Economia

Borse giù verso il tapering della Fed.
La fiducia tedesca ai massimi dal 2006

Inizia questa sera la riunione di due giorni del Fomc, il braccio di politica monetaria della Fed che dovrà decidere se prolungare o ridurre gli stimoli all'economia americana da 85 miliardi di dollari al mese. I mercati chiudono in rosso e Milano alla fine cede l'1,6% nonostante il rafforzamento della ripresa: l'indice Zew balza da 54,6 a 62 punti. Spread stabile in area 220 punti: i Btp rendono il 4%

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MILANO - Il balzo della fiducia delle imprese tedesche non incide sulle Borse, concentrate sull'avvio del board della Fed che potrebbe decretare l'inizio del "tapering", la stretta agli stimoli. Un'evenienza che torna a preoccupare i listini europei, che peggiorano sul finale con Wall Street. Eppure da un lato l'Asia punta al rafforzamento del dollaro sullo yen che finirà per favorire i titoli giapponesi dell'export alimentando la domanda dall'estero; dall'altro lato l'Europa prende atto che la ripresa negli Stati Uniti si fa sempre più solida con la disoccupazione che cala al 7% e il Pil che nel terzo trimestre dell'anno è cresciuto del 3,6%. A questo si aggiungono le previsioni della Bce secondo cui i rischi per l'Eurozona sono in continua diminuzione, mentre l'economia sta riprendendo - seppure debolmente - a crescere. La Banca centrale europea - ha detto il presidente Mario Draghi - resta però vigile a pronta a intervenire con ogni strumento per garantire la stabilità dell'euro e del Vecchio continente. Segnali in direzione della ripresa vengono dall'andamento dell'indice Zew sulla fiducia delle imprese tedesche: balza da 54,6 a 62 punti e batte nettamente le attese per un dato stabile a 55 punti. La fiducia risale così ai massimi dal 2006, prima della crisi economica e finanziaria.

Gli investitori attendono così l'esito delle riunioni del Fomc, il comitato monetario della Federal Reserve, che nella due giorni al via questa sera dovrà decidere se ridurre o meno la portata del suo programma di stimolo dell'economia e in particolare il piano di acquisto di treasury e bond ipotecari, attualmente al ritmo di 85 miliardi di dollari al mese. L'euro chiude in ribasso a 1,3730 dollari, mentre Wall Street è in rosso: alla chiusura dei mercati europei l'indice Dow Jones cede lo 0,3%, lo S&P lo 0,4% come il Nasdaq.

In questo contesto a Milano Piazza Affari chiude in ribasso dell'1,63%, pagando le prese di beneficio dopo il rally di ieri, trainato dalle performance di Moncler - che oggi ha perso il 5% - e Telecom Italia sulle manovre di Blackrock in vista dell'assemblea del 21 dicembre. Appannato il comparto bancario, mentre si guarda a Bpm in vista dell'assemblea di sabato per il rinnovo dei consigli. Mps si segnala per un tonfo del 4,89%, che la riporta verso il minimo storico a 0,157 euro. Si segnala la prestazione decisamente negativa di Saipem. Nel resto del Vecchio continente Londra chiude in rosso dello 0,55%, Francoforte dello 0,86% e Parigi lima l'1,24%.

Lo spread, la differenza di rendimento tra titoli di Stato italiani e tedeschi a 10 anni, è il leggero rialzo a 221 punti base, con i Btp che rendono il 4,04% sul mercato secondario. Il Tesoro spagnolo ha intanto collocato titoli a tre mesi per 1,77 miliardi e titoli a nove mesi per 1,73 miliardi. In crescita i rendimenti, mentre cala la domanda sui tre mesi e sale quella sui nove mesi. Sul fronte macroeconomico si registra la crescita dell'inflazione dell'area euro, salita dello 0,9% tendenziale a novembre contro lo 0,7% di ottobre (2,2% un anno prima). Su base congiunturale, però, l'inflazione è scesa dello 0,1%.

Seduta in rialzo in mattinata per la Borsa di Tokyo, sostenuta dall'attesa per l'avvio da parte della Fed del tapering che contribuirà a rafforzare il dollaro contro lo yen. L'indice Nikkei dei titoli guida termina la seduta a 15.278,63 punti, in rialzo dello 0,83%. Sul fronte delle materie prime, alla chiusura dei mercati europei a New York il contratto a gennaio del petrolio cede torna sulla parità a 97,6 dollari. Il future a febbraio dell'oro cede l'1,1% a 1.230 dollari l'oncia.