MILANO - La Federal Reserve stupisce i mercati e gli investitori esultano. E poco importa che il Fomc, il braccio di politica monetaria della Fed, abbia deciso di mantenere inalterati gli stimoli da 85 miliardi di dollari al mese, sotto forma di acquisto bond e titoli tossici, deluso dalla ripresa economica e preoccupato dall'alto livello di disoccupazione. Gli addetti ai lavori tirano un sospiro di sollievo confidando sulle ingenti iniezioni di liquidità che continueranno a un ritmo mai visto prima. "E' vero che siamo stati troppo ottimisti nella nostre prospettive di crescita e non abbiamo tenuto conto del fatto che il nostro potenziale di crescita ha rallentato temporaneamente - ha detto ieri sera Ben Bernanke -. D'altro canto siamo stati più pessimisti del dovuto in termini di disoccupazione che è migliorata oltre le nostre attese sebbene rimanga su livelli troppo elevati".
A differenza della Bce, la Fed ha anche indicato la disoccupazione sotto al 6,5% come momento per rialzare i tassi che fino allora resteranno a un minimo storico tra lo zero e lo 0,25%. Rimandando il tapering, il taglio cioè degli stimoli, la Fed conta di "mantenere una pressione al ribasso sui tassi di interesse di lungo termine, sostenere il mercato dei mutui e contribuire a rendere le condizioni finanziarie generali più accomodanti" (La reazione degli analisti). Annunci che hanno innescato il rally di Wall Street, con il Dow Jones che ieri ha fissato un nuovo record. Oggi i listini americani sono stati più cauti: il Dow Jones cede lo 0,24%, l'S&P 500 è sotto di 0,2 e il Nasdaq chiude positivo dello 0,05%. Occhi puntati su JP Morgan, che paga 920 milioni di multa per le malefatte nel trading del desk londinese.
Il Dipartimento del Lavoro Usa ha intanto annunciato che le richieste per i sussidi di disoccupazione sono aumentati di 15mila unità a quota 309mila, un numero inferiore rispetto alle attese degli analisti. Bene anche il deficit delle partite correnti, sceso nel secondo trimestre a 98,9 da 104,9 miliardi. Il superindice dell'economia è salito dello 0,7% ad agosto, centrando le attese, mentre le vendite di case esistenti sono salite dell'1,7% al top dal 2007. Balzo anche per l'indice della Fed di Filadelfia, che è salito a 22,3 punti contro i 10 preventivati.
In questo contesto passano in secondo piano le tensioni politiche italiani all'indomani del discorso di Silvio Berlusconi che indebolisce la maggioranza di governo e del voto della giunta per le elezioni che ha deciso di non salvare il leader del Pdl destinato a decadere da senatore. Lo spread, la differenza di rendimento tra Btp e Bund, scende a 236 punti - dopo aver rivisto quota 235 - con i titoli italiani che rendono il 4,3%. Cala anche il differenziale tra Bonos e Bund, che si porta a 238 punti base; Madrid ha intanto collocato 3 miliardi di titoli a 3 e quindici anni con tassi in calo.
Una situazione che spinge gli acquisti: Piazza Affari chiude in rialzo dell'1,43%, con i titoli bancari come Mediolanum e Intesa Sanpaolo a tirare la volata, mentre Mediaset torna a essere venduta. Gli altri listini limano i rialzi con la cautela di Wall Street, ma chiudono comunque positivi: Parigi +0,85%, Francoforte (+0,67%) a nuovi record, Londra dell'1,1%. L'indice paneuropeo Ftse 300 ha toccato i massimi intraday da cinque anni a 1.273,35 punti, tornando quindi ai livelli precedenti il crack di Lehman Brothers. Atteso in serata un discorso di Christine Lagarde, direttore generale del Fondo monetario internazionale.
In mattinata la Borsa di Tokyo, contagiata dall'euforia americana, ha chiuso in riazlo dell'1,8%. A spingere gli acquisti ha contribuito anche l'annuncio che il premier Shinzo Abe potrebbe tagliare l'aliquota fiscale (tax rate) sulle imprese che in Giappone è tra le più alte dei Paesi industrializzati.
L'euro chiude sopra quota 1,35 dollari e al top da 3 anni e mezzo sullo yen: la moneta europea passa di mano a 1,3536 dollari, dopo aver aggiornato il massimo da 5 mesi sul biglietto verde a 1.3568 dollari. Il cambio tra euro e yen è a 134,57, dopo un top di 134,94. La divisa nipponica è spinta al ribasso dalle dichiarazioni del presidente della Bank of Japan, Haruhiko Kuroda, per il quale gli stimoli straordinari continueranno finché i prezzi non saranno stabili. Sul fronte delle materie prime, alla chiusura dei mercati europei il petrolio tratta in ribasso sotto quota 108 dollari al barile, mentre il contratto a dicembre dell'oro avanza del 4,5% a 1.367,40 dollari all'oncia.
A differenza della Bce, la Fed ha anche indicato la disoccupazione sotto al 6,5% come momento per rialzare i tassi che fino allora resteranno a un minimo storico tra lo zero e lo 0,25%. Rimandando il tapering, il taglio cioè degli stimoli, la Fed conta di "mantenere una pressione al ribasso sui tassi di interesse di lungo termine, sostenere il mercato dei mutui e contribuire a rendere le condizioni finanziarie generali più accomodanti" (La reazione degli analisti). Annunci che hanno innescato il rally di Wall Street, con il Dow Jones che ieri ha fissato un nuovo record. Oggi i listini americani sono stati più cauti: il Dow Jones cede lo 0,24%, l'S&P 500 è sotto di 0,2 e il Nasdaq chiude positivo dello 0,05%. Occhi puntati su JP Morgan, che paga 920 milioni di multa per le malefatte nel trading del desk londinese.
Il Dipartimento del Lavoro Usa ha intanto annunciato che le richieste per i sussidi di disoccupazione sono aumentati di 15mila unità a quota 309mila, un numero inferiore rispetto alle attese degli analisti. Bene anche il deficit delle partite correnti, sceso nel secondo trimestre a 98,9 da 104,9 miliardi. Il superindice dell'economia è salito dello 0,7% ad agosto, centrando le attese, mentre le vendite di case esistenti sono salite dell'1,7% al top dal 2007. Balzo anche per l'indice della Fed di Filadelfia, che è salito a 22,3 punti contro i 10 preventivati.
In questo contesto passano in secondo piano le tensioni politiche italiani all'indomani del discorso di Silvio Berlusconi che indebolisce la maggioranza di governo e del voto della giunta per le elezioni che ha deciso di non salvare il leader del Pdl destinato a decadere da senatore. Lo spread, la differenza di rendimento tra Btp e Bund, scende a 236 punti - dopo aver rivisto quota 235 - con i titoli italiani che rendono il 4,3%. Cala anche il differenziale tra Bonos e Bund, che si porta a 238 punti base; Madrid ha intanto collocato 3 miliardi di titoli a 3 e quindici anni con tassi in calo.
Una situazione che spinge gli acquisti: Piazza Affari chiude in rialzo dell'1,43%, con i titoli bancari come Mediolanum e Intesa Sanpaolo a tirare la volata, mentre Mediaset torna a essere venduta. Gli altri listini limano i rialzi con la cautela di Wall Street, ma chiudono comunque positivi: Parigi +0,85%, Francoforte (+0,67%) a nuovi record, Londra dell'1,1%. L'indice paneuropeo Ftse 300 ha toccato i massimi intraday da cinque anni a 1.273,35 punti, tornando quindi ai livelli precedenti il crack di Lehman Brothers. Atteso in serata un discorso di Christine Lagarde, direttore generale del Fondo monetario internazionale.
In mattinata la Borsa di Tokyo, contagiata dall'euforia americana, ha chiuso in riazlo dell'1,8%. A spingere gli acquisti ha contribuito anche l'annuncio che il premier Shinzo Abe potrebbe tagliare l'aliquota fiscale (tax rate) sulle imprese che in Giappone è tra le più alte dei Paesi industrializzati.
L'euro chiude sopra quota 1,35 dollari e al top da 3 anni e mezzo sullo yen: la moneta europea passa di mano a 1,3536 dollari, dopo aver aggiornato il massimo da 5 mesi sul biglietto verde a 1.3568 dollari. Il cambio tra euro e yen è a 134,57, dopo un top di 134,94. La divisa nipponica è spinta al ribasso dalle dichiarazioni del presidente della Bank of Japan, Haruhiko Kuroda, per il quale gli stimoli straordinari continueranno finché i prezzi non saranno stabili. Sul fronte delle materie prime, alla chiusura dei mercati europei il petrolio tratta in ribasso sotto quota 108 dollari al barile, mentre il contratto a dicembre dell'oro avanza del 4,5% a 1.367,40 dollari all'oncia.