Economia

Electrolux, i sindacati rifiutano il piano

Fim, Fiom e Uilm hanno in modo compatto rispedito al mittente il piano tagli che l'azienda svedese ha in programma per ridurre i costi. Chiesto l'intervento di Governo e Regioni per uscire dalla crisi

1 minuti di lettura
MILANO - I sindacati metalmeccanici Fim, Fiom e Uilm "rigettano completamente"  il piano di tagli avanzato da Electrolux per mantenere la produzione in Italia. E' la posizione espressa al termine del coordinamento sindacale unitario su Electrolux svoltosi oggi a Mestre. "Abbiamo bisogno del tavolo ministeriale per cominciare a discutere - ha detto Maurizio Geron, della Fim Cisl - ma tutti, Regioni e Governo, devono mettere qualcosa. Non possono essere solo i lavoratori, che hanno già dato fin troppo". "Il dialogo con l'Electrolux è aperto e speriamo di fare passi avanti che consentano, da un lato, il rilancio dell'operatività dell'azienda nel nostro Paese, dall'altro, la salvaguardia dei posti di lavoro", ha risposto il Ministro del Lavoro, Enrico Giovannini, a Udine, a margine di un convegno su occupazione giovani e burocrazia.

I sindacati in sostanza, ha spiegato Geron, vogliono capire che cosa sono disposte a mettere concretamente, al di là della disponibilità, le Regioni nei cui territori si trovano le fabbriche di Electrolux, e allo stesso modo qual'è il contributo del Governo. "Per questo - ha aggiunto - abbiamo bisogno del tavolo ministeriale, convocato per il 17 al Mise, per cominciare a discutere. La cosa certa è che non siamo disposti ad accettare tagli occupazionali o del salario. questa è la nostra pregiudiziale". Il coordinamento sindacale di Mestre non ha sortito invece decisioni su nuove eventuali mobilitazioni, che potrebbero essere discusse domani.

"Noi non abbiamo rifiutato il piano,non si capisce che piano hanno: se partono da condizioni impresentabili è chiaro che c'è qualche difficoltà", ha spiegato, invece, il segretario generale della Cisl Raffaele Bonanni, aggiungendo che "su Electrolux ci hanno pensato media a gonfiare oltre misura la vicenda".

Intanto anche la Commissione europea entra nel dibattito sulla vertenza Electrolux mostrando preoccupazione per i possibili esuberi in Italia, ma sottolineando che le imprese sono libere di spostare la produzione dove ritengono sia più vantaggioso. "La Commissione è molto preoccupata delle possibili conseguenze sociali ed economiche derivanti dagli esuberi nelle fabbriche di Electrolux in Italia" ha detto all'Agi Jonathan Todd, portavoce del commissario Ue agli affari sociali, Lazslo Andor. E tuttavia, il portavoce ha sottolineato che "la Commissione non si oppone in principio ai trasferimenti degli stabilimenti di produzione, visto che le aziende dovrebbero essere libere di scegliere i luoghi di produzione in base ai loro specifici modelli economici e all'evoluzione delle condizioni di mercato".