Economia

Corte dei Conti: "Indebolita Equitalia".
Nel 2012 riscosso un miliardo in meno

Secondo la magistratura contabile gli interventi legislativi hanno ridotto le capacità dell'agenzia. Sui conti pesa anche la rateizzazione delle cartelle: oggi sono 2,1 milioni le operazioni in corso per un importo di 24 miliardi

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MILANO - Gli interventi legislativi indeboliscono Equitalia. Peggio: limitano l'attività di recupero. Il verdetto arriva dalla Corte dei Conti secondo cui le modifiche alle modalità di riscossione per rendere "meno rigide e più vicine alle esigenze dei contribuenti le procedure di riscossione" hanno prodotto un effetto negativo sui conti dello Stato. Tradotto: dallo scorso anno il governo Monti prima e il governo Letta hanno provato ad ammorbidire l'attività di riscossione di Equitalia dopo le dure ciritiche dei contribuenti. Provvedimenti che, tuttavia, non solo non hanno migliorato l'immagine dell'agenzia tra gli italiani, ma hanno anche ridotto i benefici per lo Stato.

"Nel 2012 - scrive la Corte dei Conti - il riscosso da parte di Equitalia è diminuito in modo sensibile" dagli 8,6 miliardi del 2011 a 7,5 miliardi": una flessione dovuta sì alla crisi economica, ma anche "agli effetti dei numerosi interventi legislativi che hanno modificato l'ambito operativo del sistema della riscossione con lo scopo di rendere meno rigide e più vicine alle esigenze dei contribuenti le procedure di riscossione". Tuttavia, questi interventi, proseguiti anche nel 2013, "stanno limitando in modo significativo l'azione di equitalia e rischiano di indebolire l'attività di recupero".

Nel dettaglio, la Corte dei Conti sottolinea che il calo del riscosso confermando il trend già registrato nel secondo semestre dell'anno precedente. In tale contesto, grande importanza ha rivestito la possibilità di pagare a rate le cartelle: ad oggi sono attive 2,1 milioni di rateazioni per un importo di 24 miliardi di euro. In ottica futura, invece, resta l'incertezza sull'operatività di Equitalia nella riscossione spontanea e coattiva dei Comuni e delle società da questi partecipate.