MILANO - Mentre l'Italia dibatte tra l'incasso della fiducia al governo sull'approvazione della Legge di Stabilità da una parte e l'attesissimo voto che ha sancito la decadenza da senatore di Silvio Berlusconi, i listini globali si muovono ancora in rialzo mentre arriva una raffica di dati macroeconomici dagli Stati Uniti e in misura minore dall'Europa. Proprio negli Usa, gli indici hanno continuato ad aggiornare i massimi: ieri sera il Nasdaq si è issato per la prima volta in 13 anni a una chiusura oltre la soglia di 4mila punti, dopo aver guadagnato lo 0,58%: un trend confermato anche oggi alla chiusura delle Borse europee, il listino tecnologico sale dello 0,5%, mentre il Dow Jones avanza dello 0,2% e l'S&P 500 dello 0,3%.
In Europa i principali listini chiudonoo in lieve apprezzamento in scia anche ai dati sulla fiducia dei consumatori in Germania (è salita ai massimi da 6 anni), mentre in Francia è calata di un punto. In Gran Bretagna, intanto, le stime sul Pil per il terzo trimestre sono per una crescita dello 0,8% su base congiunturale e del +1,5% annuo. Il Dax di Francoforte guadagna così lo 0,66%, il Cac 40 di Parigi avanza dello 0,36% e il Ftse 100 di Londra segna +0,2%. A Piazza Affari il Ftse Mib si mantiene ben intonato e si ferma in rialzo dello 0,8%. L'attenzione resta alta nei confronti di Mps, volatile dopo il cda che ha dato il via all'aumento di capitale da 3 miliardi e forte sconto e l'ok della Ue al piano di ristrutturazione. Sotto i riflettori anche Generali dopo che ieri sera l'agenzia di rating S&P ha messo in guardia il Leone da un possibile downgrade, ma il numero uno Mario Greco ha blandito gli investitori promettendo dividendi crescenti. Ben intonato il Banco Popolare, che ha avviato una riorganizzazione delle controllate: l'istituto veronese trascina la buona performance del comparto bancario.
Negli Stati Uniti le richieste di sussidi di disoccupazione sono calate inaspettatamente: -10 mila unità a quota 316 mila unità, a fronte di un atteso incremento di 7 mila unità. Proprio la dinamica del mondo del lavoro, ma anche lo sviluppo del settore immobiliare, sono tra i cardini che determinano la politica economica della Fed, che di fronte a netti segnali di ripresa potrebbe finalmente convincersi ad attuare il "tapering" (la graduale stretta agli stimoli straordinari attualmente fissati in 85 miliardi di dollari al mese attraverso l'acquisto di bond). Sul fronte della casa si è registrato il calo della domanda settimanale di mutui (-0,3%). Nelle ultime 4 settimane l'indice è sceso del 7%, proprio sulla scia dei timori per il tapering della Fed. Tra gli altri dati, si segnalano gli ordini di beni durevoli in calo del 2% ma superiori alle previsioni (-2,2%), e l'indice dell'attività nazionale della Fed di Chicago, che registra un punteggio di -0,18 a ottobre. La media mobile dei tre mesi si è invece attestata in ottobre a +0,06 punti da -0,02 il mese precedente. A novembre, la fiducia dell'Università del Michigan è infine salita a 75,1 punti, anche in questo caso meglio delle previsioni.
Lo spread tra Btp e Bund tedeschi si stabilizza in area 233 punti base, con un rendimento poco sopra il 4% per il decennale italiano sul mercato secondario. Non si riverbera sul mercato il fatto che il Tesoro abbia fatto il pieno in asta, collocando tutti i 7 miliardi di euro di Bot a sei mesi con tassi ancora in calo. Il rendimento è sceso allo 0,539% dallo 0,629% del mese scorso. La domanda è stata pari a 1,77 volte l'importo offerto, in lieve calo da 1,82 precedente. Si conferma così il momento positivo per l'Italia, come notano a caldo gli analisti di Ig Markets, ma l'attenzione si sposta ora sull'emissione di domani a medio-lungo termine: arriverà dopo il voto che ha deciso la decadenza di Berlusconi. La Germania, intanto, ha collocato 3,562 miliardi di euro di bund decennale con tassi in lieve calo all'1,69% dall'1,71% dell'asta precedente. In rialzo l'euro nei confronti del dollaro: la moneta unica chiude a 1,3575 dollari, trainato dall'accordo per un governo di grande coalizione tra Cdu e Spd, i due maggiori partiti tedeschi.
In mattinata, aspettando di avere indicazioni ulteriori sulla ripresa americana, gli investitori asiatici si sono posizionati differentemente sui vari mercati dell'area. La Borsa di Tokyo ha registrato una nuova, seppur lieve, flessione, ancora condizionata dalle prese di beneficio: l'indice Nikkei ha terminato gli scambi perdendo 65,61 punti, a 15.449,63, in calo dello 0,42% rispetto al riferimento di ieri. Sul mercato hanno pesato sia il leggero rafforzamento del dollaro rispetto allo yen sia le prese di beneficio che hanno prevalso in un mercato sottile, in vista delle festività del Thanksgiving negli Stati Uniti che affievolisce gli scambi. Nonostante questi ultimi ritocchi al ribasso, novembre si dovrebbe chiudere come miglior mese del 2013 per Tokyo.
Sul fronte delle materie prime, il contratto a dicembre del petrolio cede l'1,2% a 92,26 dollari al barile. Quello dell'oro scende sotto quota 1.240 dollari l'oncia.
In Europa i principali listini chiudonoo in lieve apprezzamento in scia anche ai dati sulla fiducia dei consumatori in Germania (è salita ai massimi da 6 anni), mentre in Francia è calata di un punto. In Gran Bretagna, intanto, le stime sul Pil per il terzo trimestre sono per una crescita dello 0,8% su base congiunturale e del +1,5% annuo. Il Dax di Francoforte guadagna così lo 0,66%, il Cac 40 di Parigi avanza dello 0,36% e il Ftse 100 di Londra segna +0,2%. A Piazza Affari il Ftse Mib si mantiene ben intonato e si ferma in rialzo dello 0,8%. L'attenzione resta alta nei confronti di Mps, volatile dopo il cda che ha dato il via all'aumento di capitale da 3 miliardi e forte sconto e l'ok della Ue al piano di ristrutturazione. Sotto i riflettori anche Generali dopo che ieri sera l'agenzia di rating S&P ha messo in guardia il Leone da un possibile downgrade, ma il numero uno Mario Greco ha blandito gli investitori promettendo dividendi crescenti. Ben intonato il Banco Popolare, che ha avviato una riorganizzazione delle controllate: l'istituto veronese trascina la buona performance del comparto bancario.
Negli Stati Uniti le richieste di sussidi di disoccupazione sono calate inaspettatamente: -10 mila unità a quota 316 mila unità, a fronte di un atteso incremento di 7 mila unità. Proprio la dinamica del mondo del lavoro, ma anche lo sviluppo del settore immobiliare, sono tra i cardini che determinano la politica economica della Fed, che di fronte a netti segnali di ripresa potrebbe finalmente convincersi ad attuare il "tapering" (la graduale stretta agli stimoli straordinari attualmente fissati in 85 miliardi di dollari al mese attraverso l'acquisto di bond). Sul fronte della casa si è registrato il calo della domanda settimanale di mutui (-0,3%). Nelle ultime 4 settimane l'indice è sceso del 7%, proprio sulla scia dei timori per il tapering della Fed. Tra gli altri dati, si segnalano gli ordini di beni durevoli in calo del 2% ma superiori alle previsioni (-2,2%), e l'indice dell'attività nazionale della Fed di Chicago, che registra un punteggio di -0,18 a ottobre. La media mobile dei tre mesi si è invece attestata in ottobre a +0,06 punti da -0,02 il mese precedente. A novembre, la fiducia dell'Università del Michigan è infine salita a 75,1 punti, anche in questo caso meglio delle previsioni.
Lo spread tra Btp e Bund tedeschi si stabilizza in area 233 punti base, con un rendimento poco sopra il 4% per il decennale italiano sul mercato secondario. Non si riverbera sul mercato il fatto che il Tesoro abbia fatto il pieno in asta, collocando tutti i 7 miliardi di euro di Bot a sei mesi con tassi ancora in calo. Il rendimento è sceso allo 0,539% dallo 0,629% del mese scorso. La domanda è stata pari a 1,77 volte l'importo offerto, in lieve calo da 1,82 precedente. Si conferma così il momento positivo per l'Italia, come notano a caldo gli analisti di Ig Markets, ma l'attenzione si sposta ora sull'emissione di domani a medio-lungo termine: arriverà dopo il voto che ha deciso la decadenza di Berlusconi. La Germania, intanto, ha collocato 3,562 miliardi di euro di bund decennale con tassi in lieve calo all'1,69% dall'1,71% dell'asta precedente. In rialzo l'euro nei confronti del dollaro: la moneta unica chiude a 1,3575 dollari, trainato dall'accordo per un governo di grande coalizione tra Cdu e Spd, i due maggiori partiti tedeschi.
In mattinata, aspettando di avere indicazioni ulteriori sulla ripresa americana, gli investitori asiatici si sono posizionati differentemente sui vari mercati dell'area. La Borsa di Tokyo ha registrato una nuova, seppur lieve, flessione, ancora condizionata dalle prese di beneficio: l'indice Nikkei ha terminato gli scambi perdendo 65,61 punti, a 15.449,63, in calo dello 0,42% rispetto al riferimento di ieri. Sul mercato hanno pesato sia il leggero rafforzamento del dollaro rispetto allo yen sia le prese di beneficio che hanno prevalso in un mercato sottile, in vista delle festività del Thanksgiving negli Stati Uniti che affievolisce gli scambi. Nonostante questi ultimi ritocchi al ribasso, novembre si dovrebbe chiudere come miglior mese del 2013 per Tokyo.
Sul fronte delle materie prime, il contratto a dicembre del petrolio cede l'1,2% a 92,26 dollari al barile. Quello dell'oro scende sotto quota 1.240 dollari l'oncia.