MILANO - Con una leva Archimede avrebbe sollevato il mondo. Jack Dorsey, fondatore di Twitter, si accontenta di molto meno: per cambiare gli equilibri del pianeta gli è bastato un cinguettio. Lo stesso che adesso promette di farlo più ricco di quanto abbia mai potuto immaginare. Pur senza aver mai chiuso un bilancio in utile il suo 4,9% vale circa 680 milioni di dollari. E sì perché mentre la compagnia pubblica il prospetto di quotazione da cui emerge una valorizzazione di circa 8 miliardi di euro, si scopre anche che nei primi nove mesi dell'anno le perdite sono raddoppiate da 70 a 134 milioni di dollari.
Dalla A alla Z. Tutti i segreti della quotazione di Twitter.
Poca roba di fronte al miliardo e 600 milioni che il gruppo punta a raccogliere per "finanziare la crescita". Di certo Twitter ha imparato la lezioni di Facebook che una quotazione monstre nel 2012 raccolse poco più di 16 miliardi di dollari, ma ricorda i giorni del debutto con un incubo: fissato il prezzo a 38 dollari, le azioni sono crollate fino a quota 16 prima riprendere la loro crescita (oggi valgono circa 52 dollari).
Anche per questo la valorizzazione di Twitter, pur trasformando in milionari i suoi fondatori, è stata più prudente. In fondo il modello di business non è del tutto chiaro, l'anno prossimo però i ricavi potrebbero sfondare il muro del miliardo di dollari: numeri in base al quale la società è stata valutata 11 volte il fatturato contro le 13 di Facebook che, però, inizia ad accumulare utili.
A preoccupare è anche il rallentamento della crescita. Quando Facebook aveva le dimensioni di Twitter i bilanci erano già in nero. A favore del sito di microblogging, però, pesa il posizionamento: il 70% delle entrate arriva dagli smartphone, settore dove il social network di Mark Zuckerberg si è mosso in notevole ritardo.
Dalla A alla Z. Tutti i segreti della quotazione di Twitter.
Poca roba di fronte al miliardo e 600 milioni che il gruppo punta a raccogliere per "finanziare la crescita". Di certo Twitter ha imparato la lezioni di Facebook che una quotazione monstre nel 2012 raccolse poco più di 16 miliardi di dollari, ma ricorda i giorni del debutto con un incubo: fissato il prezzo a 38 dollari, le azioni sono crollate fino a quota 16 prima riprendere la loro crescita (oggi valgono circa 52 dollari).
Anche per questo la valorizzazione di Twitter, pur trasformando in milionari i suoi fondatori, è stata più prudente. In fondo il modello di business non è del tutto chiaro, l'anno prossimo però i ricavi potrebbero sfondare il muro del miliardo di dollari: numeri in base al quale la società è stata valutata 11 volte il fatturato contro le 13 di Facebook che, però, inizia ad accumulare utili.
A preoccupare è anche il rallentamento della crescita. Quando Facebook aveva le dimensioni di Twitter i bilanci erano già in nero. A favore del sito di microblogging, però, pesa il posizionamento: il 70% delle entrate arriva dagli smartphone, settore dove il social network di Mark Zuckerberg si è mosso in notevole ritardo.