Economia

Le Borse restano chiuse nel giorno dell'Irpef.
Kiev fa meno paura, l'aumento Mps a 5 miliardi

Le principali piazze finanziarie non aprono i battenti per la giornata festiva. Dall'Italia i principali dati macroeconomici della giornata, soprattutto con la produzione e gli ordini dell'industria. Tokyo guadagna lo 0,7% grazie all'indebolimento dello yen. Il cda del Monte dei Paschi fa salire da 3 a 5 miliardi il valore dell'aumento di capitale. Il Banco intanto ha chiuso la sua operazione

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MILANO - Giornata a mezzo servizio per le Borse mondiali, che restano per buona parte chiuse viste le festività. Stati Uniti, Gran Bretagna, Germania, Hong Kong, Singapore e l'Australia sono i principali tra i mercati che non apriranno i battenti. Pure il Ftse Mib di Milano resta ai box, mentre le piazze cinesi terminano le contrattazioni piatte: lo Shanghai composite segna -0,05%, lo Shenzhen +0,06%. Allineate Sidney e il Kospi sudcoreano al +0,6% finale. Per Wall Street, già lunedì sarà giornata di riapertura, mentre nel Vecchio Continente si tornerà all'operatività solo martedì. L'attenzione degli osservatori, che restano incollati al flusso di notizie nonostante l'impossibilità di operare sui mercati principali, si punta così verso qualche dato macro e l'evoluzione della situazione in Ucraina.

L'accordo di Ginevra, sottoscritto da Kiev, Unione europea, Mosca e Stati Uniti fa parlare di de-escalation nel conflitto e il numero uno del Cremlino, Vladimir Putin, parla della volontà di evitare l'invio di truppe nella zona Est del Paese conteso. "Il calmarsi della situazione in Ucraina è positiva per le azioni", spiega a Bloomberg Juichi Wako, strategist di Nomura. "Con l'affievolirsi delle preoccupazioni legate a Kiev, il dollaro torna ad essere acquistato e lo yen si indebolisce; ciò è positivo per il momento". Non a caso si registra una chiusura in rialzo per la Borsa di Tokyo trascinata dai titoli del comparto 'export-oriented' a loro volta incoraggiati dal deprezzamento dello yen. Il principale indice giapponese Nikkei 225 archivia la seduta in rialzo dello 0,68% a 14.516 punti. Acquisti sul comparto del metallo, della gomma e delle assicurazioni.

Da Est sono arrivati i dati sui prezzi delle case in Cina, che decelerano ai minimi da 8 mesi. Nelle principali 70 città l'indice dell'istituto nazionale di statistica mostra una frenata a +7,7% annuale a marzo, contro il +8,7% di febbraio. Su base mensile i prezzi salgono dello 0,2%, a fronte del +0,3% di febbraio. L'agenda macro di oggi - anch'essa scarica per la scarsa attività - si riempie quasi solo grazie all'Italia: l'Istat censisce fatturato e ordinativi dell'industria di febbraio in contrazione rispetto a gennaio, mentre le retribuzioni contrattuali di marzo sono ferme nella variazione congiunturale e in crescita dell'1,4% annuo. Da ultimo, si segnala il calo dell'indice delle produzioni nelle costruzioni: -3,7% mensile a febbraio.

L'attenzione si sposta allora sul fronte politico, con il governo di Matteo Renzi chiamato a presentare i dettagli sullo sgravio dell'Irpef, che da maggio porterà i famosi 80 euro medi in più in busta paga ai lavoratori che - pare dalle bozze - guadagnino meno di 28mila euro al mese (tabella). Il premier, come suo solito, ha battezzato di buon mattino su Twitter la giornata con un chiaro #sicambiaverso. Il governo ha goduto finora del favore dei mercati, testimoniato anche dal fatto che i rendimenti dei Btp decennali sono scesi ai minimi storici (ieri sono passati momentaneamente sotto il 3,1%) con uno spread verso i Bund tedeschi in area 160 punti base.

Anche in una giornata di inattività degli scambi si registrano novità importanti per alcuni titoli di Piazza Affari. In primis in casa Monte dei Paschi, dove il consiglio di amministrazione fa salire l'aumento di capitale dai 3 miliardi originari a quota 5 per permettere il rimborso dei Monti Bond e mitigare gli impatti della Asset quality review della Bce. Un altro istituto ha già compiuto il suo rafforzamento: ieri in serata il Banco Popolare ha annunciato la chiusura con tutto esaurito del proprio aumento: l'operazione risulta sottoscritta al 99,138%, per un controvalore complessivo di 1,48 miliardi. I diritti inoptati (1,5 milioni sui 176 milioni totali) saranno offerti in Borsa nelle sedute dal 23 al 29 aprile. I diritti possono essere utilizzati per la sottoscrizione di nuove azioni al prezzo di 9 euro l'una, nel rapporto di 17 azioni per ogni 18 diritti.

Sul fronte valutario, l'euro è in calo a 1,3818 dollari da 1,3893 della vigilia. Contro lo yen la moneta unica passa di mano a 141,47. Chiusura contrastata, ieri, per gli indici di Wall Street. Il Dow Jones ha chiuso in ribasso dello 0,10% a 16.408 punti. L'indice tecnologico Nasdaq ha archiviato la seduta avanzando dello 0,23% a 4.095 punti.