Economia

Piazza Affari ai massimi dal luglio 2011.
I mercati guardano alle mosse della Bce

Le Borse ripartono dopo un'ottava chiusa all'insegna degli acquisti. Milano brilla con l'effetto Renzi e il calo dei rendimenti dei titoli di Stato. Attesa per la riunione della Banca centrale europea e il Pil dell'Eurozona. Preoccupa la situazione in Ucraina

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MILANO - Piazza Affari riapre sui massimi dall'estate del 2011 dopo aver chiuso l'ultima ottava di febbraio in rialzo dello 0,25%. A sostenere il listino milanese è soprattutto l'effetto Renzi: la formazione del nuovo governo ha restituito fiducia al Paese e agli investitori. Il piano d'azione del neo premier è estremamente ambizioso: dalla riforma del mercato del lavoro a quella della pubblica amministrazione; dalle riforme costituzionali alla nuova legge elettorale. Riforma che nessun governo è riuscito a completare in passato, eppure gli osservatori internazionali danno grande credito all'ex sindaco di Firenze.

I primi segnali positivi sono arrivate dalle ultime aste che hanno confermato il trend ribassista dei tassi d'interesse. Nell'asta di giovedì, facilitata dalla forte liquidità nelle mani degli investitori istituzionali grazie ai 13 miliardi di titoli in scadenza e ai 7 miliardi di cedole in pagamento, il Tesoro ha venduto tutti i 3 miliardi di offerta massima sul Btp a cinque anni e i quattro miliardi del nuovo decennale settembre 2024. Il rendimento è sceso al 2,14% sul 5 anni, minimo record, e al 3,42% sul decennale, minimo dal 2005, con una domanda degli investitori salita per entrambi a 1,6 volte l'importo offerto. Mercoledì, invece, erano stati venduti 8,5 miliardi sul Bot semestrale, anch'esso al minimo storico (0,455%).

Una corsa dei finanziatori a sottoscrivere il debito italiano che dà al Tesoro la possibilità di trovare risorse a basso costo, e che avviene mentre gli investitori tornano a liberarsi di azioni in Europa. In sostanza l'Italia beneficia da un lato della riduzione del rischio Paese, dall'altro della fuga di capitali dall'Asia: gli investitori privilegiano in questo frangente il debito della periferia europea perché a rischi contenuti offre ancora rendimenti interessanti. Sul mercato secondario i decennali rendono meno del 3,5% ai minimi dal 2005, mentre lo spread è stabile in area 185 punti base.

A condizionare la settimana saranno la pioggia di dati macroeconomici in arrivo dall'Eurozona prima della riunione mensile di giovedì della Bce chiamata a prendere atto del calo dell'inflazione: gli analisti sono convinti che Draghi non varierà i tassi interesse, ma potrebbe agire sui depositi delle banche presso la Bce per aumentare la liquidità in circolazione. Si inizia domani con gli indici Pmi manifatturieri, mentre mercoledì arriveranno i dati sulle vendite al dettaglio e il Pil dell'ultimo trimestre. Negli Usa si guarda ai dati sui consumi, mentre sullo sfondo restano i timori per la crisi in Ucraina che ha chiesto l'intervento del Fmi.