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Gli annunci di Draghi schiacciano lo spread a 160 punti, il Btp rende il 3,15%

I decennali italiani offrono una remunerazione da minimi storici. Listini Ue poco mossi, Milano chiude a +0,8%. Borse asiatiche contrastate: Tokyo debole. In Germania volano gli ordini alle fabbriche, la disoccupazione degli Stati Uniti stabile al 6,7%. La Faz: allo studio della Bce acquisti di bond da 1.000 miliardi
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MILANO - E' bastato che Mario Draghi annunciasse che nel board della Bce si è parlato di quantitative easing, cioè acquisto di bond per immettere liquidità sul mercato alla maniera della Fed, perché gli investitori reagissero come se ciò già stesse avvenendo. Come nella famosa estate del "faremo qualunque cosa necessaria per difendere l'euro", il governatore trasmette la politica monetaria con la sola parola. Ora, a dire il vero, si è guadagnato qualche settimana di tempo prima che venga messo alla prova sulla reale consistenza di quegli annunci. Intanto c'è chi riporta che i tecnici della Bce si sono già messi al lavoro su scenari ipotetici d'intervento: per la tedesca Faz, in seno all'Eurotower hanno lavorato sulle simulazioni di un programma d'acquisto di obbligazioni da 1.000 miliardi, che genererebbe un incremento dell'inflazione dell'Eurozona in un range tra lo 0,2 e lo 0,8%.

Sta di fatto che lo spread tra B…
MILANO - E' bastato che Mario Draghi annunciasse che nel board della Bce si è parlato di quantitative easing, cioè acquisto di bond per immettere liquidità sul mercato alla maniera della Fed, perché gli investitori reagissero come se ciò già stesse avvenendo. Come nella famosa estate del "faremo qualunque cosa necessaria per difendere l'euro", il governatore trasmette la politica monetaria con la sola parola. Ora, a dire il vero, si è guadagnato qualche settimana di tempo prima che venga messo alla prova sulla reale consistenza di quegli annunci. Intanto c'è chi riporta che i tecnici della Bce si sono già messi al lavoro su scenari ipotetici d'intervento: per la tedesca Faz, in seno all'Eurotower hanno lavorato sulle simulazioni di un programma d'acquisto di obbligazioni da 1.000 miliardi, che genererebbe un incremento dell'inflazione dell'Eurozona in un range tra lo 0,2 e lo 0,8%.

Sta di fatto che lo spread tra Btp e Bund tedeschi scende a 160 punti base, livelli che non si vedevano dal maggio 2011, e il rendimento dei titoli decennali italiani sul mercato secondario segna nuovi minimi storici infrangendo al ribasso la soglia del 3,2%, scendendo per la precisione fino al 3,15%. I mercati oggi tornano a guardare agli Stati Uniti, dove il rapporto sul mercato del lavoro indica la creazione di 192 mila posti di lavoro, poco sotto le attese per 200mila nuovi posti, e un tasso di disoccupazione fermo a marzo al 6,7% contro previsioni per una leggera riduzione al 6,6%.

Le prime indicazioni macroeconomiche europee erano state positive, con gli ordini all'industria tedeschi cresciuti dello 0,6% a febbraio, contro attese per un +0,2%. I listini europei si muovono in timido rialzo; il Ftse Mib di Piazza Affari si rafforza e chiude in rialzo dello 0,83%. A Milano si segnala Mediaset, che ieri ha annunciato il collocamento tra istituzionali del 25% di Ei Towers. Occhi puntati sempre sul Monte dei Paschi, dopo che la Fondazione ha limato ancora la quota scendendo al 3,1% del capitale della banca. Attenzione anche a Bpm: a Piazza Meda si registra la sensibile riduzione - sotto l'1% - della quota da parte degli storici soci francesi del Credit Mutuel. Nel resto d'Europa Londra chiude in rialzo dello 0,7%, in linea con Francoforte, mentre Parigi sale dello 0,79% finale.

Si indebolisce Wall Street, che gira in rosso dopo il rimbalzo dell'apertura. Le rilevazioni non esaltanti sul mondo del lavoro descrivono comunque un'economia in ripresa e alla chiusura dei mercti europei il Dow Jones lima lo 0,1%, come lo S&P500, mentre il Nasdaq amplia il ribasso al -1%.

Chiusura quasi stabile per la Borsa di Tokyo, prudente proprio in vista dei dati Usa. L'indice Nikkei dei titoli guida ha archiviato la seduta a -0,05% a 15.063,77 punti mentre il più ampio indice Topix è sceso dello 0,07% a 11.215,89 punti. L'attività è stata piuttosto debole con 1,7 miliardi di azioni scambiate sul mercato primario. Contrastate anche le altre piazze asiatiche: Hong Kong cala dello 0,22%, va meglio Shanghai (+0,55%).

L'euro chiude in calo a 1,3686 dollari sulla scia dei dati sul mercato del lavoro Usa, positivi seppure inferiori alle attese, che mantengono in rialzo il biglietto verde, fornendo alla Federal Reserve nuovi elementi per poter proseguire la riduzione degli stimoli monetari secondo quanto previsto. Recupera terreno lo yen, che avanza a quota 141,77 sull'euro e a 103,61 sul dollaro. Quanto alle materie prime, alla chiusura degli scambi del Vecchio Continente il petrolio Wti quota sopra 101 dollari al barile, in rialzo del l'1,1%, mentre il Brent segna 106,8 dollari. Dopo la debolezza asiatica, l'oro segna un recupero dell'1% verso quota 1.300 dollari l'oncia.