MILANO - Wall Street prova a rialzare la testa dopo aver archiato ieri la peggior seduta dal 7 novembre, nonostante l'euforia del comparto bancario europeo in scia all'accordo su Basilea che allenta i vincoli sul leverage. A sostenere le quotazioni oggi sono i dati positivi sul fronte del commercio a stelle e strisce e così il Dow Jones a fine seduta guadagna lo 0,7, il Nasdaq l'1,69%, l'indice S&P500 l'1,08%. Prima dell'apertura della Borsa americana era ripresa la pioggia di trimestrali della corporate America con Jp Morgan, che ha deluso le attese, e Wells Fargo, che invece ha chiuso un esercizio da utili record.
Nel frattempo, sul fronte macroeconomico, i dati sull'inflazione in Italia mostrano quanto sia vicino lo spettro di una spirale deflattiva; anche nel Regno Unito, con il +2% tendenziale di dicembre, la dinamica dei prezzi è ai minimi dal 2009. A condizionare la seduta di oggi sono stati anche i dati sulla produzione industriale nell'Eurozona, che ha registrato una crescita a novembre dell'1,8%; negli Usa, invece, si segnala la crescita dello 0,2% delle vendite al dettaglio in dicembre, poco sopra le attese degli analisti. Al netto della flessione del comparto auto, il dato è di una crescita dello 0,7% e nell'intero 2013 le vendite sono salite del 4,2%, in rallentamento dal +5,4% del 2012. In Francia, intanto, l'inflazione è cresciuta a dicembre dello 0,3% su base congiunturale e dello 0,7% rispetto allo stesso mese dell'anno precedente.
In questo contesto a Milano Piazza Affari, dopo un avvio brusco, lima le perdite fino a segnare un guadagno finale dello 0,17%. Anche le altre Borse europee rialzano la testa sul finale grazie al buon andamento della Piazza americana: Parigi segna +0,26% al termine degli scambi, Francoforte +0,32% e Londra +0,14%. Tra i singoli titoli milanesi svetta Mps, con il mercato che ha puntato sulla riconferma dei vertici Alessandro Profumo e Fabrizio Viola nel giorno del cda definitivo. Ancora positiva Saipem dopo i rialzi di ieri, mentre sul fondo del listino si colloca Yoox, in una fase di debolezza. Menzione per Mediaset, che torna sopra 4 euro a un livello che non vedeva dal 2011. Lo spread, la differenza di rendimento tra Btp e Bund tedeschi a 10 anni, si stabilizza poco sopra 205 punti base con i titoli italiani che rendono il 3,9%. Da Bankitalia è arrivato il nuovo aggiornamento del record per il debito pubblico: a novembre ha superato 2.100 miliardi, ma il mese successivo dovrebbe aver fatto segnare un netto calo.
In mattinata il ribasso del dollaro in scia alla deludente creazione di nuovi posti di lavoro negli Usa, ha zavorrato Tokyo alla riapertura dopo il lunedì di festa. L'indebolimento del biglietto verde ha spinto alle stelle lo yen scambiato a 103,6 contro la valuta Usa e 141,6 contro l'euro (chiude a 1,3685 nei confronti del dollaro): un rafforzamento che ha affossato tutti i titoli dell'export del Sol Levante e a cascata l'indice Nikkei, che ha chiuso con un tonfo del 3,08%, segnando i nuovi minimi da quasi un mese e il peggiore calo giornaliero da oltre cinque.
Sul fronte delle materie prime, l'oro resta sui massimi dell'ultimo mese e viene scambiato ora a 1.252 dollari, dopo aver toccato anche i 1.257 dollari, il livello più alto dal 12 dicembre. Ben intonato anche il platino, salito a 1.446,75 dollari, quotazione massima dal 15 novembre scorso. Alla chiusura dei mercati europei sono in leggero rialzo le quotazioni del petrolio: i futures sul greggio con consegna a febbraio vengono scambiati a 92,3 dollari.
Nel frattempo, sul fronte macroeconomico, i dati sull'inflazione in Italia mostrano quanto sia vicino lo spettro di una spirale deflattiva; anche nel Regno Unito, con il +2% tendenziale di dicembre, la dinamica dei prezzi è ai minimi dal 2009. A condizionare la seduta di oggi sono stati anche i dati sulla produzione industriale nell'Eurozona, che ha registrato una crescita a novembre dell'1,8%; negli Usa, invece, si segnala la crescita dello 0,2% delle vendite al dettaglio in dicembre, poco sopra le attese degli analisti. Al netto della flessione del comparto auto, il dato è di una crescita dello 0,7% e nell'intero 2013 le vendite sono salite del 4,2%, in rallentamento dal +5,4% del 2012. In Francia, intanto, l'inflazione è cresciuta a dicembre dello 0,3% su base congiunturale e dello 0,7% rispetto allo stesso mese dell'anno precedente.
In questo contesto a Milano Piazza Affari, dopo un avvio brusco, lima le perdite fino a segnare un guadagno finale dello 0,17%. Anche le altre Borse europee rialzano la testa sul finale grazie al buon andamento della Piazza americana: Parigi segna +0,26% al termine degli scambi, Francoforte +0,32% e Londra +0,14%. Tra i singoli titoli milanesi svetta Mps, con il mercato che ha puntato sulla riconferma dei vertici Alessandro Profumo e Fabrizio Viola nel giorno del cda definitivo. Ancora positiva Saipem dopo i rialzi di ieri, mentre sul fondo del listino si colloca Yoox, in una fase di debolezza. Menzione per Mediaset, che torna sopra 4 euro a un livello che non vedeva dal 2011. Lo spread, la differenza di rendimento tra Btp e Bund tedeschi a 10 anni, si stabilizza poco sopra 205 punti base con i titoli italiani che rendono il 3,9%. Da Bankitalia è arrivato il nuovo aggiornamento del record per il debito pubblico: a novembre ha superato 2.100 miliardi, ma il mese successivo dovrebbe aver fatto segnare un netto calo.
In mattinata il ribasso del dollaro in scia alla deludente creazione di nuovi posti di lavoro negli Usa, ha zavorrato Tokyo alla riapertura dopo il lunedì di festa. L'indebolimento del biglietto verde ha spinto alle stelle lo yen scambiato a 103,6 contro la valuta Usa e 141,6 contro l'euro (chiude a 1,3685 nei confronti del dollaro): un rafforzamento che ha affossato tutti i titoli dell'export del Sol Levante e a cascata l'indice Nikkei, che ha chiuso con un tonfo del 3,08%, segnando i nuovi minimi da quasi un mese e il peggiore calo giornaliero da oltre cinque.
Sul fronte delle materie prime, l'oro resta sui massimi dell'ultimo mese e viene scambiato ora a 1.252 dollari, dopo aver toccato anche i 1.257 dollari, il livello più alto dal 12 dicembre. Ben intonato anche il platino, salito a 1.446,75 dollari, quotazione massima dal 15 novembre scorso. Alla chiusura dei mercati europei sono in leggero rialzo le quotazioni del petrolio: i futures sul greggio con consegna a febbraio vengono scambiati a 92,3 dollari.