Economia

L'Italia frena sull'innovazione: calano le domande di brevetti

La Penisola esce dalla top ten di richieste all'Ufficio europeo: in contrazione anche il numero per milione di abitanti fermo a quota 60 a fronte di una media europea di 129. Lyondellbasell e Indesit le imprese che investono di più

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MILANO - Innovazione non fa rima con Italia. E nonostate le richieste di brevetti all'ufficio europeo siano in continuo aumento, quelle in arrivo dalla Penisola sono in contazione: -2,7% nell'intero 2013 sull'anno precedente. Numeri che fanno scivolare l'Italia fuori dalla top ten assoluta e al 18esimo posto per numero di brevetti per milione di abitanti: 60, contro una media europea di 129. Nel complesso le domande di brevetti all'Epo nel 2013 sono state 266mila, nuovo record dopo il picco di 258mila del 2012, registrando così un'ulteriore crescita del 2,8%. In crescita, e nuovo record, anche il numero di brevetti concessi, 66.700, pari a un +1,6% rispetto ai 65.600 del 2012.

Insomma il ruolo di imprese e inventori italiani è sempre più marginale: lo scorso anno le richieste sono state il 2% del totale a dimostrazione di quanto il Paese fatichi a investire sull'innovazione. D'altra parte un recente rapporto della Commissione europea ha messo il nostro paese davanti solo a  Bulgaria, Romania e Lettonia nella capacità e volontà di innovare.

Nel grigiore assoluto però non mancano le sorprese. Le imprese italiane più attive nella richiesta di brevetti sono state la Lyondellbasell, società specializzata in prodotti petrolchimici, e Indesit (entrambi con 62), Solvay (53), la Tetra Laval specializzata in imballaggi (48), Chiesi Farmaceutici (42), Pirelli (41) e Finmeccanica (30). Appaiate e quota 28 Danieli e Cnh, controllata dal gruppo Fiat.

In valore assoluto per numero di brevetti, l'Italia si posiziona undicesima nella classifica dominata da Usa (24% delle domande presentate), Giappone (20%), Germania (12%), Cina (8%), Corea del Sud (6%), Francia (5%), Svizzera e Olanda (3%), Gran Bretagna e Svezia (attorno al 2% ma meglio dell'Italia). La situazione cambia, invece, se si considerano le domande presentate per ogni milione di abitanti: l'Italia scivola in diciottesima posizione, dietro gli Usa (sedicesimi) e sotto la media europea di 129 richieste. In testa Svizzera (832), Svezia (402) e Finlandia (360).