MILANO - La risolutezza della Banca centrale del Giappone nel mantenere invariato il proprio piano di stimoli straordinari nei confronti dell'economia nipponica ha riportato il buon umore sui listini asiatici, che però riescono a trasmettere solo in parte l'ottimismo all'Europa. La tensione in Ucraina resta alle stelle, con la Crimea che si dichiara indipendente e s'avvicina sempre più a Mosca con le forze armate di Kiev che sono in stato d'allerta massima. "Sul mercato si alternano spunti contrastanti in questi giorni", spiega a Bloomberg Tim Riddell, economista attivo a Singapore. "I dati negativi dalla Cina del fine settimana hanno abbattuto l'umore degli investitori", mentre dagli Stati Uniti arrivano segnali più incoraggianti: "Si tratta di fattori momentanei che si sovrappongono in un periodo fondamentalmente positivo per i mercati".
Il buon umore di fondo che si percepisce sui listini occidentali, generato anche dalla grande rotazione di capitali che hanno lasciato i Paesi emergenti per porti un po' più sicuri ma comunque in grado di remunerare gli investitori (come la periferia dell'Europa), contina a tenere compresso lo spread tra Btp e Bund. La differenza tra il rendimento dei decennali italiani e tedeschi si attesta a 175 punti base, con il titolo italiano che offre il 3,39% sul mercato secondario. Ieri il Tesoro ha comunicato che giovedì 13 marzo metterà in asta titoli a 3, 7, 15 e 30 anni per un importo complessivo di 7,75 miliardi; un asta che si aggiunge a quella di Bot annuali del giorno precedente, per massimi 7 miliardi (l'agenda dei mercati).
A Piazza Affari il Ftse Mib vive una giornata molto volatile, con punte vicine al +1% al traino del comparto bancario, per poi chiudere in moderato rialzo a +0,39%. Deboli gli altri listini del Vecchio Continente: Londra si stabilizza sulla parità (-0,06%), Parigi segna un calo dello 0,48% e Francoforte - più colpito dalle vendite negli ultimi tempi - sale dello 0,46%. Tra i singoli titoli milanesi si guarda ancora con interesse a Mps, sulla quale BofA ha alzato il target price a 0,14 euro e all'indomani della vendita di quote da parte della Fondazione e della famiglia Aleotti. Oggi il cda del Monte si riunisce per approvare i conti. Tra i cda più importanti si segnalano anche Tod's, Enel e Unicredit, che ha approvato i conti e il piano strategico. Contrastata Wall Street, che non trova un pieno rimbalzo dopo il calo di ieri: alla chiusura delle contrattazioni europee il Dow Jones è in calo dello 0,3%, lo S&P500 arretra dello 0,15% e solo il Nasdaq tiene la parità.
L'euro è stabile sul dollaro in chiusura: la moneta unica scambia a 1,3867 sul biglietto verde Usa, in linea con il livello di ieri. La valuta europea cede invece qualcosa sullo yen e passa di mano a fine giornata a 142,94. L'agenda macreoeconomica ha offerto i dati sulla bilancia commerciale tedesca, il cui surplus è sceso a 17,2 miliardi nel mese di gennaio, dai 18,3 miliardi di dicembre. La diminuzione è giustificata dalla maggiore crescita delle importazioni (pari a 77,3 miliardi, il 4,1% in più rispetto a dicembre) rispetto a quella delle esportazioni (+2,2% a 94,5 miliardi). L'Istat ha corretto il dato sul Pil italiano al -1,8% nel 2013, mentre l'Ocse ha sollevato dubbi sul pericolo di deflazione nella periferia dell'Eurozona, dove la disoccupazione resta allarmante, e indicato una frenata del Pil italiano nel secondo trimestre dell'anno. In Gran Bretagna, infine, la produzione manifatturiera rallenta a gennaio con un +0,1% in diminuzione dal +0,5% di dicembre.
A Bruxelles prosegue la due giorni di incontri con l'Ecofin sull'Unione bancaria, mentre il ministro delle Finanze, Pier Carlo Padoan, ha presentato i punti salienti del programma economico dell'esecutivo Renzi, pur rivedendo al ribasso le stime sul Pil. Dagli Stati Uniti si registra invece la crescita a gennaio delle scorte all'ingrosso, che segnano +0,6% rispetto al dato rivisto del mese di dicembre. Su base annuale la crescita è del 3,6% rispetto a gennaio del 2013 e il dato è peggiore delle stime degli analisti.
Come accennato, la BoJ ha mantenuta intanto invariata la sua politica di stimoli monetari. L'Istituto guidato dal governatore Haruhiko Kuroda ha deciso con voto unanime che gli stimoli restano di 60-70mila miliardi di yen (590-690 miliardi di dollari) l'anno. Una mossa che ha portato benefici sulla Borsa di Toyo, che ha terminato le contrattazioni in rialzo: l'indice Nikkei ha registrato un progresso dello 0,69% a 15.224,11 punti.
Per le materie prime, infine, il petrolio è in calo a New York quando in Europa chiudono gli scambi: il Wti segna una flessione dello 0,4% poco sopra 100 dollari al barile, il Brent tiene quota108 dollari. Dopo il rialzo della mattina in Asia, l'oro si stabilizza in area 1.341 dollari l'oncia.
Il buon umore di fondo che si percepisce sui listini occidentali, generato anche dalla grande rotazione di capitali che hanno lasciato i Paesi emergenti per porti un po' più sicuri ma comunque in grado di remunerare gli investitori (come la periferia dell'Europa), contina a tenere compresso lo spread tra Btp e Bund. La differenza tra il rendimento dei decennali italiani e tedeschi si attesta a 175 punti base, con il titolo italiano che offre il 3,39% sul mercato secondario. Ieri il Tesoro ha comunicato che giovedì 13 marzo metterà in asta titoli a 3, 7, 15 e 30 anni per un importo complessivo di 7,75 miliardi; un asta che si aggiunge a quella di Bot annuali del giorno precedente, per massimi 7 miliardi (l'agenda dei mercati).
A Piazza Affari il Ftse Mib vive una giornata molto volatile, con punte vicine al +1% al traino del comparto bancario, per poi chiudere in moderato rialzo a +0,39%. Deboli gli altri listini del Vecchio Continente: Londra si stabilizza sulla parità (-0,06%), Parigi segna un calo dello 0,48% e Francoforte - più colpito dalle vendite negli ultimi tempi - sale dello 0,46%. Tra i singoli titoli milanesi si guarda ancora con interesse a Mps, sulla quale BofA ha alzato il target price a 0,14 euro e all'indomani della vendita di quote da parte della Fondazione e della famiglia Aleotti. Oggi il cda del Monte si riunisce per approvare i conti. Tra i cda più importanti si segnalano anche Tod's, Enel e Unicredit, che ha approvato i conti e il piano strategico. Contrastata Wall Street, che non trova un pieno rimbalzo dopo il calo di ieri: alla chiusura delle contrattazioni europee il Dow Jones è in calo dello 0,3%, lo S&P500 arretra dello 0,15% e solo il Nasdaq tiene la parità.
L'euro è stabile sul dollaro in chiusura: la moneta unica scambia a 1,3867 sul biglietto verde Usa, in linea con il livello di ieri. La valuta europea cede invece qualcosa sullo yen e passa di mano a fine giornata a 142,94. L'agenda macreoeconomica ha offerto i dati sulla bilancia commerciale tedesca, il cui surplus è sceso a 17,2 miliardi nel mese di gennaio, dai 18,3 miliardi di dicembre. La diminuzione è giustificata dalla maggiore crescita delle importazioni (pari a 77,3 miliardi, il 4,1% in più rispetto a dicembre) rispetto a quella delle esportazioni (+2,2% a 94,5 miliardi). L'Istat ha corretto il dato sul Pil italiano al -1,8% nel 2013, mentre l'Ocse ha sollevato dubbi sul pericolo di deflazione nella periferia dell'Eurozona, dove la disoccupazione resta allarmante, e indicato una frenata del Pil italiano nel secondo trimestre dell'anno. In Gran Bretagna, infine, la produzione manifatturiera rallenta a gennaio con un +0,1% in diminuzione dal +0,5% di dicembre.
A Bruxelles prosegue la due giorni di incontri con l'Ecofin sull'Unione bancaria, mentre il ministro delle Finanze, Pier Carlo Padoan, ha presentato i punti salienti del programma economico dell'esecutivo Renzi, pur rivedendo al ribasso le stime sul Pil. Dagli Stati Uniti si registra invece la crescita a gennaio delle scorte all'ingrosso, che segnano +0,6% rispetto al dato rivisto del mese di dicembre. Su base annuale la crescita è del 3,6% rispetto a gennaio del 2013 e il dato è peggiore delle stime degli analisti.
Come accennato, la BoJ ha mantenuta intanto invariata la sua politica di stimoli monetari. L'Istituto guidato dal governatore Haruhiko Kuroda ha deciso con voto unanime che gli stimoli restano di 60-70mila miliardi di yen (590-690 miliardi di dollari) l'anno. Una mossa che ha portato benefici sulla Borsa di Toyo, che ha terminato le contrattazioni in rialzo: l'indice Nikkei ha registrato un progresso dello 0,69% a 15.224,11 punti.
Per le materie prime, infine, il petrolio è in calo a New York quando in Europa chiudono gli scambi: il Wti segna una flessione dello 0,4% poco sopra 100 dollari al barile, il Brent tiene quota108 dollari. Dopo il rialzo della mattina in Asia, l'oro si stabilizza in area 1.341 dollari l'oncia.