MILANO - Nel terzo trimestre del 2013 il Prodotto interno lordo (Pil), corretto per gli effetti di calendario e destagionalizzato, è diminuito dello 0,1% rispetto al trimestre precedente e dell'1,9% nei confronti del terzo trimestre del 2012. L'economia italiana era reduce da una variazione annua del 2,1% e da una trimestrale dello 0,3%. Prosegue dunque il (lento) recupero economico, dopo nove trimestri in rosso, anche in considerazione del fatto che le attese degli analisti, indicate da Radiocor, erano per una variazione congiunturale del -0,2%.
Secondo le comunicazioni dell'Istat il calo congiunturale, cioè rispetto al trimestre precedente, è "la sintesi di una diminuzione del valore aggiunto nei comparti dell'agricoltura e dei servizi e di un aumento del valore aggiunto nell'industria". Il terzo trimestre del 2013 ha avuto tre giornate lavorative in più del trimestre precedente e una giornata lavorativa in più rispetto al terzo trimestre del 2012, precisa l'Istituto nella sua stima flash, che a questo punto determina in -1,9% la variazione acquisita per il 2013. La stima del governo e dello stesso Istat è per una chisura d'anno a -1,8%, frutto anche di un recupero nell'ultimo scorcio dell'anno. Proprio a questo ha fatto riferimento il ministero dell'Economia, Fabrizio Saccomanni, sottolineando che non ci sono necessità di manovre aggiuntive - alla luce del calo del Pil - per centrare gli obiettivi di deficit.
Nel terzo trimestre del 2013, aggiungono dall'Istat, in termini congiunturali il Pil è aumentato dello 0,7% negli Stati Uniti e dello 0,8% nel Regno Unito. In termini tendenziali la crescita è stata dell'1,6% negli Stati Uniti e dell'1,5% nel Regno Unito.
Sempre in termini di andamento del Pil, oggi sono stati rilevati i dati delle principali economie della zona euro. L'economia tedesca nel terzo trimestre ha rallentato e secondo l'istituto federale di statistica (Destatis) il Pil è cresciuto dello 0,3% rispetto al trimestre precedente quando aveva messo a segno un incremento dello 0,7%. Il dato è comunque in linea con le attese degli analisti. Andamento simile all'Italia per l'economia francese, che nel terzo trimestre è scesa dello 0,1% rispetto ai tre mesi precedenti e contro la crescita dello 0,5% nel secondo periodo dell'anno. Deluse in questo caso le stime degli economisti, che erano per una crescita zero. L'economia olandese è invece uscita dalla recessione nel terzo trimestre, con un incremento del pil dello 0,1% rispetto al trimestre precedente che mette fine a una serie di quattro trimestri di contrazione del Pil su base trimestrale. Il Pil su base annua è comunque in calo dello 0,6%. Stesso discorso per il Portogallo, che cresce dello 0,2% congiunturale tirandosi fuori dalle secche e cede comunque l'1% su base tendenziale.
Secondo le stime degli economisti Bce, il Pil dell'Eurozona dovrebbe concludere il 2013 con un calo dello 0,4% contro il precedente -0,6%, mentre il 2014 dovrebbe vedere una crescita dell'1%, dal precedente 0,9%. Secondo Eurostat, infine, anche nel terzo trimestre l'andamento dell'economia europea conferma il segno positivo, anche se frena rispetto al progresso registrato nel trimestre precedente: secondo la stima rapida il Pil è salito dello 0,1% nell'Eurozona e dello 0,2% nell'Ue a 28 paesi. Il confronto annuale resta negativo nell'Eurozona (-0,4%) e registra un miglioramento dello 0,1% nell'Ue.
Secondo le comunicazioni dell'Istat il calo congiunturale, cioè rispetto al trimestre precedente, è "la sintesi di una diminuzione del valore aggiunto nei comparti dell'agricoltura e dei servizi e di un aumento del valore aggiunto nell'industria". Il terzo trimestre del 2013 ha avuto tre giornate lavorative in più del trimestre precedente e una giornata lavorativa in più rispetto al terzo trimestre del 2012, precisa l'Istituto nella sua stima flash, che a questo punto determina in -1,9% la variazione acquisita per il 2013. La stima del governo e dello stesso Istat è per una chisura d'anno a -1,8%, frutto anche di un recupero nell'ultimo scorcio dell'anno. Proprio a questo ha fatto riferimento il ministero dell'Economia, Fabrizio Saccomanni, sottolineando che non ci sono necessità di manovre aggiuntive - alla luce del calo del Pil - per centrare gli obiettivi di deficit.
Nel terzo trimestre del 2013, aggiungono dall'Istat, in termini congiunturali il Pil è aumentato dello 0,7% negli Stati Uniti e dello 0,8% nel Regno Unito. In termini tendenziali la crescita è stata dell'1,6% negli Stati Uniti e dell'1,5% nel Regno Unito.
Sempre in termini di andamento del Pil, oggi sono stati rilevati i dati delle principali economie della zona euro. L'economia tedesca nel terzo trimestre ha rallentato e secondo l'istituto federale di statistica (Destatis) il Pil è cresciuto dello 0,3% rispetto al trimestre precedente quando aveva messo a segno un incremento dello 0,7%. Il dato è comunque in linea con le attese degli analisti. Andamento simile all'Italia per l'economia francese, che nel terzo trimestre è scesa dello 0,1% rispetto ai tre mesi precedenti e contro la crescita dello 0,5% nel secondo periodo dell'anno. Deluse in questo caso le stime degli economisti, che erano per una crescita zero. L'economia olandese è invece uscita dalla recessione nel terzo trimestre, con un incremento del pil dello 0,1% rispetto al trimestre precedente che mette fine a una serie di quattro trimestri di contrazione del Pil su base trimestrale. Il Pil su base annua è comunque in calo dello 0,6%. Stesso discorso per il Portogallo, che cresce dello 0,2% congiunturale tirandosi fuori dalle secche e cede comunque l'1% su base tendenziale.
Secondo le stime degli economisti Bce, il Pil dell'Eurozona dovrebbe concludere il 2013 con un calo dello 0,4% contro il precedente -0,6%, mentre il 2014 dovrebbe vedere una crescita dell'1%, dal precedente 0,9%. Secondo Eurostat, infine, anche nel terzo trimestre l'andamento dell'economia europea conferma il segno positivo, anche se frena rispetto al progresso registrato nel trimestre precedente: secondo la stima rapida il Pil è salito dello 0,1% nell'Eurozona e dello 0,2% nell'Ue a 28 paesi. Il confronto annuale resta negativo nell'Eurozona (-0,4%) e registra un miglioramento dello 0,1% nell'Ue.