Economia

Indice Ifo oltre le attese, Borse miste.
Wall Street va avanti a colpi di record

Chiusura di settimana fiacca per i principali listini del Vecchio continente che non agganciano il buon umore che ha colpito New York e l'Asia. La fiducia delle imprese tedesche supera le attese, ma i listini sono poco mossi e Milano chiude a -0,1%. Dall'altra parte dell'Atlantico sembra allontanarsi il via al tapering. Tokyo consolida i rialzi delle ultime due settimane. Spread in area 230

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MILANO - Chiusura di settimana poco movimentata per le principali Borse del Vecchio continente che faticano ad allinearsi al buon umore che ha colpito ieri sera Wall Street e, questa mattina, l'Asia. In una giornata povera di dati macroeconomici di rilievo - al netto del solo indice Ifo sulla fiducia delle imprese tedesche, superiore alle aspettative, e del Pil trimestrale in Germania -, gli addetti ai lavori si aspettavano qualche presa di profitto dopo il buon andamento della settimana.

Passano così in secondo piano i record archiviati ieri sera da Wall Street con il Dow Jones per la prima volta nella storia oltre quota 16mila punti in scia ai dati positivi del mercato del lavoro Usa: le nuove richieste di sussidi di disoccupazione avanzate la settimana scorsa sono calate a 323mila dalle 339mila della settimana precedente e sono risultate inferiori alle 335mila stimate dagli economisti. E' il livello più basso degli ultimi due mesi. A infiammare i mercati americani sono stati anche il voto di conferma di Janet Yellen da parte della commissione bancaria del Senato alla guida della Fed e le parole del falco James Bullard, presidente della Fed di St. Louis, secondo cui i dati sull'inflazione hanno dato alla Banca centrale un po' di margine di manovra per mantenere una politica accomodante. Tradotto: il tapering, la riduzione degli stimoli monetari da 85 miliardi di dollari al mese, potrebbe slittare ancora di qualche mese. L'effetto in Borsa è l'ennesimo rialzo dell'indice Dow Jones (+0,33%) a 16062,84 punti e del Nasdaq, a quota 3991,65, +0,57%, mentre per l'indice S&P 500 è arrivato il record di tutti i tempi a 1804,64 punti, in rialzo dello 0,49%.
 
Il dollaro resta debole e l'euro chiude in rialzo a 1,3525 dollari grazie ai dati sulla fiducia delle imprese tedesche, che hanno inoltre trainato la moneta unica a un massimo da quattro anni sulla divisa nipponica a 136,99 yen. In Germania, appunto, l'indice Ifo sulla fiducia delle imprese è salito oltre le attese a novembre, raggiungendo quota 109,3 punti e portandosi ai massimi dall'aprile 2012. Una confidenza probabilmente legata anche alle scelte Bce: Draghi ha spiegato che i tassi bassi possono sì minare la stabilità, ma non in questo momento. Berlino, inoltre, ha comunicato che il Pil del terzo trimestre è cresciuto dello 0,3% rispetto ai tre mesi precedenti su base destagionalizzata e dello 0,6% su base tendenziale. Nel secondo trimestre il Pil tedesco era cresciuto dello 0,7% su base trimestrale e dello 0,5% tendenziale.

In questo contesto, le Borse europee registrano variazioni contenute. Piazza Affari a Milano chiude in calo frazionale (-0,1%) in linea con la debolezza delle altre Ue: Londra cede lo 0,11% finale, Francoforte avanza dello 0,25%, mentre Parigi sale dello 0,58%. Tra i singoli titoli del Ftse Mib spicca la galassia Fiat: secondo Bloomberg, le banche che stanno lavorando all'operazione di aggregazione hanno valutato Chrysler 10 miliardi e ciò consentirebbe a Sergio Marchionne di acquistare il 41,5% di Detroit in mano ai sindacati con un risparmio di 1 miliardo. Ben intonata anche Mediaset. In calo lo spread, la differenza di rendimento tra Btp e Bund che scende lievemente a 233 punti base con i titoli italiani che rendono il 4,08%. 

In mattinata, intanto, l'indice Nikkei della Borsa di Tokyo si è accontentato di un minuscolo rialzo, prendendosi una pausa dopo il picco da sei mesi conquistato ieri e lasciando spazio ai realizzi legati soprattutto al mini yen. In luce l'operatore ditelefonia mobile SoftBank Corp sulla notizia che il gestore di fondi hedge Daniel Loeb ha acquistato una patecipazione. Il Nikkei ha quindi chiuso in rialzo dello 0,1% a 15.381,72, con un guadagno settimanale dell'1,4% che si aggiunge al +7,7% della settimana precedente.

Sul fronte delle materie prime, mentre il Europa terminano gli scambi il prezzo del petrolio Wti cede l'1,2% per i contratti a gennaio 2014 a quota 94,2 dollari al barile. L'oro è in leggerissimo rialzo e i future a dicembre segnano un guadagno di 2 dollari a quota 1.245 dollari l'oncia.