MILANO - Il balzo della fiducia delle imprese tedesche non incide sulle Borse, concentrate sull'avvio del board della Fed che potrebbe decretare l'inizio del "tapering", la stretta agli stimoli. Un'evenienza che torna a preoccupare i listini europei, che peggiorano sul finale con Wall Street. Eppure da un lato l'Asia punta al rafforzamento del dollaro sullo yen che finirà per favorire i titoli giapponesi dell'export alimentando la domanda dall'estero; dall'altro lato l'Europa prende atto che la ripresa negli Stati Uniti si fa sempre più solida con la disoccupazione che cala al 7% e il Pil che nel terzo trimestre dell'anno è cresciuto del 3,6%. A questo si aggiungono le previsioni della Bce secondo cui i rischi per l'Eurozona sono in continua diminuzione, mentre l'economia sta riprendendo - seppure debolmente - a crescere. La Banca centrale europea - ha detto il presidente Mario Draghi - resta però vigile a pronta a intervenire con ogni strumento per garantire la stabilità dell'euro e del Vecchio continente. Segnali in direzione della ripresa vengono dall'andamento dell'indice Zew sulla fiducia delle imprese tedesche: balza da 54,6 a 62 punti e batte nettamente le attese per un dato stabile a 55 punti. La fiducia risale così ai massimi dal 2006, prima della crisi economica e finanziaria.
Gli investitori attendono così l'esito delle riunioni del Fomc, il comitato monetario della Federal Reserve, che nella due giorni al via questa sera dovrà decidere se ridurre o meno la portata del suo programma di stimolo dell'economia e in particolare il piano di acquisto di treasury e bond ipotecari, attualmente al ritmo di 85 miliardi di dollari al mese. L'euro chiude in ribasso a 1,3730 dollari, mentre Wall Street è in rosso: alla chiusura dei mercati europei l'indice Dow Jones cede lo 0,3%, lo S&P lo 0,4% come il Nasdaq.
In questo contesto a Milano Piazza Affari chiude in ribasso dell'1,63%, pagando le prese di beneficio dopo il rally di ieri, trainato dalle performance di Moncler - che oggi ha perso il 5% - e Telecom Italia sulle manovre di Blackrock in vista dell'assemblea del 21 dicembre. Appannato il comparto bancario, mentre si guarda a Bpm in vista dell'assemblea di sabato per il rinnovo dei consigli. Mps si segnala per un tonfo del 4,89%, che la riporta verso il minimo storico a 0,157 euro. Si segnala la prestazione decisamente negativa di Saipem. Nel resto del Vecchio continente Londra chiude in rosso dello 0,55%, Francoforte dello 0,86% e Parigi lima l'1,24%.
Lo spread, la differenza di rendimento tra titoli di Stato italiani e tedeschi a 10 anni, è il leggero rialzo a 221 punti base, con i Btp che rendono il 4,04% sul mercato secondario. Il Tesoro spagnolo ha intanto collocato titoli a tre mesi per 1,77 miliardi e titoli a nove mesi per 1,73 miliardi. In crescita i rendimenti, mentre cala la domanda sui tre mesi e sale quella sui nove mesi. Sul fronte macroeconomico si registra la crescita dell'inflazione dell'area euro, salita dello 0,9% tendenziale a novembre contro lo 0,7% di ottobre (2,2% un anno prima). Su base congiunturale, però, l'inflazione è scesa dello 0,1%.
Seduta in rialzo in mattinata per la Borsa di Tokyo, sostenuta dall'attesa per l'avvio da parte della Fed del tapering che contribuirà a rafforzare il dollaro contro lo yen. L'indice Nikkei dei titoli guida termina la seduta a 15.278,63 punti, in rialzo dello 0,83%. Sul fronte delle materie prime, alla chiusura dei mercati europei a New York il contratto a gennaio del petrolio cede torna sulla parità a 97,6 dollari. Il future a febbraio dell'oro cede l'1,1% a 1.230 dollari l'oncia.
Gli investitori attendono così l'esito delle riunioni del Fomc, il comitato monetario della Federal Reserve, che nella due giorni al via questa sera dovrà decidere se ridurre o meno la portata del suo programma di stimolo dell'economia e in particolare il piano di acquisto di treasury e bond ipotecari, attualmente al ritmo di 85 miliardi di dollari al mese. L'euro chiude in ribasso a 1,3730 dollari, mentre Wall Street è in rosso: alla chiusura dei mercati europei l'indice Dow Jones cede lo 0,3%, lo S&P lo 0,4% come il Nasdaq.
In questo contesto a Milano Piazza Affari chiude in ribasso dell'1,63%, pagando le prese di beneficio dopo il rally di ieri, trainato dalle performance di Moncler - che oggi ha perso il 5% - e Telecom Italia sulle manovre di Blackrock in vista dell'assemblea del 21 dicembre. Appannato il comparto bancario, mentre si guarda a Bpm in vista dell'assemblea di sabato per il rinnovo dei consigli. Mps si segnala per un tonfo del 4,89%, che la riporta verso il minimo storico a 0,157 euro. Si segnala la prestazione decisamente negativa di Saipem. Nel resto del Vecchio continente Londra chiude in rosso dello 0,55%, Francoforte dello 0,86% e Parigi lima l'1,24%.
Lo spread, la differenza di rendimento tra titoli di Stato italiani e tedeschi a 10 anni, è il leggero rialzo a 221 punti base, con i Btp che rendono il 4,04% sul mercato secondario. Il Tesoro spagnolo ha intanto collocato titoli a tre mesi per 1,77 miliardi e titoli a nove mesi per 1,73 miliardi. In crescita i rendimenti, mentre cala la domanda sui tre mesi e sale quella sui nove mesi. Sul fronte macroeconomico si registra la crescita dell'inflazione dell'area euro, salita dello 0,9% tendenziale a novembre contro lo 0,7% di ottobre (2,2% un anno prima). Su base congiunturale, però, l'inflazione è scesa dello 0,1%.
Seduta in rialzo in mattinata per la Borsa di Tokyo, sostenuta dall'attesa per l'avvio da parte della Fed del tapering che contribuirà a rafforzare il dollaro contro lo yen. L'indice Nikkei dei titoli guida termina la seduta a 15.278,63 punti, in rialzo dello 0,83%. Sul fronte delle materie prime, alla chiusura dei mercati europei a New York il contratto a gennaio del petrolio cede torna sulla parità a 97,6 dollari. Il future a febbraio dell'oro cede l'1,1% a 1.230 dollari l'oncia.