Economia

Borse Ue incerte verso il tapering.
Wall Street vola oltre 16mila punti

La Federal Reserve non esclude una riduzione degli stimoli monetari all'economia americana nei prossimi mesi: l'incertezza dei tempi preoccupa gli investitori. Ma i dati positivi sulla disoccupazione fanno brillare il dow jones, mentre Piazza Affari chiude a +0,6%. Il Giappone conferma la sua politica ultraespansiva e la Borsa apprezza. Lo spread in area 235 punti. Ipo Chrysler verso valutazione da 10 miliardi

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MILANO - La Federal Reserve spiazza i mercati, che dai verbali pubblicati ieri sera si aspettavano più chiarezza sulle prossime mosse della Banca centrale americana. Nell'ultima riunione del Fomc, il braccio di politica monetaria della Fed, i governatori sono rimasti invece sul vago, ipotizzando una ripresa dell'economia a stelle e strisce, ma non prendendo posizione su quelle che potrebbero essere le prossime mosse. Di certo il costo del denaro non salirà prima che il tasso di disoccupazione sia sceso sotto il 6,5% e l'inflazione non sia salita oltre il 2,5%. Si è parlato anche anticipato che dopo il primo rialzo dei tassi "il comitato intende tenere i tassi sotto la media di lungo periodo per un pò, visto che i venti contrari all'economia probabilmente diminuiranno solo lentamente". Niente di nuovo sul fronte del tapering, la riduzione progressiva dell'acquisto di bond da 85 miliardi di dollari al mese. Dai verbali emerge che potrebbe iniziare nei prossimi mesi, ma l'orizzonte temporale resta indefinito. Il presidente uscente, Ben Bernanke, ha però voluto sottolineare che il tapering non corrisponde all'inizio di una stretta monetaria, quindi restano al vaglio della Fed misure alternative di sostegno all'economia.

Sul fronte macroeconomico, in Cina, l'indice Pmi preliminare elaborato da Hsbc ha registrato un leggero calo a novembre attestandosi a 50,4 dal 50,9 di ottobre. Nonostante la battuta d'arresto il dato di novembre rappresenta il secondo miglior risultato degli ultimi sette mesi. Secondo gli economisti di Hsbc, "il ritmo di crescita ha rallentato leggermente a novembre a causa della debolezza dei nuovi ordini per le esportazioni e per le attività di approvvigionamento più lente". L'indice ufficiale Pmi sarà diffuso il prossimo 1 dicembre.

Negli Stati Uniti, intanto, i sussidi settimanali di disoccupazione calano di 21 mila unità a 323 mila unità. Gli analisti si aspettavano un calo di 4 mila untà. Nella media delle ultime quattro settimane le richieste scendono da 345.250 a 338.500 unità. A livello continuativo i sussidi salgono da 2,810 a 2,876 milioni di unità. I prezzi alla produzione, invece, sono calati dello 0,2%, in linea con le attese degli analisti. Cala invece oltre le attese l'indice della Fed di Philadelphia, termometro dell'attività manifatturiera: a novembre si è attestato a quota 6,5, dai 19,8 di ottobre. Wall Street, sulla scia dei dati positivi sul mercato del lavoro, ha chiuso nuovamente in rialzo con il Dow Jones che per la prima volta nella storia si è fermato dopo la fine delle contrattazioni sopra quota 16000, per la precisione a 16009,99 punti con un guadagno dello 0,69%. Il listino delle blue-chips aveva già superato brevemente nei giorni scorsi questo livello ma per poi ritracciare prima del suono della campanella. Bene anche il Nasdaq cresciuto dell'1,22% a 3969,15 punti. Intanto gli advisor di Chrysler stanno discutendo una valutazione della casa automobilistica fra i 9 e i 16 miliardi di dollari nell'ambito dell'ipo. Lo riporta l'agenzia Bloomberg, citando alcune fonti secondo le quali si sarebbe orientati a una valutazione di 10 miliardi, cifra a cui il 41,5% del Uaw varrebbe 4,2 miliardi.


Per quanto riguarda Milano, Piazza Affari inverte la rotta dopo un avvio timoroso e chiude in rialzo dello 0,61%, con una peformance migliore a quella degli altri mercati del Vecchio continente. Leggero calo per Eni, interessata dal piano di privatizzazioni annunciato dal governo. Pirelli sale più del listino, sospinta dai giudizi di Equita e Hsbc che indicano un prezzo obiettivo rispettivamente di 12 e 13,5 euro. Recupera, dopo un avvio difficile, il comparto bancario che si trascina dietro l'intero Ftse Mib, mentre Mediaset rimane tra i titoli più pesanti. Nel resto d'Europa, Londra recupera la pari con Wall Street, Francoforte chiude limando lo 0,07% e Parigi lima lo 0,34%.

Segnali positivi sono in arrivo da Bruxelles dopo il commissario agli Affari economici, Olli Rehn, apre a un rallentamento nel consolidamento dei conti: "Dobbiamo concentrarci sulla crescita" ha detto parlando in audizione al Parlamento europeo. Dati confortanti sono arrivati dagli indici Pmi: quello manifatturiero dell'Eurozona è arrivato a 51,5 punti a novembre, valore massimo da 29 mesi. Stesso livello per quello composito, che però è calato da quota 51,9. Segnali negativi, invece, dalla fiducia dei consumatori: l'indice scende nella zona euro a -15,4 dopo il -14,5 ad ottobre (era leggermente migliorata sul -14,9 di settembre). Lo spread, la differenza di rendimento tra Btp e Bund tedeschi che misura quanto gli investitori reputino rischioso investire in un paese, resta stabile in area 235 punti base con i titoli italiani che rendono il 4,1%. La Spagna, intanto, ha collocato 3,5 miliardi di bonos a 3 anni spuntando rendimenti in calo, vicini al minimo storico. Il nuovo benchmark triennale scadenza 30 aprile 2017 emesso da Madrid è stato collocato con un tasso lordo del 2,119% (a fronte di un minimo storico del 2,030%).

L'allentamento monetario, intanto, continua in Asia dove la Bank of Japan (BoJ) ha deciso di mantenere fermi i tassi di interesse (0-0,1%) e la politica monetaria ultraespansiva, ribadendo il giudizio sull'economia nipponica che sta "recuperando moderatamente". Al termine della riunione del board di due giorni, l'istituto centrale ha votato all'unanimità la conferma delle operazioni sui mercati per aumentare la base monetaria al ritmo annuale di circa 60/70.000 miliardi di yen, pari al cambio attuale a 440-520 miliardi di euro: un decisione che ha spinto Tokyo a chiudere la seduta in rialzo dell'1,92%. L'euro chiude poco mosso a 1,3458 dollari, in leggero recupero dopo il tonfo sotto quota 1,34 dollari successivo alle minute della Fed. Aspettative che spingono il biglietto verde a un massimo di quattro mesi e mezzo sullo yen a quota 101,10.

In mattinata il rally di Tokyo non è bastato a sostenere le altre Borse asiatiche preoccupate dal possibile avvio del tapering così Seul perde dell'1,16%, Shanghai chiude in discesa dello 0,04% e Hong Kong è dello 0,53%. Sul fronte della materie prime, mentre in Europa terminano gli scambi a New York il contratto a dicembre del greggio risale oltre quota 95 dollari al barile, quello dell'oro continua il trend negativo lasciando sul terreno l'1,4% a 1.240 dollari l'oncia.