalla carismatica (e giovane anche lei) leader socialdemocratica e vicepremier Jutta Urppilainen. Con l'appoggio esterno di un importante amico critico di Mario Draghi - il governatore della Suomen Pankki, Erkki Liikanen - a completare la 'banda dei quattro' di Helsinki. Banda decisa a difendere eccellenze e industria, non a delocalizzare. Dal miglior sistema scolastico del mondo non vogliono uscire futuri disoccupati.
Non siamo dunque di fronte alla semplice rilevazione di un marchio storico europeo delle tlc mobili da parte del colosso Microsoft. Bensì anche davanti a un piano di fusione o di sinergia strettissima, da cui appunto può nascere un nuovo gigante mondiale che - per la varietà dei prodotti e soluzioni offerte da Microsoft e la pur sempre valida esperienza tecnologica di Nokia - potrebbe divenire in corsa un concorrente temibilissimo per Samsung, Ericsson, e tutti gli altri big global competitors nel comparto.
L'accordo sarà operativo all'inizio dell'anno prossimo e offrirà anche sicurezza dei posti i lavoro: trendaduemila attuali dipendenti Nokia in vari paesi del mondo diverranno dipendenti di Microsoft. Tutto ciò ovviamente solo dopo il sì degli azionisti di Nokia, convocati in assemblea straordinaria il 19 novembre, e delle autorità anti-cartello europee e internazionali. Il primo effetto immediato dell'annuncio è stato un clamoroso balzo in avanti delle quotazioni del titolo Nokia, che sui mercati si è apprezzato del 45 per cento, insomma una forte ricapitalizzazione di fatto. E al tempo stesso, l'intesa con prospettiva di matrimonio offre anche la possibilità di rendere molto più facile la già annunciata uscita di scena di Steve Ballmer dal suo ruolo di ceo di Microsoft. Il suo successore ideale infatti a questo punto potrebbe diventare Stephen Elop, il manager canadese che attualmente guida il comparto di produzione telefonini cellulari di Nokia (con stabilimenti sparsi ovunque, dalla madrepatria all'Ungheria, dall'Asia alla Romania) e il quale ora passerà comunque a Microsoft.
L'intesa Nokia-Microsoft può sembrare a molti finlandesi l'addio a un pezzo di memoria storica, a un marchio-simbolo delle molte eccellenze tecnologiche e industriali del loro paese, da molti a lungo chiamato scherzosamente 'Nokia-Republic' proprio perché negli ultimi 20 anni l'antica azienda, originariamente produttrice di lampadine, poi di radio a transistor e tv color, era divenuta uno dei big mondiali dei cellulari. Negli ultimi anni però aveva perso terreno e quote di mercato in modo allarmante rispetto a Samsung, Apple e agli altri concorrenti. E sul piano nazionale altri colossi industriali-tecnologici la sorpassavano come forze trainanti dell'economia finlandese. Da Kone, numero due mondiale di ascensori scale mobili e sistemi simili, a Valmet (aerospaziale, lavora in ottima sinergia con EADS-Airbus e British Aerospace) ai colossi della lavorazione ad alto livello tecnico ed ecologico del legno per la carta.
L'intesa con Microsoft è vista probabilmente come buona notizia anche dal governo finlandese, la coalizione di larghe intese che fu formata per sbarrare la strada ai populisti euroscettici 'gli autentici finlandesi', coalizione che è guidata dai due giovani astri nascenti del partito centrista liberalconservatore (il premier Jyrky Katainen e il ministro degli Affari europei Alexander Stubb) e dalla carismatica (e giovane anche lei) leader socialdemocratica e vicepremier Jutta Urppilainen. Con l'appoggio esterno di un importante amico critico di Mario Draghi - il governatore della Suomen Pankki, Erkki Liikanen - a completare la 'banda dei quattro' di Helsinki. Banda decisa a difendere eccellenze e industria, non a delocalizzare. Dal miglior sistema scolastico del mondo non vogliono uscire futuri disoccupati.