MILANO - Ancora Telecom Italia sotto i riflettori. Dopo il rally di ieri in seguito all'annuncio del passaggio di controllo agli spagnoli di Telefonica attraverso la holding Telco, oggi sul titolo dell'ex monopolista delle Tlc sono scattate le vendite. Il titolo dell'ex monopolista, dopo un passaggio in sospensione, ha chiuso in ribasso del 4,67%; pesano da un lato le richieste di chiarimento del Parlamento al Governo sul futuro della rete e dall'altro l'intervento davanti alla Commissione Lavori pubblici del Senato del presidente della società, Franco Bernabè, che ha ribadito la necessità di un aumento di capitale e criticato l'ipotesi di cessione degli asset in Sud America.
Le pressioni sul titolo hanno condizionato anche Piazza Affari, che termina gli scambi con un modesto +0,14%, recuperando comunque la parità che era mancata per gran parte della giornata. Debole performance per Mediaset, penalizzata da un report di Kepler sull'andamento del mercato pubblicitario. Incerti anche gli altri listini del Vecchio continente: Francoforte chiude a +0,01%, Londra cede lo 0,3% e Parigi segna alla fine -0,01%. L'euro chiude in rialzo a 1,3508 dollari, rinvigorito dagli scontri tra Casa Bianca e Congresso Usa sull'innalzamento del tetto del debito, che penalizzano il biglietto verde.
A livello internazionale gli investitori guardano con crescente attenzione proprio agli Stati Uniti. Ai timori sul debito si aggiungono dati macroeconomici in chiaroscuro (oggi gli acquisti di beni durevoli ad agosto sono saliti più delle attese, come le vendite di case esistenti, ma ieri erano emersi dati negativi): si confermano le preoccupazioni della Federal Reserve sulla debolezza della ripresa economica americana. Incertezze che hanno spinto Ben Bernanke a prolungare l'azione di sostegno all'economia attraverso l'acquisto di 85 miliardi di bond sul mercato almeno per un altro mese. Wall Street di nuovo in calo appesantita dal dibattito sul budget e l'aumento del tetto del debito: a fine seduta il Dow Jones perde lo 0,39%, il Nasdaq lo 0,19% e lo S&P 500 lo 0,27%.
Tornando all'Italia, oltre a Telecom si guarda alla tenuta del governo e dei conti pubblici: il rispetto del tetto del deficit al 3% del Pil imposto dal patto di Stabilità europeo è minacciato dall'abolimento dell'Imu e dal rinvio dell'innalzamento dell'Iva, previsto il primo ottobre. Se il Pd preme per rispettare gli impegni europei, il Pdl insiste per cancellare le due imposte. Le tensioni politiche, tuttavia, non incendiano lo spread: la differenza di rendimento tra Btp e Bund si allarga leggermente in area 240 punti base, ma il rendimento dei titoli di Stato italiani resta intorno al 4,2%.
Il Tesoro ha intanto dato il via alle aste previste in settimana piazzando 2,5 miliardi di euro di Ctz a due anni con tassi in calo e domanda in rialzo. Il rendimento è sceso all'1,623% dall'1,871% dell'asta del mese scorso, mentre la domanda è stata di 1,77 volte l'importo offerto, in crescita da 1,46 precedente. Venduti anche 750 milioni di Btpei decennali, per un rendimento lordo del 2,62%. Sul fronte macroeconomico si registra invece la crescita della fiducia dei consumatori tanto in Germania, dove l'indice passa da 7 a 7,1 punti in ottobre, che in Italia.
In mattinata, intanto, hanno chiuso quasi tutte negative le Borse asiatiche, che hanno accusato il rialzo dei prezzi delle materie prime dopo quattro giornate di calo. Il mercato azionario più debole è stato Tokyo (-0,7% finale), con Mumbai che perde un punto in chiusura. Sulla parità Hong Kong e in leggera controtendenza Sidney (+0,8%) dove sono quotati diversi titoli che possono anticipare l'avvio dei loro settori in Europa. Sul fronte delle materie prime, si segnalano rialzi per oro e petrolio: mentre terminano gli scambi del Vecchio Continente, il greggio Wti si apprezza dello 0,1% sopra quota 103 dollari al barile, mentre l'oro recupera lo 0,85% a quota 1.327,5 dollari l'oncia.
Le pressioni sul titolo hanno condizionato anche Piazza Affari, che termina gli scambi con un modesto +0,14%, recuperando comunque la parità che era mancata per gran parte della giornata. Debole performance per Mediaset, penalizzata da un report di Kepler sull'andamento del mercato pubblicitario. Incerti anche gli altri listini del Vecchio continente: Francoforte chiude a +0,01%, Londra cede lo 0,3% e Parigi segna alla fine -0,01%. L'euro chiude in rialzo a 1,3508 dollari, rinvigorito dagli scontri tra Casa Bianca e Congresso Usa sull'innalzamento del tetto del debito, che penalizzano il biglietto verde.
A livello internazionale gli investitori guardano con crescente attenzione proprio agli Stati Uniti. Ai timori sul debito si aggiungono dati macroeconomici in chiaroscuro (oggi gli acquisti di beni durevoli ad agosto sono saliti più delle attese, come le vendite di case esistenti, ma ieri erano emersi dati negativi): si confermano le preoccupazioni della Federal Reserve sulla debolezza della ripresa economica americana. Incertezze che hanno spinto Ben Bernanke a prolungare l'azione di sostegno all'economia attraverso l'acquisto di 85 miliardi di bond sul mercato almeno per un altro mese. Wall Street di nuovo in calo appesantita dal dibattito sul budget e l'aumento del tetto del debito: a fine seduta il Dow Jones perde lo 0,39%, il Nasdaq lo 0,19% e lo S&P 500 lo 0,27%.
Tornando all'Italia, oltre a Telecom si guarda alla tenuta del governo e dei conti pubblici: il rispetto del tetto del deficit al 3% del Pil imposto dal patto di Stabilità europeo è minacciato dall'abolimento dell'Imu e dal rinvio dell'innalzamento dell'Iva, previsto il primo ottobre. Se il Pd preme per rispettare gli impegni europei, il Pdl insiste per cancellare le due imposte. Le tensioni politiche, tuttavia, non incendiano lo spread: la differenza di rendimento tra Btp e Bund si allarga leggermente in area 240 punti base, ma il rendimento dei titoli di Stato italiani resta intorno al 4,2%.
Il Tesoro ha intanto dato il via alle aste previste in settimana piazzando 2,5 miliardi di euro di Ctz a due anni con tassi in calo e domanda in rialzo. Il rendimento è sceso all'1,623% dall'1,871% dell'asta del mese scorso, mentre la domanda è stata di 1,77 volte l'importo offerto, in crescita da 1,46 precedente. Venduti anche 750 milioni di Btpei decennali, per un rendimento lordo del 2,62%. Sul fronte macroeconomico si registra invece la crescita della fiducia dei consumatori tanto in Germania, dove l'indice passa da 7 a 7,1 punti in ottobre, che in Italia.
In mattinata, intanto, hanno chiuso quasi tutte negative le Borse asiatiche, che hanno accusato il rialzo dei prezzi delle materie prime dopo quattro giornate di calo. Il mercato azionario più debole è stato Tokyo (-0,7% finale), con Mumbai che perde un punto in chiusura. Sulla parità Hong Kong e in leggera controtendenza Sidney (+0,8%) dove sono quotati diversi titoli che possono anticipare l'avvio dei loro settori in Europa. Sul fronte delle materie prime, si segnalano rialzi per oro e petrolio: mentre terminano gli scambi del Vecchio Continente, il greggio Wti si apprezza dello 0,1% sopra quota 103 dollari al barile, mentre l'oro recupera lo 0,85% a quota 1.327,5 dollari l'oncia.