Borse, torna la paura per gli emergenti.
Asta Bot, il rendimento scende allo 0,59%
Giuliano Balestreri, di GIULIANO BALESTRERI
Passa presto l'effetto positivo della Banca centrale turca, che ha portato il tasso overnight al 12% per arginare la fuga di capitali e la caduta della lira. Tokyo chiude in rialzo del 2,7%, ma nel pomeriggio tornano le vendite e Milano chiude a -0,6%. Wall Street in negativo dopo le decisioni della Fed
MILANO - Torna la paura per i mercati emergenti sulle Borse, che in mattinata erano state spinte dalla mossa della Banca centrale turca. L'istituto centrale di Ankara ha rialzato i tassi di interesse overnight dal 7,75% al 12% nel tentativo di arginare la fuga di capitali e la caduta della lira turca, che dall'inizio di gennaio ha ceduto l'11% contro il dollaro.
Alla mossa di Ankara ha brindato la Borsa di Tokyo dove l'indice Nikkei ha segnato un balzo di 403,75 punti, a 15.383,91, recuperando il 2,7%. Ma nel pomeriggio la decisione della Banca centrale del Sudafrica di alzare i tassi d'interesse per la prima volta in sei anni al 5,5%, dopo aver generato un piccolo apprezzamento del rand sudafricano, non ha impedito una nuova ondata di ribassi, che si è estesa di nuovo alla lira turca e al rublo, che segna nuovi minimi. A tenere i mercati in tensione è la prospettiva di una nuova riduzione degli stimoli monetari negli Stati Uniti: oggi la Federal Reserve dovrebbe annun…
Alla mossa di Ankara ha brindato la Borsa di Tokyo dove l'indice Nikkei ha segnato un balzo di 403,75 punti, a 15.383,91, recuperando il 2,7%. Ma nel pomeriggio la decisione della Banca centrale del Sudafrica di alzare i tassi d'interesse per la prima volta in sei anni al 5,5%, dopo aver generato un piccolo apprezzamento del rand sudafricano, non ha impedito una nuova ondata di ribassi, che si è estesa di nuovo alla lira turca e al rublo, che segna nuovi minimi. A tenere i mercati in tensione è la prospettiva di una nuova riduzione degli stimoli monetari negli Stati Uniti: oggi la Federal Reserve dovrebbe annun…
MILANO - Torna la paura per i mercati emergenti sulle Borse, che in mattinata erano state spinte dalla mossa della Banca centrale turca. L'istituto centrale di Ankara ha rialzato i tassi di interesse overnight dal 7,75% al 12% nel tentativo di arginare la fuga di capitali e la caduta della lira turca, che dall'inizio di gennaio ha ceduto l'11% contro il dollaro.
Alla mossa di Ankara ha brindato la Borsa di Tokyo dove l'indice Nikkei ha segnato un balzo di 403,75 punti, a 15.383,91, recuperando il 2,7%. Ma nel pomeriggio la decisione della Banca centrale del Sudafrica di alzare i tassi d'interesse per la prima volta in sei anni al 5,5%, dopo aver generato un piccolo apprezzamento del rand sudafricano, non ha impedito una nuova ondata di ribassi, che si è estesa di nuovo alla lira turca e al rublo, che segna nuovi minimi. A tenere i mercati in tensione è la prospettiva di una nuova riduzione degli stimoli monetari negli Stati Uniti: oggi la Federal Reserve dovrebbe annunciare un ulteriore taglio di 10 miliardi agli aiuti.
Secondo il Fmi, le tensioni degli ultimi giorni e in particolare il crollo del peso argentino "ci ricordano come le economie emergenti non abbiano ancora completato il loro aggiustamento a condizioni esterne più volatili e premi di rischio più elevati". Secondo Josè Vinals, responsabile del dipartimento mercati del Fondo Monetario Internazionale (Fmi), le economie emergenti devono "prepararsi a un giorno di pioggia e avere il loro ombrello pronto creando spazio di manovra per politiche monetarie e fiscali; affrontando le debolezze finanziarie e controllando gli eccessi di indebitamento delle aziende; e rafforzando la supervisione delle banche ombra in Cina e altrove".
Quanto all'Eurozona - secondo il Fmi - la fiducia sta tornando, ma non è ancora abbastanza forte. Tuttavia, il clima di fiducia dei consumatori tedeschi rilevato da Gfk è salito a febbraio a 8,2 dal 7,7 registrato nel precedente mese di gennaio. In Italia la fiducia delle imprese migliora.
A Milano, dopo un avvio scoppiettante, Piazza Affari arriva a cedere più dell'1% per poi chiudere in rosso dello 0,57%. In terreno negativo - ma sopra i minimi - anche le altre: Londra cede lo 0,43%, Parigi arretra dello 0,68% e Francoforte dello 0,75% finale. Solo Madrid si salva con una crescita dello 0,17%. Tra i singoli titoli milanesi, acquisti su Luxottica all'indomani dei conti che hanno battute le attese, mentre scivola in fondo al listino principale Fiat che ha diffuso i dati sull'ultimo trimestre dell'anno scorso: delude l'utile della gestione ordinaria sceso a 3,4 miliardi nell'intero 2013. Confermate invece le scelte sulla sede: sarà in Olanda quella legale, nel Regno Unito quella fiscale e la quotazione avverrà a New York. Netto rialzo, invece, per Pirelli, che segna +7% grazie a una fiammata nel finale di seduta sulle voci di un'offerta di Goldman Sachs (insieme con Marco Tronchetti Provera) riportate dalla rubrica Alphaville del Financial Times. Notizie definite "pure illazioni" da Tronchetti Provera. Wall Street ha chiuso in territorio negativo: il Dow Jones ha perso l'1,18%, il Nasdaq l'1,14%, mentre lo S&P 500 ha lasciato sul terreno l'1% . Perdite legate soprattutto alle ultime decisioni della Fed.
Lo spread torna in tensione: la differenza di rendimento tra Btp e Bund tedeschi a 10 anni è a 210 punti base, con i titoli italiani che rendono il 3,85%. Il Tesoro ha collocato in asta 8 miliardi di euro del nuovo Bot semestrale 31 luglio 2014 con tassi in discesa. Il rendimento medio è sceso allo 0,59% dallo 0,827% di dicembre e il rapporto di copertura è risalito da 1,32 a 1,52. L'euro chiude in lieve calo a 1,3646 dollari in attesa della conclusione del vertice della Federal Reserve, che dovrebbe ridurre nuovamente gli stimoli monetari, prospettiva che spinge il biglietto verde al rialzo. I deludenti effetti del rialzo dei tassi in Turchia e Sud Africa spinge però gli investitori a tornare a rifugiarsi nello yen, che sale a quota 139,59 sull'euro e 102,25 sul dollaro.
Sul fronte delle materie prime, mentre in Europa terminano le contrattazioni il petrolio amplia le perdite a New York: -0,5% a 97 dollari. Sale invece l'oro che torna bene rifugio: +1,2% a 1.265 dollari l'oncia.
Alla mossa di Ankara ha brindato la Borsa di Tokyo dove l'indice Nikkei ha segnato un balzo di 403,75 punti, a 15.383,91, recuperando il 2,7%. Ma nel pomeriggio la decisione della Banca centrale del Sudafrica di alzare i tassi d'interesse per la prima volta in sei anni al 5,5%, dopo aver generato un piccolo apprezzamento del rand sudafricano, non ha impedito una nuova ondata di ribassi, che si è estesa di nuovo alla lira turca e al rublo, che segna nuovi minimi. A tenere i mercati in tensione è la prospettiva di una nuova riduzione degli stimoli monetari negli Stati Uniti: oggi la Federal Reserve dovrebbe annunciare un ulteriore taglio di 10 miliardi agli aiuti.
Secondo il Fmi, le tensioni degli ultimi giorni e in particolare il crollo del peso argentino "ci ricordano come le economie emergenti non abbiano ancora completato il loro aggiustamento a condizioni esterne più volatili e premi di rischio più elevati". Secondo Josè Vinals, responsabile del dipartimento mercati del Fondo Monetario Internazionale (Fmi), le economie emergenti devono "prepararsi a un giorno di pioggia e avere il loro ombrello pronto creando spazio di manovra per politiche monetarie e fiscali; affrontando le debolezze finanziarie e controllando gli eccessi di indebitamento delle aziende; e rafforzando la supervisione delle banche ombra in Cina e altrove".
Quanto all'Eurozona - secondo il Fmi - la fiducia sta tornando, ma non è ancora abbastanza forte. Tuttavia, il clima di fiducia dei consumatori tedeschi rilevato da Gfk è salito a febbraio a 8,2 dal 7,7 registrato nel precedente mese di gennaio. In Italia la fiducia delle imprese migliora.
A Milano, dopo un avvio scoppiettante, Piazza Affari arriva a cedere più dell'1% per poi chiudere in rosso dello 0,57%. In terreno negativo - ma sopra i minimi - anche le altre: Londra cede lo 0,43%, Parigi arretra dello 0,68% e Francoforte dello 0,75% finale. Solo Madrid si salva con una crescita dello 0,17%. Tra i singoli titoli milanesi, acquisti su Luxottica all'indomani dei conti che hanno battute le attese, mentre scivola in fondo al listino principale Fiat che ha diffuso i dati sull'ultimo trimestre dell'anno scorso: delude l'utile della gestione ordinaria sceso a 3,4 miliardi nell'intero 2013. Confermate invece le scelte sulla sede: sarà in Olanda quella legale, nel Regno Unito quella fiscale e la quotazione avverrà a New York. Netto rialzo, invece, per Pirelli, che segna +7% grazie a una fiammata nel finale di seduta sulle voci di un'offerta di Goldman Sachs (insieme con Marco Tronchetti Provera) riportate dalla rubrica Alphaville del Financial Times. Notizie definite "pure illazioni" da Tronchetti Provera. Wall Street ha chiuso in territorio negativo: il Dow Jones ha perso l'1,18%, il Nasdaq l'1,14%, mentre lo S&P 500 ha lasciato sul terreno l'1% . Perdite legate soprattutto alle ultime decisioni della Fed.
Lo spread torna in tensione: la differenza di rendimento tra Btp e Bund tedeschi a 10 anni è a 210 punti base, con i titoli italiani che rendono il 3,85%. Il Tesoro ha collocato in asta 8 miliardi di euro del nuovo Bot semestrale 31 luglio 2014 con tassi in discesa. Il rendimento medio è sceso allo 0,59% dallo 0,827% di dicembre e il rapporto di copertura è risalito da 1,32 a 1,52. L'euro chiude in lieve calo a 1,3646 dollari in attesa della conclusione del vertice della Federal Reserve, che dovrebbe ridurre nuovamente gli stimoli monetari, prospettiva che spinge il biglietto verde al rialzo. I deludenti effetti del rialzo dei tassi in Turchia e Sud Africa spinge però gli investitori a tornare a rifugiarsi nello yen, che sale a quota 139,59 sull'euro e 102,25 sul dollaro.
Sul fronte delle materie prime, mentre in Europa terminano le contrattazioni il petrolio amplia le perdite a New York: -0,5% a 97 dollari. Sale invece l'oro che torna bene rifugio: +1,2% a 1.265 dollari l'oncia.