MILANO - I timori per l'esplosione di una nuova crisi tra Russia e Usa per l'Ucraina spengono l'effetto trimestrali di Apple e Facebook, che battendo le aspettative avevano messo all'angolo i timori che il comparto del web stesse andando veloce verso una nuova bolla finanziaria, viste le valutazioni da capogiro delle aziende del settore. Dopo l'avvio di Wall Street i listini si sono indeboliti, temenendo una escalation di violenza in Ucraina con ripercussioni sui prezzi delle materie prime: d'altra parte gli auspici non sono dei migliori con le manovre lungo il confine degli eserciti russo e ucraino.
Eppure la seduta si era aperta nel migliore dei modi con la crescita della fiducia nei confronti del clima di business in Germania, monitorata attraverso l'indice Ifo, che ha registrato un balzo superiore alle previsioni a quota 111,2 punti ad aprile (il sentiment è lievemente calato, invece in Francia). D'altra parta qualche spia negativa era arrivata dagli Stati Uniti: se gli ordini di beni durevoli sono cresciuti del 2,6% a marzo, superando le attese; anche le richieste di sussidi per la disoccupazione sono salite a 329mila (+24mila) oltre le attese. Intanto, il governatore Bce, Mario Draghi, da Amsterdam promette nuovi interventi nel caso si facesse concreto il rischio deflazione e annuncia lo studio di nuovi maxi prestiti.
In Europa, i mercati chiudono poco lontani dalla parità, anche se Piazza Affari torna in positivo sul finale e segna +0,66%, dopo essere arrivata a guadagnare l'1%. Parigi chiude in recupero dello 0,64%, mentre Londra cresce dello 0,42% e Francoforte finisce invariata (+0,05%) dopo essere arrivata a perdere oltre un punto percentuale. Sul listino francese si mette in evidenza Alstom, che schizza al rialzo sull'ipotesi di un'offerta da 13 miliardi da parte di General Electric. A Milano si segnala Saipem, che annuncia un trimestre con utile dimezzato a 61 milioni, e si comporta bene Finmeccanica, proprio in scia alle manovre sulla concorrente francese. Negli Stati Uniti, Wall Street chiude con il Dow Jones invariato, il Nasdaq in rialzo dello 0,52% e lo S&P in progresso dello 0,2%.
In mattinata, Tokyo ha trattato in ribasso nonostante le buone indicazioni dal comparto tech degli Stati Uniti; anche nel resto dell'Asia Pacific gli scambi sono stati deboli. Proprio il presidente Barack Obama si trova in visita nel Sol Levante, da dove ha ammonito la Cina sull'intenzione di Washington di difendere gli alleati nipponici, ma senza dare indicazioni precise di accelerazione sui trattati commerciali tra Washington e Tokyo. L'assenza di questo riferimento ha ampliato le perdite della Borsa di Tokyo, con l'indice Nikkei che ha chiuso a 14.404,99 punti in calo dello 0,97%.
Lo spread tra Btp e Bund si allarga leggermente a 159 punti base, con i decennali italiani che rendono il 3,12% sul mercato secondario. Il Tesoro ha venduto 1,5 miliardi in Btp indicizzati all'inflazione dell'Eurozona: il tasso è in calo di 47 centesimi a 1,92% sul Btpei settembre 2024, venduto per 974,8 miliardi (rapporto di copertura 1,80), e pari al 2,09% sul settembre 2026, venduto per 525,2 miliardi (rapporto di copertura 2,46). Assegnati anche 3,5 miliardi di euro di Ctz aprile 2016 a fronte di una domanda di oltre cinque miliardi: il rendimento medio è salito di otto centesimi rispetto all'asta precedente, a 0,786%. L'euro chiude poco mosso sui mercati valutari europei. La moneta unica passa di mano a 1,382 dollari e a 141,3 yen. Sul mercato valutario si registra l'innalzamento - per la seconda volta in due mesi - del tasso ufficiale in Nuova Zelanda: è stato portato al 3% dalla banca centrale, 25 punti base in più, con effetti di rafforzamento del dollaro neozelandese.
Sui mercati valutari, mentre in Europa terminano gli scambi, i future del petrolio a maggio guadagnano lo 0,5% in area 102 dollari al barile, mentre l'oro a giugno inverte rotta dopo l'iniziale debolezza e sale dello 0,7% a 1.290 dollari l'oncia.
Eppure la seduta si era aperta nel migliore dei modi con la crescita della fiducia nei confronti del clima di business in Germania, monitorata attraverso l'indice Ifo, che ha registrato un balzo superiore alle previsioni a quota 111,2 punti ad aprile (il sentiment è lievemente calato, invece in Francia). D'altra parta qualche spia negativa era arrivata dagli Stati Uniti: se gli ordini di beni durevoli sono cresciuti del 2,6% a marzo, superando le attese; anche le richieste di sussidi per la disoccupazione sono salite a 329mila (+24mila) oltre le attese. Intanto, il governatore Bce, Mario Draghi, da Amsterdam promette nuovi interventi nel caso si facesse concreto il rischio deflazione e annuncia lo studio di nuovi maxi prestiti.
In Europa, i mercati chiudono poco lontani dalla parità, anche se Piazza Affari torna in positivo sul finale e segna +0,66%, dopo essere arrivata a guadagnare l'1%. Parigi chiude in recupero dello 0,64%, mentre Londra cresce dello 0,42% e Francoforte finisce invariata (+0,05%) dopo essere arrivata a perdere oltre un punto percentuale. Sul listino francese si mette in evidenza Alstom, che schizza al rialzo sull'ipotesi di un'offerta da 13 miliardi da parte di General Electric. A Milano si segnala Saipem, che annuncia un trimestre con utile dimezzato a 61 milioni, e si comporta bene Finmeccanica, proprio in scia alle manovre sulla concorrente francese. Negli Stati Uniti, Wall Street chiude con il Dow Jones invariato, il Nasdaq in rialzo dello 0,52% e lo S&P in progresso dello 0,2%.
In mattinata, Tokyo ha trattato in ribasso nonostante le buone indicazioni dal comparto tech degli Stati Uniti; anche nel resto dell'Asia Pacific gli scambi sono stati deboli. Proprio il presidente Barack Obama si trova in visita nel Sol Levante, da dove ha ammonito la Cina sull'intenzione di Washington di difendere gli alleati nipponici, ma senza dare indicazioni precise di accelerazione sui trattati commerciali tra Washington e Tokyo. L'assenza di questo riferimento ha ampliato le perdite della Borsa di Tokyo, con l'indice Nikkei che ha chiuso a 14.404,99 punti in calo dello 0,97%.
Lo spread tra Btp e Bund si allarga leggermente a 159 punti base, con i decennali italiani che rendono il 3,12% sul mercato secondario. Il Tesoro ha venduto 1,5 miliardi in Btp indicizzati all'inflazione dell'Eurozona: il tasso è in calo di 47 centesimi a 1,92% sul Btpei settembre 2024, venduto per 974,8 miliardi (rapporto di copertura 1,80), e pari al 2,09% sul settembre 2026, venduto per 525,2 miliardi (rapporto di copertura 2,46). Assegnati anche 3,5 miliardi di euro di Ctz aprile 2016 a fronte di una domanda di oltre cinque miliardi: il rendimento medio è salito di otto centesimi rispetto all'asta precedente, a 0,786%. L'euro chiude poco mosso sui mercati valutari europei. La moneta unica passa di mano a 1,382 dollari e a 141,3 yen. Sul mercato valutario si registra l'innalzamento - per la seconda volta in due mesi - del tasso ufficiale in Nuova Zelanda: è stato portato al 3% dalla banca centrale, 25 punti base in più, con effetti di rafforzamento del dollaro neozelandese.
Sui mercati valutari, mentre in Europa terminano gli scambi, i future del petrolio a maggio guadagnano lo 0,5% in area 102 dollari al barile, mentre l'oro a giugno inverte rotta dopo l'iniziale debolezza e sale dello 0,7% a 1.290 dollari l'oncia.