Economia

I mercati cauti, Milano chiude piatta.
Tokyo guadagna l'1,7%, spread a 200

I listini asiatici risalgono dopo la correzione di inizio anno, ma per gli esperti la volatilità resterà elevata a lungo. Le Borse Ue terminano caute, fiacca Wall Street. Lo spread è stabile poco sopra 200 punti base con il rendimento dei Btp decennali sotto il 3,7%. La produzione industriale italiana torna a calare, delude il dato della Francia

3 minuti di lettura
MILANO - I listini europei iniziano la settimana con cautela, dopo la buona chiusura di venerdì scorso e senza sfruttare il recupero andato in scena in Asia. Gli investitori si chiedono se sia o meno alle spalle la correzione avviata a inizio anno, determinata dalla paura per la tenuta dei mercati emergenti, che sono stati colpiti da un deflusso record di capitali in concomitanza con l'avvio del "tapering". Per Matthew Sherwood, gestore di Sydney sentito alla ripresa degli scambi da Bloomberg, "i corsi sono rimbalzati, ma non c'è grande slancio dietro questo movimento". C'è da aspettarsi, dunque, ancora volatilità nei prossimi giorni. Ciononostante, è evidente il progresso degli ultimi giorni: secondo la piattaforma finanziaria Usa, il 4 febbraio si è toccato il picco di vendite sui mercati, con 3 miliardi di dollari "volatilizzati" dai comparti azionari globali da inizio anno. Da quel momento, il recupero è stato corposo e ora il saldo è negativo ma dimezzato: -1,6 miliardi nel 2014.

In Europa gli investitori guardano con grande attenzione ai dati sulla produzione industriale in Italia: è crollata del 3% nell'intero 2013 e ha segnato -0,7% annuo a dicembre. In Francia, precedentemente, si era registra una flessione dell'indice della produzione dello 0,3% mensile a dicembre; le attese erano per una crescita dello 0,2%. L'agenda macroeconomica americana è scarica: si prevede l'indice trend dell'occupazione per il mese di gennaio, ma gli appuntamenti maggiori sono giovedì e venerdì con vendite al dettaglio, sussidi per la disoccupazione e produzione industriale. Anche per l'Italia, venerdì sarà una giornata importante con la stima preliminare dell'Istat sul Pil del quarto trimestre 2013. In attesa di questi dati, il superindice economico dell'Ocse "continua a segnalare una variazione positiva in termini di slancio dell'attività economica" nell'intera Eurozona (101,1 punti) e in Italia (101,3) e Francia (100,5). Mentre in Germania si evidenzia un consolidamento della crescita (100,8).

L'agenda settimanale dei mercati

Piazza Affari è volatile e oscilla intorno alla parità per tutta la giornata, con il Ftse Mib che alla fine chiude praticamente invariato (-0,05%). Le banche europee sono state osservate speciali dopo che Danielle Nouy, presidente del consiglio di vigilanza sul sistema bancario europeo, in un'intervista al Financial Times ha dichiarato: "Dobbiamo accettare che alcune banche non hanno futuro. E dobbiamo lasciarle sparire in modo ordinato, senza necessariamente cercare di fonderle con altri istituti". In Italia, intanto, continua la crescita delle sofferenze degli istituti, mentre i prestiti sono in contrazione. Tra i singoli titoli milanesi, c'è Eni sotto i riflettori: sia Banca Imi che SocGen hanno abbassato il target price sulla principale quotata italiana, portandolo rispettivamente a 17,1 e 16 euro con rating "hold", ma il titolo non ne ha risentito. Autogrill festeggia la promozione sancita da Bofa-Merrill Lynch (giudizio "buy", target price a 8 euro). Occhi puntati anche su Fiat, in leggera flessione nonstante abbia annunciato il rimborso integrale dell'obbligazione Veba Trust, dopo aver incassato un rifinanziamento da 5 miliardi: si aspetta un risparmio di 134 milioni di dollari l'anno. Acquisti su Mediaset che si è aggiudicata i diritti tv per la Champions per il triennio 2015-2018; mentre Risanamento soffre la disputa con Davide Bizzi per il prezzo della bonifica delle aree ex Falck, che getta ombre sulla vendita degli immobili francesi. Balzo per Mps (+2,3%) sulle ipotesi di interesse da parte degli Emiri del Qatar.

Leggere variazioni anche sulle altre Borse europee: il Dax di Francoforte cede lo 0,13%, il Cac 40 di Parigi avanza dello 0,21% e il Ftse 100 di Londra guadagna lo 0,3%. Sui mercati obbligazionari non si registrano grandi scossoni: lo spread - la differenza tra il rendimento di Btp e Bund tedeschi a dieci anni - si porta a 200 punti base, con i titoli italiani che rendono il del 3,68% sul mercato secondario. L'euro chiude in lieve rialzo a 1,3637 dollari, mentre lo yen si rafforza leggermente sia sul dollaro (a quota 102,09) che sull'euro (139,21).

Wall Street è fiacca: alla chiusura dei mercati europei l'indice Dow Jones perde lo 0,2%, in linea con lo S&P, mentre il Nasdaq è ancorato alla parità. L'attesa è per domani, quando la neo-presidente della Fed, Janet Yellen, sarà per la prima volta in relazione al Congresso e potrà dare qualche indicazione sul ritmo del tapering.

In Asia, in mattinata, due azioni sono salite per ogni segno negativo e alla fine la Borsa di Tokyo ha registrato un rialzo dell'1,77%, sostenuto dalla debolezza dello yen, seguita alla diffusione dei dati sull'occupazione negli Stati Uniti venerdì scorso. L'indice di fiducia dei consumatori giapponesi è sceso leggermente a gennaio: si è attestato a 40,5 punti contro i 41,3 punti in dicembre e i 42,5 punti di novembre. Una rilevazione sotto i 50 punti indica che gli individui che temono un deterioramento del contesto economico sono più numerosi rispetto a quelli che si attendono un miglioramento. La bilancia commerciale nipponica ha invece mostrato a dicembre un deficit a 1.212,6 miliardi di yen, in restringimento dal disavanzo di 1.254,3 miliardi registrato nella precedente rilevazione. Positivi i listini cinesi (Shanghai +2%) con la speculazione per l'inizio del nuovo anno lunare.

Dopo il forte rialzo di venerdì sera, il petrolio cala leggermente ma resta ad un passo dalla soglia dei 100 dollari al barile. Mentre in Europa terminano le contrattazioni, a New York il petrolio Wti è stabile a 99,9 dollari; il Brent, invece, arretra dello 0,4% a 109 dollari. Per quanto riguarda l'oro, dopo il rialzo di stamane in Asia prosegue ben intonato anche nel pomeriggio: segna un guadagno dello 0,8% in area 1.275 dollari l'oncia.