Economia

L'algoritmo che spia i banchieri
arriva dalla lotta al terrorismo

Le banche inglesi hanno iniziato a utilizzare programmi di software in grado di individuare parole sospette, comportamenti insoliti, perfino variazioni nel tono della voce o nel modo di parlare, in cerca di segnali e sintomi di atteggiamento sospetto

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LONDRA - Le banche spiano i banchieri. E questo si sapeva: telefonate ed email vengono regolarmente monitorate, registrate, archiviate, per scoprire potenziali truffe, manipolazioni, ammanchi. Quello che non si sapeva è che le maggiori banche della City di Londra (e probabilmente di altre capitali finanziarie) hanno cominciato a usare per spiare i propri dipendenti gli stessi sistemi di controllo elettronico finora adottati per la lotta al terrorismo: programmi di software dotati di algoritmi in grado di individuare parole sospette, comportamenti insoliti, perfino variazioni nel tono della voce o nel modo di parlare, in cerca di segnali e sintomi di atteggiamento sospetto.

Un software denominato "Intelligent Voice", sviluppato da una piccola società ad alta tecnologia britannica, la Chase Information Technology Services, è capace di cercare frasi come "riciclaggio", "fuori dai libri contabili" e "non parliamone online" scansionando migliaia o milioni di telefonate ed email. Il controllo elettronico si estende alle abitudini del personale, per esempio al fatto di ordinare sempre più spesso un "cinese take-away", un pasto al ristorante cinese da mangiare a domicilio o alla propria scrivania in ufficio, tenendo anche in considerazione che possa trattarsi di una frase in codice, in base al numero di volte che viene ripetuta in circostanze particolari. E il software nota addirittura le caratteristiche di differenti nazionalità: il fatto che i britannici tendono a interrompere un collega a metà di una conversazione solo quando sono altamente stressati, "mentre questo non avviene viceversa con gli italiani", dice Nigel Cannings, direttore tecnico della Chase Information Technology, al Wall Street Journal, che dedica oggi un servizio in prima pagina al fenomeno.

Tra gli istituti di credito e le società di investimenti che hanno adottato questo tipo di sorveglianza elettronica del personale ci sono il Banco Santander, la Morgan Stanley e la Kcg Holdings, afferma l'articolo del quotidiano americano. Naturalmente, notano gli esperti, si tratta di un procedimento lungo e costoso, i cui risultati sono fortemente influenzati dalla qualità degli specialisti che interpretano i dati raccolti. Spiare la frequenza con cui un dipendente usa una certa parola, o cercare sintomi di nervosismo, può dare adito a numerosi falsi allarmi, anche se gli algoritmi sono così sofisticati e intelligenti, osserva il direttore della Chase IT, da imparare da soli a correggersi e a diventare più preciso con il passare del tempo. E pur rifiutando di rivelare al Journal quali clienti hanno scoperto prove di azioni illegali grazie al suo programma di software, Cannings sostiene che l'iniziativa ha già avuto successo. Ma oltre che a scoprire truffe di borsa, manipolazioni di valuta e altri imbrogli, un monitoraggio simile, ammonisce l'articolo, può far sapere alle banche quali dei loro banchieri hanno l'amante, sebbene non sia chiaro che uso farebbero di tali informazioni.