Economia

Riva: "Pronti a dialogo per riaprire
Ma non possiamo più pagare fornitori"

Il gruppo apre all'indomani dell'incontro tra Zanonato e Ferrante: "Verificheremo se sussistono le condizioni per una riapertura degli stabilimenti". Ma gela la imprese fornitrici: "Non siamo in grado di pagarvi". Cna: atto irresponsabile

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ROMA - Riva Acciaio è pronta ad avviare un dialogo con il custode giudiziario per verificare se sussistano le condizioni per una ripresa delle attività produttive nei propri stabilimenti. Lo rende noto il gruppo in una nota, precisando che la decisione è in conformità con quanto discusso ieri presso il Ministero dello Sviluppo Economico. Contestualmente però arrivano brutte notizie per i fornitori del gruppo, con la sospensione di tutti i pagamenti.

I nuovi sviluppi sulla vicenda dei 7 impianti siderurgici arrivano dall'indomani dei presidi e cortei dei lavoratori di fronte agli stabilimenti. "Il sequestro impedisce l'uso" - si era difesa l'azienda - riferendosi ai 916 milioni di euro (di beni) confiscati dalla Guardia di Finanza di Taranto, nella vicenda Ilva.
 
Il dialogo però non potrà avvenire subito. "Proprio oggi il custode giudiziario, in risposta alla comunicazione di Riva Acciaio dello scorso 11 settembre, ha informato l'azienda di non aver ricevuto alcuna formale comunicazione in ordine all'esecuzione del provvedimento di sequestro disposto dal Gip di Taranto". "Pertanto - precisa l'azienda -, potrà prendere contatti con Riva Acciaio solo una volta che la Polizia Giudiziaria all'uopo delegata lo immetterà formalmente in possesso di quanto sequestrato". Il gruppo aggiunge di aver "prontamente informato" il dicastero di Flavio Zanonato della circostanza. 

Sospesi i pagamenti ai fornitori. La situazione resta comunque grave. In una nota inviata ai fornitori i Riva fanno sapere che "allo stato non siamo nostro malgrado nelle oggettive condizioni di provvedere ad alcun pagamento, non potendo disporre di alcuna somma liquida". "Ne discende - prosegue - che sono destinati a rimanere sospesi anche i pagamenti in vostro favore".

Una decisione che la Cna "condanna senza riserve". "E' un atto irresponsabile - commenta il segretario generale Sergio Silvestrini - che mette sul lastrico migliaia di piccole imprese che forniscono ogni giorno i servizi agli stabilimenti del gruppo.