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C'è la ripresa Ue: sale il Pmi manifatturiero.
Maggioranza in tensione, ma lo spread tiene

Gli indici Pmi, che anticipano il ciclo economico, sono in rialzo in Germania, mentre le indicazioni da Cina Usa sono deboli. Listini in rosso nel Vecchio Continente, Wall Street incerta: Milano chiude a -1,2%. In mattinata Tokyo ha recuperato l'1,1%. Il decreto Lavoro spacca la maggioranza di Renzi, il differenziale tra Btp e Bund non ne risente
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MILANO - Il decreto Lavoro del governo Renzi incassa la fiducia alla Camera, ma fuori dall'aula parlamentare continua la tensione in seno alla maggioranza, tanto che al Senato si promette nuova battaglia tra l'ala "di sinistra" del Pd e i centristi. I mercati non si curano di queste forti tensioni politiche, che in molti bollano come strumentali in vista dell'appuntamento elettorale per le europee del 25 maggio, e lo spread tra Btp e Bund tedeschi continua a viaggiare in area 155 punti base, con il decennale italiano che sul mercato secondario rende meno del 3,1%. Il tutto in attesa di conoscere il giudizio dell'agenzia di rating Fitch per l'Italia, previsto venerdì (agenda).

La situazione in Ucraina resta monitorata attentamente, ma le rilevazioni più importanti di oggi riguardano gli indici Pmi del Vecchio Continente e degli Stati Uniti. Dati costruiti in base al sondaggio svolto sui direttori degli acquisti delle aziende, che rappresentano quindi un ottimo te…
MILANO - Il decreto Lavoro del governo Renzi incassa la fiducia alla Camera, ma fuori dall'aula parlamentare continua la tensione in seno alla maggioranza, tanto che al Senato si promette nuova battaglia tra l'ala "di sinistra" del Pd e i centristi. I mercati non si curano di queste forti tensioni politiche, che in molti bollano come strumentali in vista dell'appuntamento elettorale per le europee del 25 maggio, e lo spread tra Btp e Bund tedeschi continua a viaggiare in area 155 punti base, con il decennale italiano che sul mercato secondario rende meno del 3,1%. Il tutto in attesa di conoscere il giudizio dell'agenzia di rating Fitch per l'Italia, previsto venerdì (agenda).

La situazione in Ucraina resta monitorata attentamente, ma le rilevazioni più importanti di oggi riguardano gli indici Pmi del Vecchio Continente e degli Stati Uniti. Dati costruiti in base al sondaggio svolto sui direttori degli acquisti delle aziende, che rappresentano quindi un ottimo termometro per la ripresa. Nell'Eurozona l'indicatore dei servizi è salito a 53,1 punti ad aprile, sopra le attese; massimi da tre mesi per quello manifatturiero, a 53,3 punti. Il supporto maggiore è arrivato dal Pmi composito, schizzato a 54 punti con il tasso d'espansione più rapido in quasi tre anni, favorendo nella regione il ritorno alla creazione di posti di lavoro. Cali si registrano a dire il vero in Francia, con l'indice manifatturiero a 50,9 e quello dei servizi a 50,3. In Germania, invece, quello dei servizi vola da 53 a 55 punti e quello manifatturiero batte le attese a 54,2 punti.

Delusione invece dagli Usa, dove il Pmi manifatturiero si attesta a 55,4 punti. Le prime rilevazioni, arrivate in mattinata dalla Cina, non erano state esaltanti: l'indice Pmi manifatturiero è salito ad aprile a 48,3 punti, secondo la stima flash di Hsbc, in crescita dai 48 di marzo. Nonostante sia ai massimi da due mesi, l'indice conferma la debolezza economica del colosso asiatico: sotto quota 50 punti indica una fase di contrazione. Per gli analisti si tratta di "un ennesimo segno della fragilità economica cinese, che genera qualche preoccupazione ai mercati".
 
Tensioni che non ha fatto in tempo ad intercettare la la Borsa di Tokyo, che ha chiuso positiva in scia ai rialzi di Wall Street. L'indice Nikkei ha terminato con un progresso dell'1,09% a 14.546,27 punti, mentre il più ampio Topix ha guadagnato lo 0,97% a 1.173,81 punti. In Europa, i listini terminano in ribasso in scia ai dati provenienti dagli Usa e sulle prese di beneficio dopo i rally di ieri: Londra termina le contrattazioni in calo dello 0,11%, Francoforte segna -0,58% e Parigi lima lo 0,74%. Piazza Affari finisce gli scambi con un saldo negativo e la maglia nera d'Europa: -1,18%. Buona la performance di Mps: Goldman Sachs ha promosso l'azione del gruppo toscano alzando il rating a 'neutral' (neutrale) dal precedente 'sell' (vendere). Tra i titoli più pesanti figura a lungo Pirelli, ma alla fine sono le popolari le più vedute.

Negli Stati Uniti le contrattazioni sono state deboli: alla chiusura l'indice Dow Jones ha ceduto lo 0,08%, leggermente meglio dell'S&P500 (-0,22%) mentre il Nasdaq è calato dello 0,83%.

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L'agenda odierna, oltre ai Pmi, registra i verbali dell'ultima riunione della Bank of England: i nove componenti hanno votato all'unanimità di mantenere lo status quo sui tassi di interesse (0,5%) e sul riacquisto di attivi per 375 miliardi di sterline. In Francia il governo ha fissato gli obiettivi di conti pubblici: deficit al 3,8% del Pil quest'anno e giù al 3% nel 2015, dopo aver sforato i limiti nel 2013. Il Portogallo è tornato sul mercato con un'asta di decennali prezzati al 3,5% circa. Neli Stati Uniti delude le attese la vendita di case nuove in marzo: scende del 14,5% e si porta ai minimi da sette mesi.

Sul mercato valutario, l'euro chiude stabile a 1,3825 dollari, sostenuto dalla positiva lettura dell'indice Pmi di Markit sull'Eurozona. Recupera qualche posizione lo yen, a quota 141,45 sull'euro e 102,34 sul dollaro. A New York, quando in Europa terminano le contrattazioni, il petrolio Wti si stabilizza sui livelli della vigilia a 101,7 dollari al barile. Leggera flessione per l'oro a giugno, che lima lo 0,3% a 1.283 dollari l'oncia.