Economia

Tassa sui servizi verso il 3,5 per mille.
Ipotesi di slittamento del pagamento

La Tasi, la componente sui servizi indivisibili dei Comuni della Iuc, dovrebbe salire dell'1 per mille per garantire ai sindaci la copertura degli sgravi Imu per alcune fasce. Ma Confedilizia sale sulle barricate. Ed è caos sulle date, tanto che si pensa di rimandare tutto a dopo giugno. Intanto si avvicinano le scadenze per la vecchia Imu sulle case di lusso (16 gennaio) e per la "mini-Imu" (24 gennaio)

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MILANO - Anno nuovo, tassa vecchia. Il 2014 parte sulla falsariga dell'anno precedente, con la tassazione sulla casa e affini a occupare il dibattito della politica e a preoccupare il contribuente, che rischia di sapere gli sviluppi e le decisioni con poco tempo per agire (leggasi pagare). Entro un paio di giorni, comunque, il rebus sulla tassazione della casa dovrebbe finalmente vedere una soluzione: mercoledì arriva in aula al Senato il dl Imu-Bankitalia, così la Tasi potrà trovare una nuova sistemazione con le sue aliquote e scadenze aggiornate.

Ormai è certo che in quella sede il governo introdurrà un emendamento che darà la possibilità ai sindaci di aumentare la Tasi (la tassa sui servizi indivisibili dei Comuni) dell'1 per mille. L'obiettivo è consentire ai Comuni di gestire in maniera flessibile le aliquote massime sull'Imu, per gli immobili su cui ancora si calcola, e sulla Tasi per consentire così di trasferire le risorse ottenute alle detrazioni a favore delle famiglie numerose o in condizioni svantaggiate. Concedendo quel margine di aumento, i Comuni potranno cioè portare l'aliquota fissata dal governo dal 2,5 per mille al 3,5 per mille per le prime case e all'11,6 per mille per gli altri immobili.

Lo stesso sottosegretario all'Economia, Pier Paolo Baretta, ha spiegato che le possiblità per i Comuni di innalzare l'aliquota di base della Tasi saranno per destinarne le risorse "prioritariamente" all'aumento delle detrazioni con "lo scopo di alleggerire la pressione sulle fasce più deboli".

Una soluzione scelta dal governo, nonostante i molti malumori del centrodestra e il pressing delle organizzazioni di rappresentanza di settore come Fiaip e Confedilizia, che annuncia azioni di protesta e secondo la quale a forza di aumenti il gettito Imu-Tasi 2014 supererà i 28 miliardi, contro i 20 miliardi di gettito Imu del 2013 e i 9,2 miliardi dell'Ici 2011 e privilegiata rispetto ad altre  proposte avanzate ancora oggi. In media, la Tasi nuova dovrebbe valere 50 euro in meno della vecchia Imu. Ma la nuova tassazione su immobili, rifiuti e servizi (la Iuc, il pacchetto che comprende le tre componenti) dovrebbe essere più pesante della vecchia imposta municipale.

Andrebbe così definitivamente in soffitta l'ipotesi avanzata con un emendamento, rilanciata nei giorni scorsi, e ancora caldeggiata oggi in una lettera aperta dell'Anci Emilia Romagna al ministro per le politiche regionali Graziano del Rio, di sostituire la mini-Imu (quella che andrà pagata, salvo sviluppi, il 24 gennaio e riguarda i contribuenti in Comuni che hanno alzato l'aliquota standard sulla prima casa) con una tassa una tantum sul gioco d'azzardo. Al ministero dell'Economia fanno infatti notare che la voce mini-Imu è relativa alle entrate 2013 e non sarebbe quindi possibile quindi compensarla con cifre che arriverebbero invece nel 2014.

C'è poi il nodo scadenze: la legge di Stabilità prevede che per quanto riguarda la Tasi siano i Comuni a stabilire il numero delle rate e relative scadenze; anche per questo motivo, al governo si accarezza l'ipotesi di rimandare tutto alla seconda parte dell'anno, indipendentemente che si scelga di pagare in un'unica soluzione o a rate, per evitare che ogni Comune si muova in maniera disorganizzata generando nuovo caos. A breve, invece, restano fissate altre scadenze: il 16 gennaio la "vecchia Imu" per case di lusso e seconde case, la mini-Imu si pagherà invece il 24 gennaio.
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