Visco vede la metà delle imprese oltre la crisi.
Napolitano: "Le banche aumentino i prestiti"
Il governatore di Bankitalia vede la ripresa, ma restano "incertezze". Alle banche chiede di tagliare gli stipendi dei dirigenti. Il presidente della Repubblica lancia un monito all'Ue: "L'unione economica va completata per sostenere la ripresa"
ROMA - La metà delle imprese ha superato la fase più acuta della crisi economica. Ne è convinto il governatore di Bankitalia, Ignazio Visco, che è intervenuto in occasione della Giornata mondiale del Risparmio. Alla stessa platea si è rivolto in un messaggio il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, che ha messo al centro i temi dell'unione bancaria europea e dell'aumento dei prestiti alle imprese.
Visco. Il filo tra mondo del credito e universo produttivo è stato richiamato anche dal numero uno di Bankitalia, che ha chiesto un maggiore collaborazione tra banche e imprese. In particolare, evidenzia Visco, le imprese "hanno una leva finanziaria elevata nel confronto internazionale". E "l'attuale congiuntura deve spingere banche e imprese a superare questa situazione". Il governatore ha rivendicato il lavoro fatto dalle banche, che hanno "retto alla doppia recessione" e ha spiegato che "sono oggi info…
Visco. Il filo tra mondo del credito e universo produttivo è stato richiamato anche dal numero uno di Bankitalia, che ha chiesto un maggiore collaborazione tra banche e imprese. In particolare, evidenzia Visco, le imprese "hanno una leva finanziaria elevata nel confronto internazionale". E "l'attuale congiuntura deve spingere banche e imprese a superare questa situazione". Il governatore ha rivendicato il lavoro fatto dalle banche, che hanno "retto alla doppia recessione" e ha spiegato che "sono oggi info…
ROMA - La metà delle imprese ha superato la fase più acuta della crisi economica. Ne è convinto il governatore di Bankitalia, Ignazio Visco, che è intervenuto in occasione della Giornata mondiale del Risparmio. Alla stessa platea si è rivolto in un messaggio il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, che ha messo al centro i temi dell'unione bancaria europea e dell'aumento dei prestiti alle imprese.
Visco. Il filo tra mondo del credito e universo produttivo è stato richiamato anche dal numero uno di Bankitalia, che ha chiesto un maggiore collaborazione tra banche e imprese. In particolare, evidenzia Visco, le imprese "hanno una leva finanziaria elevata nel confronto internazionale". E "l'attuale congiuntura deve spingere banche e imprese a superare questa situazione". Il governatore ha rivendicato il lavoro fatto dalle banche, che hanno "retto alla doppia recessione" e ha spiegato che "sono oggi infondate le necessità di ricapitalizzazione". Pur non vedendole come causa della crisi, Visco ha parlato di "negligenze" nelle banche e di loro "ritardi". Tra gli inviti rivolti agli istituti, lo stop ai dividendi e il via alle cessioni per eventuali rafforzamenti patrimoniali. Fari puntati anche sulla remunerazione dei dirigenti, da tenere entro limiti più bassi. Sull'andamento economico, Visco ha parlato di una crescita moderata del quarto trimestre, ma "le incertezze restano elevate".
ANALISI. Il governatore: "Banchieri e bancari, tagliate i costi" di A. GRECO
Saccomanni. Dopo il governatore, è intervenuto il ministro dell'Economia, che ha ricordato le stime aggiornate sulla dinamica economica: la crescita del Pil "si porterà su livelli ancora superiori (al +1,1% del 2014) a partire dal 2015, prefigurando una graduale chiusura dell'output gap, e raggiungerebbe circa il 2% nel 2017". Il responsabile delle Finanze ha ricordato che "usciamo da una fase molto difficile", motivo per cui "serve prudenza": la crisi "è conclusa, ma ora serve una crescita sostenibile senza gli errori del passato". Sui conti pubblici, ribadendo quanto detto in Senato nell'audizione sulla Stabilità, ha ricordato che l'obiettivo di un deficit sotto il 3% del Pil è il minimo, ma nel medio periodo il vero traguardo è il pareggio di bilancio. Ricordando quanto prevede la Legge di Stabilità, il ministro ha sottolineato come preveda sgravi fiscali da 16,5 miliardi in tre anni. Da Saccomanni è arrivata una rassicurazione sul comparto del credito: "Sono convinto che per le banche italiane non serviranno meccanismi di risoluzione" e dagli stress test della Bce "non c'è nulla da temere".
Napolitano. Il Capo dello Stato ha lanciato invece un monito a banche e Ue. "È necessario rafforzare le azioni a sostegno della ripresa e, per questo, le banche devono aumentare in misura "adeguata" i prestiti alle imprese", ha scritto Napolitano in un messaggio. E ancora: "L'unione economica e monetaria europea va completata anche per sostenere la ripresa, portando avanti il progetto dell'unione bancaria". Nel messaggio inviato a Giuseppe Guzzetti, presidente dell'Associazione di Fondazioni e di Casse di Risparmio, Napolitano ha affermato l'importanza dell'azione delle banche nel sostenere la ripresa economica, di cui si intravedono i primi accenni. "I primi e incerti segnali di ripresa devono indurre a rafforzare tutte le azioni di sostegno all'economia - scrive Napolitano - in uno sforzo generale al quale non può mancare l'apporto del sistema bancario e finanziario: a partire da una adeguata espansione dei finanziamenti alle imprese, in particolare piccole e medie, in un più solido quadro di stabilità del sistema finanziario e di efficace tutela dei risparmiatori". Ma per sostenere la ripresa, secondo il capo dello Stato, è necessario anche l'apporto dell'Unione europea che deve completare il processo di integrazione economica e monetaria.
Guzzetti. Proprio il presidente dell'Acri ha difeso a spada tratta le sue Fondazioni, chiarendo il proprio "no all'esproprio dei diritti delle Fondazioni in quanto grandi azionisti delle banche". Gli enti di origine bancaria sono finiti al centro di accuse, piovute in questi mesi sul loro ruolo nelle banche e la loro governance. Da Guzzetti arriva una cauta apertura sulla normativa a riguardo, la Legge Ciampi: "E' una legge eccellente che può essere attualizzata" afferma. Le Fondazioni, aggiunge il presidente dell'Acri, "non effettuano alcuna ingerenza nelle scelte imprenditoriali delle banche: la legge e la carta delle Fondazioni (strumento di autodisciplina della categoria) lo vietano". Gli enti cercano piuttosto di "tutelare il proprio investimento nelle banche partecipate e ritengono che debbano essere loro garantiti tutti i diritti propri degli azionisti, senza essere discriminate".
Visco. Il filo tra mondo del credito e universo produttivo è stato richiamato anche dal numero uno di Bankitalia, che ha chiesto un maggiore collaborazione tra banche e imprese. In particolare, evidenzia Visco, le imprese "hanno una leva finanziaria elevata nel confronto internazionale". E "l'attuale congiuntura deve spingere banche e imprese a superare questa situazione". Il governatore ha rivendicato il lavoro fatto dalle banche, che hanno "retto alla doppia recessione" e ha spiegato che "sono oggi infondate le necessità di ricapitalizzazione". Pur non vedendole come causa della crisi, Visco ha parlato di "negligenze" nelle banche e di loro "ritardi". Tra gli inviti rivolti agli istituti, lo stop ai dividendi e il via alle cessioni per eventuali rafforzamenti patrimoniali. Fari puntati anche sulla remunerazione dei dirigenti, da tenere entro limiti più bassi. Sull'andamento economico, Visco ha parlato di una crescita moderata del quarto trimestre, ma "le incertezze restano elevate".
ANALISI. Il governatore: "Banchieri e bancari, tagliate i costi" di A. GRECO
Saccomanni. Dopo il governatore, è intervenuto il ministro dell'Economia, che ha ricordato le stime aggiornate sulla dinamica economica: la crescita del Pil "si porterà su livelli ancora superiori (al +1,1% del 2014) a partire dal 2015, prefigurando una graduale chiusura dell'output gap, e raggiungerebbe circa il 2% nel 2017". Il responsabile delle Finanze ha ricordato che "usciamo da una fase molto difficile", motivo per cui "serve prudenza": la crisi "è conclusa, ma ora serve una crescita sostenibile senza gli errori del passato". Sui conti pubblici, ribadendo quanto detto in Senato nell'audizione sulla Stabilità, ha ricordato che l'obiettivo di un deficit sotto il 3% del Pil è il minimo, ma nel medio periodo il vero traguardo è il pareggio di bilancio. Ricordando quanto prevede la Legge di Stabilità, il ministro ha sottolineato come preveda sgravi fiscali da 16,5 miliardi in tre anni. Da Saccomanni è arrivata una rassicurazione sul comparto del credito: "Sono convinto che per le banche italiane non serviranno meccanismi di risoluzione" e dagli stress test della Bce "non c'è nulla da temere".
Napolitano. Il Capo dello Stato ha lanciato invece un monito a banche e Ue. "È necessario rafforzare le azioni a sostegno della ripresa e, per questo, le banche devono aumentare in misura "adeguata" i prestiti alle imprese", ha scritto Napolitano in un messaggio. E ancora: "L'unione economica e monetaria europea va completata anche per sostenere la ripresa, portando avanti il progetto dell'unione bancaria". Nel messaggio inviato a Giuseppe Guzzetti, presidente dell'Associazione di Fondazioni e di Casse di Risparmio, Napolitano ha affermato l'importanza dell'azione delle banche nel sostenere la ripresa economica, di cui si intravedono i primi accenni. "I primi e incerti segnali di ripresa devono indurre a rafforzare tutte le azioni di sostegno all'economia - scrive Napolitano - in uno sforzo generale al quale non può mancare l'apporto del sistema bancario e finanziario: a partire da una adeguata espansione dei finanziamenti alle imprese, in particolare piccole e medie, in un più solido quadro di stabilità del sistema finanziario e di efficace tutela dei risparmiatori". Ma per sostenere la ripresa, secondo il capo dello Stato, è necessario anche l'apporto dell'Unione europea che deve completare il processo di integrazione economica e monetaria.
Guzzetti. Proprio il presidente dell'Acri ha difeso a spada tratta le sue Fondazioni, chiarendo il proprio "no all'esproprio dei diritti delle Fondazioni in quanto grandi azionisti delle banche". Gli enti di origine bancaria sono finiti al centro di accuse, piovute in questi mesi sul loro ruolo nelle banche e la loro governance. Da Guzzetti arriva una cauta apertura sulla normativa a riguardo, la Legge Ciampi: "E' una legge eccellente che può essere attualizzata" afferma. Le Fondazioni, aggiunge il presidente dell'Acri, "non effettuano alcuna ingerenza nelle scelte imprenditoriali delle banche: la legge e la carta delle Fondazioni (strumento di autodisciplina della categoria) lo vietano". Gli enti cercano piuttosto di "tutelare il proprio investimento nelle banche partecipate e ritengono che debbano essere loro garantiti tutti i diritti propri degli azionisti, senza essere discriminate".