Economia

Nuove sanzioni a Mosca, Borse positive.
Risalgono i rendimenti nell'asta di Bot

I listini rialzano la testa dopo la difficile settimana condizionata dalle tensioni in Ucraina. Oggi sono arrivate le nuove sanzioni alla Russia di Usa e Ue. Milano chiude a + 0,34%. Il Tesoro torna sul mercato dopo il miglioramento dell'outlook da parte di Fitch: piazzati 7 miliardi di titoli allo 0,594%, domani tocca ai Btp

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MILANO - Le Borse europee riescono a rialzare leggermente la testa dopo la difficile settimana condizionata dall'accentuarsi delle tensioni in Ucraina tra Mosca e Kiev. Al confine tra i due Paesi continuano infatti le manovre militari e a Est le truppe ufficiali continuano a combattere contro i filorussi. Gli Stati Uniti e l'Unione europea hanno diffuso i nuovi elenchi di persone e imprese colpiti da sanzioni: sono 7 funzionari e 17 società da parte degli Usa, mentre l'Ue aggiunge altri 15 nomi tra russi e ucraini alla lista di soggetti cui verranno congelati i beni.

Tra i nomi all'indice finisce pure quello di Igor Sechin, il numero uno di Rosneft recentemente balzato all'onore delle cronache per l'investimento in Pirelli. L'obiettivo dichiarato dalla Casa Bianca è indebolire l'economia russa, che ha già visto volar via da inizio anno 60 miliardi di dollari, come quelli usciti dal Paese nell'intero 2013. Vladimir Putin, però, non ha alcuna intenzione di fare marcia indietro e da Mosca già fanno sapere che la risposta russa non tarderà ad arrivare. Il clima resta incandescente, ma - per il momento - gli investitori preferiscono concentrarsi sui buoni dati macroeconomici che confermano un miglioramento della situazione in Europa e negli Stati Uniti.

Per i mercati, nonostante la settimana corta per la festività del Primo maggio, l'ottava si presenta ricca di appuntamenti importanti: dai dati sull'inflazione nell'Eurozona di mercoledì, che condizioneranno la prossima riunione della Bce, al Fomc; il braccio di politica monetaria della Fed si riunisce martedì e mercoledì per decidere se proseguire la riduzione di stimoli monetaria all'economia Usa. Gli analisti sono convinti che l'ultimo rialzo dei prezzi spingere Janet Yellen a tagliare l'acquisto di bond a 45 miliardi di dollari al mese. A questi appuntamenti si aggiungiono - tra gli altri - quelli sull'occupazione in Italia e il Pil sempre negli Stati Uniti (l'agenda della settimana).

L'Italia è stata protagonista anche oggi con il Tesoro che è tornato sul mercato dei capitali: ha venduto 7 miliardi di Bot a sei mesi, registrando una domanda per 11,24 miliardi, con il rendimento medio ponderato che è salito di nove punti base allo 0,594%. Domani la prova sarà più delicata con l'offerta di Btp a 5 e 10 anni fino a 6,5 miliardi e Ccteu fino a 2,5 miliardi. Il governo confida in un nuovo calo dei rendimenti grazie anche all'assist di Fitch che ha migliorato l'outlook a stabile e di certo garantisce un buon biglietto da visita per il via, oggi, alla missione a Parigi e Londra del ministro dell'Economia Pier Carlo Padoan. Nel frattempo l'Istat rileva l'aumento della fiducia dei consumatori, salita al livello massimo dal gennaio 2010 a quota 105,4 punti.

Negli Usa, intanto, i compromessi per l'acquisto di case esistenti sono saliti del 3,4% a 97,4 punti a marzo. Lo rileva l'associazione di settore Nar secondo cui il dato è migliore delle attese degli analisti che puntavano su un progresso dello 0,6%. In rialzo anche l'indice delle attività di business calcolato dalla Fed di Dallas passato dai 4,9 punti di febbraio a 11,7 punti di marzo.

In questo contesto a Milano, Piazza Affari chiude in timido rialzo (+0,34%), con Mediaset sugli scudi in attesa di sviluppi sul mercato della pay tv in Spagna e Italia. Osservata speciale anche Mps, ma l'assemblea slitta a domani per l'assenza di numero legale. In linea con il listino principale Fiat, nel giorno in cui emergono indiscrezioni sul possibile scorporo di Alfa Romeo per favorirne il rilancio. Anche nel resto del Vecchio continente gli acquisti scemano ma il saldo finale è positivo: Londra +0,22%, Parigi +0,38% e Francoforte +0,48%. Anche Wall Street chiude in positivo: il Dow Jones sale dello 0,53%, lo S&P 500 avanza dello 0,3%, il Nasdaq è appena sotto la parità: - 0,03%.

Si è sentito l'effetto-traino delle possibili fusioni e acquisizioni all'orizzonte, tra le quali spiccano quella di Pfizer su AtraZeneca e la partita tra Ge e Siemens per comprarsi Alstom.

Lo spread tra Btp e Bund è in lieve rialzo a quota 163 punti e i Btp decennali rendono il 3,12% sul mercato secondario. L'euro chiude in rialzo sopra quota 1,38 dollari, dopo aver toccato un massimo da due settimane a 1,3880 dollari. La moneta europea passa di mano a 1,3840 dollari e 141,94 yen. Intanto in Germania i prezzi all'importazione sono diminuiti dello 0,6% a marzo con un calo del 3,3% tendenziale. Per l'economia tedesca si registra il fatto che la Bundesbank vede un rallentamento della crescita per il secondo trimestre dopo la ripresa "vigorosa" dei primi tre mesi dell'anno.

In mattinata, l'effetto Ucraina ha frenato la Borsa di Tokyo che ha terminato gli scambi, appesantiti dallo yen in leggero progresso, in calo dello 0,98%, alla vigilia delle festività irregolari della Golden Week che si chiuderanno il 6 maggio. L'indice Nikkei, ai minimi di due settimane, ha ceduto 141,03 punti a quota 14.288,23, con gli investitori prudenti in vista dei risultati delle riunioni di mercoledì sulla politica monetaria della Bank of Japan e della Fed, mentre venerdì sono attesi i dati sul lavoro Usa. A marzo, intanto, sono balzate le vendite al dettaglio facendo registrare un +11% prima dello scatto dell'aumento della tassa sui consumi dal 5 all'8% dal 1 aprile.

Sul fronte delle materie prime, alla chiusura dei mercati europei i future a giugno del petrolio si presentano poco mossi a 100,6 dollari al barile. Calo per il Brent, che lima lo 0,7% a 108,8 dollari. Torna a scendere, dopo i rialzi legati ai timori per un'escalation in Ucraina, il prezzo dell'oro: cede lo 0,5% a 1.293,9 dollari l'oncia.