LUGANO - La classifica dei 300 svizzeri più ricchi, stilata, come ogni anno, dal mensile economico Bilanz, evidenzia un aumento di oltre il 12 per cento delle fortune dei super-paperoni residenti nella Confederazione. I quali detengono, complessivamente, qualcosa come 627 miliardi di franchi, poco più di 500 miliardi di euro, ovvero l'equivalente dell'intero Pil della Svizzera.
La classifica dei primi 20 miliardari svizzeri.
Nella pattuglia dei miliardari figurano anche diversi italiani. Ernesto Bertarelli, noto per la Coppa america di vela, vinta con Alinghi, è all'ottavo posto, con un patrimonio stimato tra gli 11 ed i 12 miliardi di franchi. Patrimonio che è cresciuto di un miliardo dopo che, negli ultimi 12 mesi, Bertarelli si è rituffato nel business delle nanotecnologie, che già avevano reso straricca la sua famiglia ai tempi della Serono.
Ancora più di Bertarelli ha guadagnato, lo scorso anno, un altro italiano, il napoletano Gianluigi Aponte, titolare della compagnia di navigazione MSC, vero e proprio colosso nel settore delle crociere e della marina mercantile. Ebbene Aponte, che vive a Ginevra, si ritrova, nel giro di un anno, con 4 miliardi di franchi di più in tasca e con una ricchezza che sfiora i 9 miliardi di franchi, ovvero i 6,5 miliardi di euro. I casi di Aponte e Bertarelli confermano, come rileva l'analisi di Bilanz, che "tra il 2012 ed il 2013, il 21,2 per cento delle famiglie, ha visto aumentare, significativamente, la propria fortura".
È successo ai primi della lista dei 300, cioè alla famiglia di Ingvar Kamprad, più noto come mister Ikea, che si ritrova con 3 miliardi in più. Per intenderci un tesoro di 42 miliardi di franchi, che in euro sono quasi 35. Tra gli italiani, oltre ad Aponte e Bertarelli troviamo, ricchi in miliardi di franchi, i Perfetti (cui in estate in Spanga era stato sequestrato uno yacht da 100 milioni di euro per ragioni fiscali), Margherita Agnelli, gli Zegna, i Malacalza e Loro Piana.
"La forza del franco ed il buon andamento delle rendite finanziarie, oltre alla decisa ripresa dei mercati azionari, in particolare nel settore farmaceutico e in quello del lusso, sono all'origine dell'ulteriore aumento della ricchezza di chi sta già in cima alla priramide sociale", spiega l'economista Sergio Rossi, dell'università di Friburgo. E non è un caso che, al secondo posto tra i super-paperoni, figurino gli Oeri-Hoffmann della Roche, una delle stelle del listino borsistico elvetico, che hanno incrementato il loro patrimonio di 6 miliardi di franchi, in soli in 12 mesi.
La classifica dei primi 20 miliardari svizzeri.
Nella pattuglia dei miliardari figurano anche diversi italiani. Ernesto Bertarelli, noto per la Coppa america di vela, vinta con Alinghi, è all'ottavo posto, con un patrimonio stimato tra gli 11 ed i 12 miliardi di franchi. Patrimonio che è cresciuto di un miliardo dopo che, negli ultimi 12 mesi, Bertarelli si è rituffato nel business delle nanotecnologie, che già avevano reso straricca la sua famiglia ai tempi della Serono.
Ancora più di Bertarelli ha guadagnato, lo scorso anno, un altro italiano, il napoletano Gianluigi Aponte, titolare della compagnia di navigazione MSC, vero e proprio colosso nel settore delle crociere e della marina mercantile. Ebbene Aponte, che vive a Ginevra, si ritrova, nel giro di un anno, con 4 miliardi di franchi di più in tasca e con una ricchezza che sfiora i 9 miliardi di franchi, ovvero i 6,5 miliardi di euro. I casi di Aponte e Bertarelli confermano, come rileva l'analisi di Bilanz, che "tra il 2012 ed il 2013, il 21,2 per cento delle famiglie, ha visto aumentare, significativamente, la propria fortura".
È successo ai primi della lista dei 300, cioè alla famiglia di Ingvar Kamprad, più noto come mister Ikea, che si ritrova con 3 miliardi in più. Per intenderci un tesoro di 42 miliardi di franchi, che in euro sono quasi 35. Tra gli italiani, oltre ad Aponte e Bertarelli troviamo, ricchi in miliardi di franchi, i Perfetti (cui in estate in Spanga era stato sequestrato uno yacht da 100 milioni di euro per ragioni fiscali), Margherita Agnelli, gli Zegna, i Malacalza e Loro Piana.
"La forza del franco ed il buon andamento delle rendite finanziarie, oltre alla decisa ripresa dei mercati azionari, in particolare nel settore farmaceutico e in quello del lusso, sono all'origine dell'ulteriore aumento della ricchezza di chi sta già in cima alla priramide sociale", spiega l'economista Sergio Rossi, dell'università di Friburgo. E non è un caso che, al secondo posto tra i super-paperoni, figurino gli Oeri-Hoffmann della Roche, una delle stelle del listino borsistico elvetico, che hanno incrementato il loro patrimonio di 6 miliardi di franchi, in soli in 12 mesi.