MILANO - Ancora una giornata incerta per i mercati europei: Piazza Affari oscilla sopra e sotto la parità dopo lo scivolone di ieri, causato anche dalla distribuzione di 7 miliardi di dividendi, prima di chiudere in rialzo dello 0,3%, mentre gli altri listini europei proseguono in linea con il clima di prudenza che si è registrato negli ultimi giorni sui mercati globali. Giorni nei quali l'Italia ha in verità subito un duro contraccolpo rispetto alla buona performance di Piazza Affari da inizio anno a questa parte, salvo alcune correzioni di aprile. Al di là dell'andamento dell'azionario, poi, si continua a registrare una crescita del rendimento dei titoli di Stato: gli investitori sono tornati a chiedere un premio più elevato per sottoscrivere il debito italiano e oggi il differenziale rispetto ai Bund tedeschi, lo spread, si è allargato fin a 190 punti base. Quello spagnolo, seppure si sia leggermente ampliato, è ormai distante una ventina di punti base. I Btp decennali rendono il 3,26% sul mercato secondario. Secondo alcune letture, pesa in questo movimento anche l'avvicinarsi delle consultazioni europee: una eventuale affermazione di movimenti anti-austerità potrebbe minare la solidità di bilancio di alcuni Paesi, sostengono.
A Piazza Affari si mette in evidenza Fiat con un rimbalzo tecnico. Performance opposta per due rappresentanti del lusso: tra i migliori Yoox, tra i peggori Tod's. L'attenzione degli investitori si concentra sul comparto bancario, che negli ultimi giorni - complice il rialzo dello spread - ha sofferto. Tra gli altri titoli, occhi su Italcementi: l'azienda bergamasca della famiglia Pesenti ha fissato a a 79,5 euro il prezzo definitivo dell'Opa sulle quote di minoranza della controllata transalpina Ciments Francais. Chiamata al recupero, dopo lo scivolone di ieri, Generali: Berenberg ha alzato il target price del Leone a 17,5 euro dal precedente 17,2 euro.
Nel resto d'Europa i listini chiudono in rosso: Londra cede lo 0,62%, Parigi lo 0,39% e Francoforte lo 0,21%. Si registrano due importanti casi esteri: da una parte Vodafone, il gruppo di telecomunicazioni britannico, ha archiviato l'esercizio 2013-2014 con un utile netto di 59 miliardi di sterline, pari a circa 72 miliardi di euro, contro i 413 milioni di sterline dell'esercizio precedente e dopo la vendita della partecipazione in Verizon Wireless a Verizon. Dall'altra c'è invece la vicenda del Crédit Suisse, che ha patteggiato con gli Usa una multa da 2,6 miliardi di sterline riconoscendo la propria "colpevolezza" nell'aver aitutato - grazie al segreto bancario elvetico - i clienti Usa a nascondere le proprie ricchezze al Fisco.
A Wall Street il Dow Jones cede lo 0,3%, mentre il Nasdaq e l'S&P 500 arretrano dello 0,2% dopo due giornate positive. L'euro chiude in ribasso sotto 1,37 dollari, per i timori sul voto europeo. E la chiusura è tutta in territorio negativo per la piazza di New York. Il Dow Jones perde lo 0,83% a 16.374,66 punti, il Nasdaq cede lo 0,70% a 4.096,89 punti mentre lo S&P 500 lascia sul terreno lo 0,6% a 1.872,9 punti.
Nell'agenda macroeconomica attenzione alll'Ocse, secondo cui la crescita rallenta con un'espansione nel primo trimestre dello 0,4% rispetto allo 0,5% del periodo precedente. La fotografia scattata dall'Ocse mostra una crescita economica robusta in Giappone, Germania e Gran Bretagna con quest'ultima che mette a segno un progresso dell'1,3% trimestrale. Andamento piatto invece per Stati Uniti e Francia mentre l'Italia è fanalino di coda tra i paesi Ocse con una contrazione del Pil dello 0,1%. Tra gli altri dati, si registra l'andamento dell'inflazione ad aprile in Gran Bretagna (+0,4% mensile e +1,8% su anno), mentre in Italia risalgono fatturato e ordinativi dell'industria. In mattinata, dalla Germania sono arrivate le rilevazioni sui prezzi alla produzione di aprile: sono calati dello 0,1% mensile e del 0,9% su anno, tutto sommato in linea con le previsioni di una variazione nulla su mese e una flessione dello 0,9% su anno.
In mattinata, a Oriente, la Borsa di Tokyo ha chiuso in rialzo risollevandosi dai minimi di quattro settimane toccati ieri: l'indice guida Nikkei si è portato a 1.407,25 punti (+0,49%). La Borsa giapponese ha messo così a segno un rimbalzo dopo quattro sedute consecutive in calo. L'indice Topix ha guadagnato lo 0,29% a 1.153 punti. Acquisti in particolare su linee aeree, utilities, servizi e società di intermediazione. Le preoccupazioni maggiori riguardano la Thailandia, dove l'esercito ha imposto la legge marziale e la situazione - nonostante le rassicurazioni dei militari - pare possa da un momento all'altro sfuggire di mano, dopo la rimozione del premier Shinawatra da parte della magistratura. L'indice di Bangkok cede oltre un punto percentuale.
Quanto infine alle materie prime, il petrolio apre in calo a New York, dove le quotazioni perdono lo 0,19% a 102,42 dollari al barile. L'oro con scadenza a giugno lascia sul terreno lo 0,37% a 1.289 dollari l'oncia. Ieri il metallo giallo aveva toccato 1.305,48 dollari durante le contrattazioni sulle speculazioni degli operatori dopo l'esito delle elezioni in India.
A Piazza Affari si mette in evidenza Fiat con un rimbalzo tecnico. Performance opposta per due rappresentanti del lusso: tra i migliori Yoox, tra i peggori Tod's. L'attenzione degli investitori si concentra sul comparto bancario, che negli ultimi giorni - complice il rialzo dello spread - ha sofferto. Tra gli altri titoli, occhi su Italcementi: l'azienda bergamasca della famiglia Pesenti ha fissato a a 79,5 euro il prezzo definitivo dell'Opa sulle quote di minoranza della controllata transalpina Ciments Francais. Chiamata al recupero, dopo lo scivolone di ieri, Generali: Berenberg ha alzato il target price del Leone a 17,5 euro dal precedente 17,2 euro.
Nel resto d'Europa i listini chiudono in rosso: Londra cede lo 0,62%, Parigi lo 0,39% e Francoforte lo 0,21%. Si registrano due importanti casi esteri: da una parte Vodafone, il gruppo di telecomunicazioni britannico, ha archiviato l'esercizio 2013-2014 con un utile netto di 59 miliardi di sterline, pari a circa 72 miliardi di euro, contro i 413 milioni di sterline dell'esercizio precedente e dopo la vendita della partecipazione in Verizon Wireless a Verizon. Dall'altra c'è invece la vicenda del Crédit Suisse, che ha patteggiato con gli Usa una multa da 2,6 miliardi di sterline riconoscendo la propria "colpevolezza" nell'aver aitutato - grazie al segreto bancario elvetico - i clienti Usa a nascondere le proprie ricchezze al Fisco.
A Wall Street il Dow Jones cede lo 0,3%, mentre il Nasdaq e l'S&P 500 arretrano dello 0,2% dopo due giornate positive. L'euro chiude in ribasso sotto 1,37 dollari, per i timori sul voto europeo. E la chiusura è tutta in territorio negativo per la piazza di New York. Il Dow Jones perde lo 0,83% a 16.374,66 punti, il Nasdaq cede lo 0,70% a 4.096,89 punti mentre lo S&P 500 lascia sul terreno lo 0,6% a 1.872,9 punti.
Nell'agenda macroeconomica attenzione alll'Ocse, secondo cui la crescita rallenta con un'espansione nel primo trimestre dello 0,4% rispetto allo 0,5% del periodo precedente. La fotografia scattata dall'Ocse mostra una crescita economica robusta in Giappone, Germania e Gran Bretagna con quest'ultima che mette a segno un progresso dell'1,3% trimestrale. Andamento piatto invece per Stati Uniti e Francia mentre l'Italia è fanalino di coda tra i paesi Ocse con una contrazione del Pil dello 0,1%. Tra gli altri dati, si registra l'andamento dell'inflazione ad aprile in Gran Bretagna (+0,4% mensile e +1,8% su anno), mentre in Italia risalgono fatturato e ordinativi dell'industria. In mattinata, dalla Germania sono arrivate le rilevazioni sui prezzi alla produzione di aprile: sono calati dello 0,1% mensile e del 0,9% su anno, tutto sommato in linea con le previsioni di una variazione nulla su mese e una flessione dello 0,9% su anno.
In mattinata, a Oriente, la Borsa di Tokyo ha chiuso in rialzo risollevandosi dai minimi di quattro settimane toccati ieri: l'indice guida Nikkei si è portato a 1.407,25 punti (+0,49%). La Borsa giapponese ha messo così a segno un rimbalzo dopo quattro sedute consecutive in calo. L'indice Topix ha guadagnato lo 0,29% a 1.153 punti. Acquisti in particolare su linee aeree, utilities, servizi e società di intermediazione. Le preoccupazioni maggiori riguardano la Thailandia, dove l'esercito ha imposto la legge marziale e la situazione - nonostante le rassicurazioni dei militari - pare possa da un momento all'altro sfuggire di mano, dopo la rimozione del premier Shinawatra da parte della magistratura. L'indice di Bangkok cede oltre un punto percentuale.
Quanto infine alle materie prime, il petrolio apre in calo a New York, dove le quotazioni perdono lo 0,19% a 102,42 dollari al barile. L'oro con scadenza a giugno lascia sul terreno lo 0,37% a 1.289 dollari l'oncia. Ieri il metallo giallo aveva toccato 1.305,48 dollari durante le contrattazioni sulle speculazioni degli operatori dopo l'esito delle elezioni in India.