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Spread, la Spagna raggiunge l'Italia.
Piazza Affari rimbalza, tonfo per Mps

Si avviano i lavori del Senato che dovranno portare a una decisione sul futuro politico di Berlusconi, mercati attenti e pronti a punire un'eventuale crisi di governo con la fuga dal debito italiano. Differenziale a 256 punti, come quello spagnolo, e listini Ue deboli. Milano in controtendenza. Sale il superindice dell'economia Ocse. Olimpiadi e Pil spingono Tokyo al +2,5%

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MILANO - Entra nel vivo il percorso per decidere del futuro politico di Silvio Berlusconi, con la prima seduta della Giunta del Senato che dovrà determinare la sua eventuale decadenza prima del passaggio in Aula, e gli occhi del mercato si puntano sulla reazione dello spread, che pur restando a livelli elevati non mostra per il momento particolari tensioni. Il differenziale di rendimento tra Btp e Bund tedeschi, secondo le previsioni di tutta la comunità economica e come ha ricordato il ministro dell'Economia, Fabrizio Saccomanni, sarebbe il primo indicatore a registrare pesanti scossoni in caso di una crisi politica. In apertura di settimana si porta a 256 punti base; i titoli decennali italiani rendono poco più del 4,5% sul mercato secondario e sono ormai al livello che gli investitori richiedono per sottoscrivere i Bonos spagnoli.

Al di là delle questioni italiane, l'attenzione si concentra ancora sulla Siria. Registrata la buona notizia del rientro dell'inviato della Stampa, Domenico Quirico, si guarda alle mosse di Barack Obama, impegnato in una vera e propria offensiva mediatica per convincere gli americani e il Congresso della necessità di un intervento, per quanto questo "non sarà un nuovo Iraq". I listini europei aprono la settimana incerti, dopo la buona performance dei mercati asiatici. Shanghai e Tokyo hanno sospinto l'indice dell'area, il Msci Asia Pacific, a un balzo di oltre un punto percentuale. Francoforte chiude un filo sopra la parità e segna +0,01%, mentre Parigi perde lo 0,22% e Londra lo 0,25%. L'economia francese dovrebbe intanto mostrare una crescita dello 0,2% nel terzo trimestre del 2013 rispetto al +0,1% stimato in precedenza, secondo la Banca di Francia. Quanto alla situazione globale, il superindice dell'economia Ocse sale da 100,6 a 100,7 punti, con l'Italia che fa segnare il balzo più forte passando da 100,3 a 100,6 punti.

A Piazza Affari - dove il Ftse Mib chiude in controtendenza in rialzo dell'1,16% grazie alle banche - si guarda con apprensione all'andamento pesante di Mps: nel fine settimana la Commissione Ue ha dettagliato al Tesoro la richiesta di un aumento di capitale da 2,5 miliardi di euro (grossomodo l'intera capitalizzazione del Monte) e la banca ha fatto sapere in mattinata che mercoledì il cda avvierà l'esame del nuovo piano, il cui via libera dovrebbe arrivare il 24 settembre. Bene invece Mediaset, proprio nel giorno della Giunta del Senato. Vola Fiat alla vigilia del Salone di Francoforte: Marchionne non sarà presente per "impegni di lavoro inderogabili" e scatta la speculazione su nuovi annunci relativi al Lingotto.

A Wall Street ci si prepara alla riunione Fed di metà mese, quando si deciderà della riduzione degli stimoli straordinari, il cosiddetto "tapering" (la Federal Reserve inietta nel sistema economico 85 miliardi di dollari al mese con l'acquisto di titoli e bond). Venerdì i mercati hanno ricevuto i dati sul mercato del lavoro, più in ombra che in luce, ma la volatilità resta alta per la tensione in Medioriente. Alla chiusura dei mercati europei il Dow Jones sale dello 0,7%, lo S&P 500 dello 0,5%, mentre il Nasdaq avanza dello 0,8% in attesa del lancio del nuovo iPhone.

Particolarmente brillante, nella mattinata, la seduta Borsa nipponica: l'indice Nikkei ha finito le contrattazioni a quota 14.205,23, il massimo da un mese, con un balzo di 2,5 punti percentuali. A spingere gli acquisti è stata anche l'attribuzione a Tokyo delle Olimpiadi del 2020: oltre al rinnovo delle infrastrutture che andrà a beneficio del settore delle costruzioni, le autorità giapponesi si aspettano un decollo turistico per le isole recentemente rallentato dallo tsunami e dall'incidente nucleare del 2011. Ottime notizie sono poi arrivate dal fronte macro: il Pil nipponico tra aprile e giugno è salito dello 0,9% sui tre mesi precedenti (dallo 0,6% preliminare) e del 3,8% su base annualizzata (dal 2,6%). E' scesa però per il terzo mese consecutivo la fiducia dei consumatori. In Cina, invece, l'inflazione ha rallentato al 2,6% annuo ad agosto (dal 2,7% di luglio), ma il dato ha corrisposto le attese degli analisti. Hanno invece battuto le attese le esportazioni, cresciute del 7,2% ad agosto contro attese per il +5,5%.

Sul fronte valutario l'euro chiude in rialzo a 1,3257 dollari, prossimo ai massimi di seduta, sulla scia dei deludenti dati sull'occupazione in Usa, che rendono meno probabile che la Federal Reserve riduca gli stimoli monetari già dal prossimo direttivo e indeboliscono, pertanto, il biglietto verde. Quanto infine alle materie prime, nei primi scambi a New York il petrolio Wti viaggia in ribasso di circa mezzo punto percentuale rispetto alla chiusura precedente e tratta in area 110 dollari al barile. L'oro a dicembre si trova a quota 1.388 dollari l'oncia, in leggero rialzo.