MILANO - Il Pil dell'Eurozona è cresciuto dello 0,4% congiunturale e dell'1,1% tendenziale nel primo trimestre 2014, mentre nel secondo e nel terzo è previsto un aumento dello 0,3% sul trimestre, dell'1,1% e dell'1,2% rispettivamente su base tendenziale. Nell'intero 2014, la crescita è prevista all'1%. Lo stimano Ifo, Insee e Istat nell'economic outlook. Nel documento, gli istituti segnalano anche che la produzione industriale della zona euro è salita dello 0,4% nel primo trimestre e dell'1,5% tendenziale, nel secondo accelererà a +0,5% congiunturale (+1,3% su anno) e nel terzo salirà dello 0,4% sul trimestre e dell'1,8% su anno. Nell'intero 2014 l'aumento della produzione industriale sarà dell'1,5%.
Quanto invece alla dinamica dei prezzi, il tasso medio d'inflazione nel 2014 si attesterà allo 0,8, ben lontano quindi dall'obiettivo vicino al 2% che deve perseguire la Fed. Nelle stime, la ripresa nell'area dell'euro risulterà più diffusa tra i settori e i paesi grazie al progressivo miglioramento della domanda interna, che si aggiungerà al contributo ancora positivo delle esportazioni nette.
Anche gli investimenti privati continueranno ad aumentare: i consumi sono previsti in aumento dello 0,2% congiunturale e dello 0,5% tendenziale nel primo trimestre, rispettivamente dello 0,2% e dello 0,6% nel secondo e dello 0,2% e 0,7% nel terzo, per un aumento totale dello 0,5% nel 2014; gli investimenti dello 0,8% e del 2,5% nel primo trimestre, dello 0,4% e del 2,8% nel secondo, dello 0,7% e del 3% nel terzo, per un totale di +2,1%.
Pesano la situazione ancora negativa del mercato del lavoro e le politiche fiscali restrittive in alcuni paesi. Sotto l'ipotesi che il prezzo del petrolio si stabilizzi a 107 dollari al barile e il tasso di cambio euro-dollaro fluttui attorno a 1,38, l'inflazione totale dovrebbe crescere solo marginalmente nei prossimi due trimestri; la domanda estera più debole da parte delle economie emergenti e un aggravamento delle tensioni in ucraina potrebbe determinare un incremento brusco nel prezzo del gas europeo.
Quanto invece alla dinamica dei prezzi, il tasso medio d'inflazione nel 2014 si attesterà allo 0,8, ben lontano quindi dall'obiettivo vicino al 2% che deve perseguire la Fed. Nelle stime, la ripresa nell'area dell'euro risulterà più diffusa tra i settori e i paesi grazie al progressivo miglioramento della domanda interna, che si aggiungerà al contributo ancora positivo delle esportazioni nette.
Anche gli investimenti privati continueranno ad aumentare: i consumi sono previsti in aumento dello 0,2% congiunturale e dello 0,5% tendenziale nel primo trimestre, rispettivamente dello 0,2% e dello 0,6% nel secondo e dello 0,2% e 0,7% nel terzo, per un aumento totale dello 0,5% nel 2014; gli investimenti dello 0,8% e del 2,5% nel primo trimestre, dello 0,4% e del 2,8% nel secondo, dello 0,7% e del 3% nel terzo, per un totale di +2,1%.
Pesano la situazione ancora negativa del mercato del lavoro e le politiche fiscali restrittive in alcuni paesi. Sotto l'ipotesi che il prezzo del petrolio si stabilizzi a 107 dollari al barile e il tasso di cambio euro-dollaro fluttui attorno a 1,38, l'inflazione totale dovrebbe crescere solo marginalmente nei prossimi due trimestri; la domanda estera più debole da parte delle economie emergenti e un aggravamento delle tensioni in ucraina potrebbe determinare un incremento brusco nel prezzo del gas europeo.