Economia

Le Borse Ue in rosso tra Fed e Bce.
Lo spread si stabilizza in area 240 punti

I mercati aspettano la riunione della Banca centrale europea confidando in un nuovo taglio del costo del denaro, Milano chiude in calo dell'1,1%. Nelle previsioni d'autunno la Commissione Ue dice: "Vicini al fondo della recessione". Attesa per i dati macro degli Usa in arrivo tra giovedì e venerdì. L'euro scende sotto quota 1,35 contro il dollaro

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MILANO - Le Borse europee non riescono a consolidare i guadagni della vigilia anche per le previsione economiche d'autunno della Commissione Ue secondo cui si è vicini "al fondo della recessione". Attesa per la riunione della Bce che giovedì potrebbe decidere un ulteriore taglio dei tassi. A spingere l'Eurotower verso un nuovo alleggerimento monetario potrebbe essere il basso livello d'inflazione, abbondantemente sotto la soglia obiettivo del 2%. I mercati sembrano crederci e così l'euro chiude debole a 1,3460 dollari, dopo aver oscillato tra un top di 1,3522 e un minimo di 1,3448 dollari, aiutando i titoli dell'export che nelle ultime settimane sono stati spesso sotto pressione proprio per il rally della moneta unica.

A livello macroeconomico si guarda anche agli Stati Uniti: giovedì arriveranno i dati sul Pil del terzo trimestre e venerdì quelli sulla disoccupazione. Con una quadro più chiaro della situazione economica americana, la Fed potrebbe comunicare con più chiarezza quali sono le sue intenzioni. Se prima di procedere a una stretta monetaria la banca centrale Usa vuole che la disoccupazione scenda al 6,5%, per avviare il tapering - la riduzione degli stimoli monetari da 85 miliardi di dollari al mese sotto forma di acquisto di bond - potrebbero bastare solidi segnali di ripresa. Nel frattempo l'indice Ism dei servizi a ottobre è salito oltre le attese degli analisti a quota 55,4: il mercato era fermo a 54 punti, sotto quindi i 54,4 di settembre.

In questo contesto non preoccupa particolarmente l'Italia: il voto sulla decadenza di Silvio Berlusconi al Senato è slittato a fine novembre per non intralciare l'approvazione della Legge di Stabilità, mentre la bufera sul ministro della Giustiza Annamaria Cancellieri non sembra minacciare la tenuta del governo. I Btp, mentre è in corso con grande domanda il collocamento del quinto Btp Italia, sono scambiati al 4,1%, mentre lo spread - la differenza di rendimento tra titoli italiani e tedeschi - dopo una fiammata iniziale si stabilizza a 242 punti base, per un rendimento del decennale italiano al 4,15%. I Bonos spagnoli rendono, invece, 10 punti meno: gli addetti ai lavori sono convinti che Madrid abbia agganciato la ripresa.

I mercati europei si muovono, quindi, in ribasso. A Milano Piazza Affari parte bene, ma poi gira in negativo con il comparto del credito pesante e il Ftse Mib chiude in ribasso dell'1,13% Strappa invece al rialzo Mediaset, spinta da un report di Goldman Sachs. Fanno meglio gli altri listini del Vecchio continente: Londra chiude in rosso dello 0,25%, Francoforte dello 0,31% e Parigi dello 0,82%. Sul fronte macroeconomico, da Madrid è arrivata la notizia di un incremento della disoccupazione: i senza lavoro spagnoli, lo scorso mese, sono saliti di 87mila unità a 4,81 milioni di persone. Debole anche Wall Street: alla chiusura dei mercati europei il Dow Jones cede lo 0,2% come l'S&P 500, il Nasdaq lo 0,15%.

In mattinata, la Borsa di Tokyo, ritornata agli scambi dopo la festività nazionale della Cultura, termina con un rialzo dello 0,17%, grazie a un allungo nel finale, finendo però lontano dai guadagni di avvio delle contrattazioni (+0,83%). L'indice Nikkei guadagna 23,80 punti, a 14.225,37, chiudendo una seduta volatile segnata dalle valutazioni del premier cinese Li Keqiang secondo cui Pechino ha bisogno di una crescita del 7,2% per creare 10 milioni posti di lavoro annui. Il timore è quindi che si vada verso una stretta monetaria contro l'inflazione. Sempre sul fronte macroeconomico, in Cina l'indice Pmi è salito lievemente a ottobre a 50,1 dal 50,0 di settembre, toccando il livello più alto da sette mesi a questa parte. Nel metodo di calcolo elaborato da Hsbc una lettura inferiore a 50 indica una contrazione economica mentre un valore al di sopra indica espansione. Per l'indice Pmi si tratta del livello più alto raggiunto dallo scorso marzo quando toccò quota 50,5.

Sul fronte delle materie prime, le quotazioni dell'oro sono in calo con il lingotto con consegna immediata che cede lo 0,4% e viene scambiato a 1.309 dollari l'oncia. Il petrolio a New York arretra: i Light crude cedono 90 cent a 93,7 dollari, ai minimi da 4 mesi, sulla scia di un previsto aumento delle scorte settimanali Usa. Il Brent cede di 60 cent a 105,63 dollari.