Economia

Borse Ue accelerano con i dati Usa.
Disoccupazione in discesa al 7,2%

Dopo la chiusura per 16 giorni delle attività federali oggi sono state pubblicate le statistiche sul mercato del lavoro in attesa di quelle sui consumi privati. Gli analisti sono convinti che la Federal Reserve prolungherà il piano di aiuti all'economia statunitense

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MILANO - Le Borse accelerano con i dati sul lavoro in arrivo dagli Stati Uniti. Nonostante lo shutdown che per 16 giorni ha bloccato tutte le attività federali degli Usa con un costo calcolato per l'economia del Paese da 24 miliardi, a settembre sono stati creati 148mila posti di lavoro contro 193mila di agosto e meno dei 180mila attesi. Il tasso di disoccupazione però è sceso al 7,2% dal 7,3%: a spingere gli acquisti però è soprattutto la lentezza nel creare occupazione. Uno stallo che potrebbe convincere la Federal Reserve a confermare più a lungo del previsto il programma di aiuti monetari (85 miliardi di dollari immessi sul mercato ogni mese con l'acquisto di bond) rinviando il tapering che tanto spaventa i mercati: per Jp Morgan la misura non arriverà prima della fine del primo trimestre dell'anno prossimo. Anche perché le previsioni per il secondo semestre sono fosche: la Corporate America potrebbe dimezzare gli utili da 10 a 5 miliardi di dollari. Bene, invece, la spesa per costruzioni ai massimi da quattro anni e mezzo ad agosto con un incremento dello 0,6% annuale a 915,1 miliardi di di dollari, il top dall'aprile 2009.
 
E così le Borse europee rialzano la testa nonostante l'incertezza di Wall Street, che pure ha chiuso in positivo: il Dow Jones ha terminato le contrattazioni con una crescita dello 0,49%, l'S&P 5000 è salito dello 0,6% e il Nasdaq prima ha ceduto un paio di decimi di punto poi ha chiuso con un progresso dello 0,24%.

A Milano Piazza Affari dopo una mattinata fiacca chiude in rialzo dello 0,57%, ai massimi dal luglio 2011, Francoforte segna +0,9%, Parigi avanza dello 0,43% e Londra guadagna lo 0,62%. Sul listino milanese pesante Telecom Italia per le indiscrezioni sul piano industriale potrebbe rivedere lo scorporo della rete. Brilla, invece, Fiat dopo l'indiscrezione su Veba: i sindacati americani hanno un buco da 3 miliardi e potrebbero essere costretti ad accelerare le vendita della quota Chrysler. Brilla anche Sogefi dopo la pubblicazione dei conti trimestrali. Sul mercato dei cambi, i dati macroeconomici Usa hanno indebolito il dollaro: l'euro chiude a 1,3771 dollari (1,3672 ieri).

I listini europei consolidano così i massimi da cinque anni segnati ieri e allungano a nove la serie di sedute consecutive al rialzo. In Italia si guarda all'iter di approvazione della legge di stabilità che oggi arriva in Senato: le tensioni all'interno del Pdl, però, non sembrano minacciare la tenuta del governo e il debito pubblico italiano non ne risente. Lo spread, la differenza di rendimento tra titoli di Stato italiani e tedeschi a 10, è in discesa in area 230 punti con i Btp che rendono il 4,09% sul mercato secondario, ai minimi da giugno e abbondantemente sotto la media degli ultimi sei mesi (4,27%). Sempre oggi, intanto, la Spagna ha collocato 3,522 miliardi di bonos con tassi in calo e completanto il 92,6% del suo programma annuale di finanziamento.

Seduta positiva, questa mattina, per la Borsa di Tokyo che dopo un avvio negativo ha invertito rotta per chiudere in rialzo frazionale. In attesa dei dati Usa l'indice Nikkei ha beneficiato del rafforzamento del dollaro ed ha terminato la seduta a 14.713,25 punti in rialzo dello 0,1%. Leggermente meglio ha fatto l'indice Topix, che è salito a 1.214,44 punti mettendo a segno un rialzo dello 0,17%.

Sul fronte delle materie prime, l'oro è ancora in lieve rialzo oggi dopo aver guadagnato il 3,5% la scorsa settimana. Il metallo prezioso con consegna immediata è scambiato a 1.340 dollari l'oncia. Continua il calo del petrolio dopo i dati sulle scorte di greggio superiori alle attese: il petrolio Wti cede lo 0,8% a 98,5 dollari il barile.