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Le banche festeggiano l'accordo per Basilea.
Btp, il rendimento dei triennali al minimo storico

I banchieri centrali allentano i vincoli sul leverage, per gli osservatori è una vittoria degli istituti di credito. I listini europei chiudono in rialzo, debole Wall Street. Lo spread risale leggermente, intanto il Tesoro piazza titoli a medio-lungo termine con calo delle cedole sui tre anni. Rifiata la produzione industriale italiana, euro stabile sul dollaro
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MILANO - L'accordo dei banchieri centrali sui requisiti di liquidità per le banche è stato accolto dalla totalità degli osservatori come una vittoria di queste ultime, forti di un'attività di lobbying che probabilmente non ha pari. I regolatori hanno così "annacquato", scrive il FT, le nuove norme controverse per frenare la dipendenza delle banche dall'indebitamento. Le "concessioni" - le definisce Bloomberg - fatte dai regolatori permettono agli istituti di utilizzare prassi contabili differenti che permettono loro di contenere la rappresentazione del debito: una vittoria ottenuta per il timore che le nuove regole potessero penalizzare le attività finanziarie a basso rischio e portare a un'ulteriore stretta sui prestiti.

Anche sulla scorta di queste considerazioni, i listini europei sono positivi, anche se s'indeboliscono in chiusura con l'incertezza di Wall Street dove il Dow Jones cede lo 0,1% come l'S&P 500, mentre i…
MILANO - L'accordo dei banchieri centrali sui requisiti di liquidità per le banche è stato accolto dalla totalità degli osservatori come una vittoria di queste ultime, forti di un'attività di lobbying che probabilmente non ha pari. I regolatori hanno così "annacquato", scrive il FT, le nuove norme controverse per frenare la dipendenza delle banche dall'indebitamento. Le "concessioni" - le definisce Bloomberg - fatte dai regolatori permettono agli istituti di utilizzare prassi contabili differenti che permettono loro di contenere la rappresentazione del debito: una vittoria ottenuta per il timore che le nuove regole potessero penalizzare le attività finanziarie a basso rischio e portare a un'ulteriore stretta sui prestiti.

Anche sulla scorta di queste considerazioni, i listini europei sono positivi, anche se s'indeboliscono in chiusura con l'incertezza di Wall Street dove il Dow Jones cede lo 0,1% come l'S&P 500, mentre il Nasdaq è invariato. A Piazza Affari il Ftse Mib chiude in rialzo dello 0,66%, sospinto dal comparto del credito. La settimana si presenta calda per il Monte dei Paschi: domani è in agenda un cda della banca, mentre i vertici dovrebbero andare verso la conferma. Oggi il ministro dell'Economia, Fabrizio Saccomanni, riceverà i sindacati preoccupati per lo stallo sul piano industriale dopo lo scontro tra Alessandro Profumo e la presidente della Fondazione, Antonella Mansi. Un altro appuntamento societario importante, ma alla fine della settimana, riguarda il cda di Telecom, della quale BlackRock ha confermato di avere il potenziale 10,12% se si include nel conteggio il convertendo sottoscritto. Occhi anche su Fiat, dopo che Bernstein e Citigroup hanno alzato il target price sul titolo rispettivamente a 6,2 euro (da 6) e a 5,9 euro (da 4,5); Marchionne ha detto che il 29 gennaio si deciderà il futuro su sede e quotazione del gruppo. Saipem è infine in buon rialzo. Nel resto del Vecchio Continente, il Dax di Francoforte segna +0,39%, il Cac 40 di Parigi cresce dello 0,3% e il Ftse 100 di Londra avanza dello 0,26%. 

Lo spread tra Btp e Bund si stabilizza a 207 punti base, con i titoli decennali italiani che sul mercato secondario rendono 3,88%. Buone notizie per il Tesoro sono arrivate dall'asta di Btp a 3, 7 e 15 anni. Sulla scadenza più breve sono stati collocati 4 miliardi con un rendimento al minimo storico dell'1,51%, anche se il rapporto di copertura dell'offerta a 1,38 contro i 1,80. Il rendimento dei titoli a sette anni (ne è stato venduto il massimo previsto, 2,5 miliardi) si è collocato al 3,17%, mentre quello dei buoni a 15 anni (1,695 miliardi piazzati) è calato al 4,26% dal 4,59%. L'euro chiude in lieve calo a 1,3651 dollari e 141,06 yen per via delle incertezze sulla ripresa dell'Eurozona sottolineate dal presidente della Bce, Mario Draghi.

In Asia, Tokyo è rimasta chiusa per la festa degli adulti, che si celebra nel secondo lunedì di gennaio; in sua assenza le altre Piazze hanno trattato miste, con un calo infatti per le Borse di Shanghai e Shenzhen. Il benchmark Shanghai Composite ha archiviato la seduta a 2.009,56 punti (-0,19%), mentre lo Shenzhen Component ha terminato la giornata a 7.572,56 punti (-0,99%). L'indice Msci Asia Pacific - che esclude il Giappone - ha chiuso in terreno positivo. I listini hanno metabolizzato i dati opachi sul lavoro negli Usa, dove la creazione di nuovi occupati ha decisamente rallentato. Seul ha terminato in rialzo dello 0,54%, Hong Kong avanza dello 0,19%.

Quanto alle rilevazioni macroeconomiche, in Italia i dati sulla produzione industriale mostrano un progresso dell'1,4% annuo a novembre, ma un saldo negativo di 3,1 punti percentuali nell'andamento dei primi undici mesi del 2013. Sul fronte delle materie prime, a New York, il petrolio a febbraio arretra dello 0,6% a 92,1 dollari al barile, il future dell'oro segna un calo di 30 centesimi, lo 0,01%, a 1.246,6 dollari l'oncia dopo i guadagni sui mercati asiatici.