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I listini credono nella ripresa: Milano +1,5%.
Lo spread scende in area 155 punti base

Durante la pausa pasquale gli investitori hanno puntato sul miglioramento del ritmo della ripresa americana, listini Ue positivi. La fiducia dei consumatori dell'Eurozona migliora oltre le aspettative. Tokyo chiude prudente (-0,7%) in attesa della ripresa delle contrattazioni Ue, Wall Street in serie positiva: chiusura + 0,40%, Nasdaq + 0,97%
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MILANO - In Italia prende il via la discussione parlamentare sul decreto Lavoro, con la spaccatura in seno alla maggioranza, la richiesta di fiducia da parte del governo Renzi e il sostegno del ministro dell'Economia, Pier Carlo Padoan, ma i mercati guardano altrove. Il percorso di riforma indicato dall'esecutivo è a un punto di svolta con il primo pilastro del Jobs Act; l'attenzione internazionale però è inevitabilmente attratta dall'evoluzione della situazione in Ucraina. Ormai è evidente a tutti gli osservatori che i patti di Ginevra, che prevedevano soprattutto il disarmo dei gruppi estremisti irregolari, resteranno solo sulla carta. I listini però non sembrano ancora risentire di questa nuova escalation di tensione; a rischiare grosso è anche l'economia russa, che venerdì passerà sotto la lente di S&P per un possibile taglio del rating (l'agenda della settimana).

Il clima di fondo è comunque positivo: durante le va…
MILANO - In Italia prende il via la discussione parlamentare sul decreto Lavoro, con la spaccatura in seno alla maggioranza, la richiesta di fiducia da parte del governo Renzi e il sostegno del ministro dell'Economia, Pier Carlo Padoan, ma i mercati guardano altrove. Il percorso di riforma indicato dall'esecutivo è a un punto di svolta con il primo pilastro del Jobs Act; l'attenzione internazionale però è inevitabilmente attratta dall'evoluzione della situazione in Ucraina. Ormai è evidente a tutti gli osservatori che i patti di Ginevra, che prevedevano soprattutto il disarmo dei gruppi estremisti irregolari, resteranno solo sulla carta. I listini però non sembrano ancora risentire di questa nuova escalation di tensione; a rischiare grosso è anche l'economia russa, che venerdì passerà sotto la lente di S&P per un possibile taglio del rating (l'agenda della settimana).

Il clima di fondo è comunque positivo: durante le vacanze pasquali, con i mercati europei chiusi, si è rafforzata la convinzione che la ripresa americana possa accelerare, grazie soprattutto ad alcune trimestrali superiori alle aspettative. Il dollaro si è apprezzato nei confronti delle altre valute, ma la settimana sarà cruciale viste le numerose indicazioni che arriveranno sull'andamento dell'industria manifatturiera, sulla fiducia delle imprese e - in particolare negli Usa - sugli ordini di beni durevoli.

Conferme sul buon momento dei mercati arrivano dalla stima flash sulla fiducia dei consumatori nell'Eurozona: è salita più delle attese con l'indice che si è portato a -8,7 dai -9,3 punti di marzo, ai livelli del 2007. La produzione del settore costruzioni è aumentata a febbraio dello 0,1% mensile nei 18 Paesi della moneta unica. Dagli Stati Uniti si segnala un altro dato superiore alle aspettative: la vendita di case esistenti a marzo ha si frenato (-0,2%), ma meno di quanto avessero previsto gli analisti (-0,7%). Migliora anche l'attività manifatturiera nel distretto di Richmond: l'indice della Fed locale indica un incremento di quattordici punti in aprile quando l'indice si è attestato a 7 punti dai -7 di marzo.

In Europa, le principali Borse chiudono in netto rialzo: Londra sale dello 0,85% finale, Parigi aggiunge l'1,18% e Francoforte indossa la maglia rosa a +2,02%. Chiude bene intonata anche Milano, che era partita in rosso, ma scatta alla fine dell'1,49%. Tra i singoli titoli di Piazza Affari si è guardato alle big: Ubs ha alzato il rating su Eni a neutral, dal precedente buy, ma il titolo è rimasto debole. Importanti novità in casa Intesa Sanpaolo e Unicredit: le due principali banche italiane hanno confermato le anticipazioni del Ft: la bad bank all'italiana prende corpo visto che i due player studiano con Kkr e Alvarez & Marsal un veicolo in grado di accogliere i crediti in ristrutturazione per liberare capitale in favore delle imprese. Volatile Mps dopo l'ampliamento dell'aumento di capitale da 3 a 5 miliardi. Osseravato speciale il comparto farmaceutico, con Novartis iperattiva nelle acquisizioni in un periodo ricco di spunti. Lo spread tra Btp e Bund tedeschi decennali scende a 155 punti base, di nuovo ai minimi dal giugno 2011, con un rendimento per i titoli benchmark italiani al 3,09%.

Wall Street, dopo i guadagni di ieri, procede in rialzo slla scorta dei dati macro positivi: alla chiusura dei mercati europei il Dow Jones saliva dello 0,5% sopra quota 16.500 punti, in linea con lo S&P500, mentre il Nasdaq mostrava un incremento dello 0,9%. In chiusura poi il Dow Jones ha guadagnato lo 0,40% a quota 16514,37, mentre il Nasdaq è cresciuto dello 0,97% a 4161,46 punti.

Prosegue la stagione delle trimestrali, con McDonald's che si piazza sotto le aspettative. Osservata speciale anche Ford: Alan Mulally lascerà la guida della casa automobilistica di Detroit prima della fine dell'anno e al suo posto dovrebbe arrivare Mark Fields, attuale direttore operativo.

La Borsa di Tokyo ha chiuso in mattinata in in lieve ribasso, al termine di una seduta caratterizzata dalla prudenza degli investitori in attesa della riapertura delle piazze europee dopo quattro giorni di stop. L'indice Nikkei dei titoli guida termina a 14.388,77 punti in calo di 123,61 punti (-0,76%). Scarsi i volumi di contrattazioni, nettamente al di sotto delle medie del periodo. L'euro chiude sotto quota 1,38 dollari. La moneta europea passa di mano a 1,3795 dollari, sui livelli di apertura, dopo aver oscillato tra 1,3824 e 1,3783 dollari. Quanto infine alle materie prime, alla chiusura dei mercati europei il petrolio a maggio - contratto oggi in scadenza - perde un punto percentuale e mezzo a 102,75 dollari al barile. L'oro a giugno segna un calo dello 0,9% a 1.282 dollari l'oncia.