Economia

Electrolux, trovata un'intesa

Durante un incontro al ministero dello Sviluppo economico, azienda e sindacati hanno sciolto gli ultimi nodi. Giovedì l'accordo sarà presentato a Renzi

1 minuti di lettura
ROMA - Raggiunta l'intesa tra azienda e sindacati sugli aspetti cruciali del piano industriale per l'Electrolux. Durante un incontro di oltre tre ore al ministero dello Sviluppo economico, conclusosi in tarda serata, è stato sottoscritto un verbale che dà soluzione ai punti di attrito principali. In particolare, riferiscono fonti sindacali, la richiesta dell'azienda di eliminare la pausa di dieci minuti nello stabilimento di Porcia è stata ridimensionata a un taglio di cinque minuti e le organizzazioni dei lavoratori hanno acconsentito a una riduzione dei permessi sindacali del 60%. Sciolto anche il nodo delle ore di assemblea, che non diminuiranno. Inoltre l'accordo prevede la decontribuzione dei contratti di solidarietà, finanziamenti per la ricerca e più flessibilità, per esempio sulle ferie. L'obiettivo è abbattere di tre euro l'ora i costi degli impianti, in modo da renderli competitivi con quelli polacchi, come richiesto dall'azienda per non delocalizzare.

Oggi azienda e sindacati si sono riuniti per la stesura del testo e la definizione gli ultimi dettagli sui contratti di solidarietà, l'aumento della produzione e la mobilità incentivata (che riguarderebbe 300 lavoratori su circa 800 esuberi al 2018). Giovedì l'intesa sarà presentata al presidente del Consiglio Matteo Renzi.

I sindacati hanno parlato di "importanti passi avanti" con il segretario nazionale Fim Cisl Anna Trovò, di "un accordo difensivo, ma di grande importanza, se si pensa al punto da cui eravamo partiti" con il coordinatore elettrodomestici Uilm Gianluca Ficco e di "un risultato straordinario, frutto delle lotte dei lavoratori" con il coordinamento Fiom di Electrolux.

"Nella vicenda Electrolux, ognuno sta facendo bene la sua parte - ha commentato Guidi - Il governo e le Regioni, attraverso la decontribuzione e il finanziamento agevolato alla ricerca; l'azienda, con un piano di investimenti consistente e l'impegno a ridurre al minimo l'impatto occupazionale; i sindacati e i lavoratori accettando contratti di solidarietà e flessibilità". "Sarà un segnale importante della capacità del sistema Italia di salvaguardare e rilanciare l'industria manifatturiera, il vero motore per la crescita e l'occupazione", ha concluso il ministro.

"C'è stato un cambio di passo da parte del governo che tutti hanno percepito: ora siamo all'ultimo miglio e sembra si veda una luce", ha osservato la presidente del Friuli Venezia Giulia, Debora Serracchiani. "Inizia la grande maratona per Electrolux, che dobbiamo assolutamente chiudere per riportare tranquillità nelle famiglie. Ci sono tutti i presupposti per farlo", le ha fatto eco l'omologo del Veneto, Luca Zaia.