Economia

Piazza Affari riparte dal Def di Renzi.
Spread a 162, la Spagna appaiata

Milano chiude in lieve rialzo: +0,2%. L'attesa dei mercati si sposta adesso sull'asta Bot di domani e di Btp di venerdì. Debole Tokyo con il rafforzamento dello yen. Wall Street chiude bene. L'euro recupera quota 1,38 contro il dollaro

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MILANO - Piazza Affari accoglie con un lieve rialzo il Def, il Documento di economia e finanza varato ieri sera dal Consiglio dei ministri: un documento programmatico all'insegna del realismo, che prende atto di un crescita economica più lenta del previsto e di un debito pubblico in aumento. "Basterebbe che l'Eurozona crescesse dell'1% con un tasso d'inflazione al 2% per ridurlo senza problemi" ha detto il ministro dell'Economia Pier Carlo Padoan sottolineando come l'Italia, al netto proprio del debito, non abbia problemi di finanza pubblica. Ecco perché molto del documento si concentra sul piano di riforme e di tagli che serviranno a rilanciare la crescita: si comincia dagli 80 euro in busta paga da maggio per chi guadagna meno di 25mila euro lordi l'anno, ma ci sono anche le privatizzazioni che dovrebbero garantire 12 miliardi l'anno e i tagli alla spesa pubblica da cui ricavare, quest'anno, almeno 4,5 miliardi. Parte delle coperture, però, sono già impegnate per il fiscal compact.

Per valutare la reazione dei mercati sarà adesso necessario aspettare la due giorni di aste in programma domani e venerdì. Nella prima tornata il Tesoro offrirà 7,5 miliardi di titolo a un anno, l'indomani, invece, arriverà lo stesso ammontare di Btp a tre, sette e trenta anni. Nel frattempo lo spread, la differenza di rendimento con il Bund tedesco, è in calo a quota 162 punti con un tasso, sul mercato secondario, al 3,19%, poco sotto quello spagnolo.

Nel resto del Vecchio continente, sul fronte macroeconomico si registra il surplus della bilancia commerciale tedesca che a febbraio è stato pari a 15,7 miliardi di euro, sotto le attese che indicavano 17,4 miliardi di euro: le importazioni sono salite dello 0,4% rispetto al mese precedente mentre le esportazioni sono diminuite dell'1,3 per cento. L'euro chiude sopra quota 1,38 dollari e passa di mano a 1,3825.

Sempre a livello macro, l'Ocse rileva che il tasso di disoccupazione nell'area è salito a febbraio al 7,6% a febbraio, dopo tre flessioni consecutive. Peggio dell'Italia (13%) hanno fatto solo il Portogallo (15,3%) la Slovacchia (13,9%) e la Spagna (25,6%), dove però il dato registra una flessione dello 0,2% rispetto a gennaio. Per la Grecia l'ultimo dato disponibile è invece quello di dicembre (27,5%). A guidare la classifica sono invece la Giappone, con appena il 3,6% di disoccupati, seguito da Corea del Sud (3,9%) e Messico (4,7%).
 
In questo contesto a Milano Piazza Affari segna un timido rialzo finale dello 0,23%, dopo aver raggiunto un guadagno di un punto percentuale. Chiudono in moderato rialzo anche le altre Borse del Vecchio Continente: Londra sale dello 0,68% finale, Parigi dello 0,4% e Francoforte dello 0,16%. Dopo il recupero di ieri, Wall Street registra una quotazione finale di 16437,18 punti, con un aumento dell'1,11%. Balzo in avanti anche per il Nasdaq che ha chiuso la sessione a 4183,90 punti in rialzo dell'1,72%. Si registra intanto la crescita delle scorte di magazzino all'ingrosso: +0,5% a febbraio.

In mattinata, la Borsa di Tokyo ha chiuso in ribasso del 2,10% a causa di un rafforzamento dello yen nei confronti del dollaro. Al termine della seduta l'indice Nikkei ha perso 307,19 punti a 14.299,60 punti mentre l'indice Topix, che raggruppa le aziende con almeno 1.700 dipendenti, ha perso il 2,05% a 1.150,44 punti. Sul fronte delle materie prime, alla chiusura degli scambi Ue il petrolio a maggio segna un +0,1% a 102,6 dollari al barile. L'oro a giugno cede lo 0,6% a 1.306 dollari all'oncia.