MILANO - E' una seduta all'insegna della prudenza l'ultima della settimana, una giornata nella quale si distingue solo Milano che balza dell'1,83%. A spingere verso la cautela gli investitori è, soprattutto, l'attesa per la tornata elettorale europea insieme con i risultati delle presidenziali in Ucraina. Alcuni paesi tra cui la Gran Bretagna, hanno già votato per il rinnovo del Parlamento europeo, l'Italia come la maggioranza degli altri Stati europei andrà alle urne domenica: per la guida della Commissione è un testa a testa tra socialisti e popolari, con questi ultimi in lieve vantaggio, ma i mercati guardano con attenzione alle forze anti euro. Se dovesse esserci una forte affermazione dell'asse che va dalla Lega Nord in Italia al Fronte Nazionale di Marie Le Pen in Francia la crisi potrebbe riacutizzarsi. Come potrebbe accadere anche in Italia se il Pd del premier Renzi non riuscisse a staccare il Movimento a 5 stelle e ne venisse superato.
E ancora una volta lo spread, la differenza di rendimento tra Btp e Bund tedeschi, è termometro del nervosismo dei mercati con oscillazioni repentine e nervose. Mercoledì è tornato a quota 200 punti, oggi si è fermato poco sotto quota 175 punti con i titoli di Stato decennali che rendono il 3,14%. Da notare anche il divario con il debito spagnolo: gli investitori per acquistare Bonos chiedono un premio al rischio di 20 punti inferiore, come a dire che Madrid - per il momento - rappresenta un porto più sicuro. Anche grazie alla certificazione dell'agenzia Standard & Poor's ha alzato il rating della Spagna a "Bbb" da "Bbb-", sulla base delle prospettive economiche migliori e sottolineando "il miglioramento della crescita e della competitività, risultato degli sforzi di riforme strutturali intraprese dal 2010". Fitch, intanto, ha promosso la Grecia da "B-" a "B".
Dal fronte macroeconomico le vendite al dettaglio in Italia sono calate a marzo del 3,5% sul 2013 a causa della Pasqua, mentre la crescita delle retribuzioni è la più bassa dal 1982. In Germania si guarda all'indice Ifo sulla fiducia degli imprenditori che a maggio è calato oltre le attese a a 110,4 punti dai 111,2 di aprile. In mattinata, invece, Berlino ha confermato che il Pil nel primo trimestre dell'anno è cresciuto dello 0,8% rispetto al trimestre precedente e del 2,3% annuo: a guidare la vigorosa crescita è stata prevalentemente la domanda interna con il commercio estero che ha apportato un contributo negativo di 0,9 punti.
Come detto a Milano, Piazza Affari ha accelera in chiusura riportando un rialzo dell'1,83%, Francoforte ha recuperato lo 0,48%, Parigi lo 0,33%, mentre Londra ha ceduto lo 0,07%. L'euro chiude in calo sul dollaro: la moneta unica europea passa di mano a 1,3630 dollari e a 138,80 yen. Tra i singoli titoli rialza la testa UnipolSai dopo il crollo di ieri con le indagini per la fusione Unipol-Fondiaria, mentre le vendite colpiscono Mediaset e Telecom Italia. A Wall Street il Dow Jones sale dello 0,38% come l'S&P 500, mentre il Nasdaq avanza dello 0,76% e lo S&P500 guadagna lo 0,42% grazie anche all'aumento di vendite di nuove case che ad aprile sono salite del 6,4% rispetto a marzo.
Intanto, in mattinata, la Borsa di Tokyo ha chiuso ai massimi da tre settimane sulla scia dell'ottimismo suscitato dall'andamento positivo di alcuni dati macroeconomici statunitensi e cinesi: l'indice Nikkei ha segnato un rialzo dello 0,87% a 14.462,17 punti mentre il più generale indice Topix sale dell'1% a 1.180,44 punti. Sul fronte delle materie prime, il petrolio è in rialzo a New York dove i contratti sul greggio Wti con scadenza a luglio guadagnano 2 centesimi e vengono scambiati a 103,76 dollari al barile. Il Brent sale a 110,38 dollari. L'oro, invece, è poco mosso: il lingotto con consegna immediata viene scambiato a 1294,94 dollari l'oncia dopo l'aumento registrato ieri.
E ancora una volta lo spread, la differenza di rendimento tra Btp e Bund tedeschi, è termometro del nervosismo dei mercati con oscillazioni repentine e nervose. Mercoledì è tornato a quota 200 punti, oggi si è fermato poco sotto quota 175 punti con i titoli di Stato decennali che rendono il 3,14%. Da notare anche il divario con il debito spagnolo: gli investitori per acquistare Bonos chiedono un premio al rischio di 20 punti inferiore, come a dire che Madrid - per il momento - rappresenta un porto più sicuro. Anche grazie alla certificazione dell'agenzia Standard & Poor's ha alzato il rating della Spagna a "Bbb" da "Bbb-", sulla base delle prospettive economiche migliori e sottolineando "il miglioramento della crescita e della competitività, risultato degli sforzi di riforme strutturali intraprese dal 2010". Fitch, intanto, ha promosso la Grecia da "B-" a "B".
Dal fronte macroeconomico le vendite al dettaglio in Italia sono calate a marzo del 3,5% sul 2013 a causa della Pasqua, mentre la crescita delle retribuzioni è la più bassa dal 1982. In Germania si guarda all'indice Ifo sulla fiducia degli imprenditori che a maggio è calato oltre le attese a a 110,4 punti dai 111,2 di aprile. In mattinata, invece, Berlino ha confermato che il Pil nel primo trimestre dell'anno è cresciuto dello 0,8% rispetto al trimestre precedente e del 2,3% annuo: a guidare la vigorosa crescita è stata prevalentemente la domanda interna con il commercio estero che ha apportato un contributo negativo di 0,9 punti.
Come detto a Milano, Piazza Affari ha accelera in chiusura riportando un rialzo dell'1,83%, Francoforte ha recuperato lo 0,48%, Parigi lo 0,33%, mentre Londra ha ceduto lo 0,07%. L'euro chiude in calo sul dollaro: la moneta unica europea passa di mano a 1,3630 dollari e a 138,80 yen. Tra i singoli titoli rialza la testa UnipolSai dopo il crollo di ieri con le indagini per la fusione Unipol-Fondiaria, mentre le vendite colpiscono Mediaset e Telecom Italia. A Wall Street il Dow Jones sale dello 0,38% come l'S&P 500, mentre il Nasdaq avanza dello 0,76% e lo S&P500 guadagna lo 0,42% grazie anche all'aumento di vendite di nuove case che ad aprile sono salite del 6,4% rispetto a marzo.
Intanto, in mattinata, la Borsa di Tokyo ha chiuso ai massimi da tre settimane sulla scia dell'ottimismo suscitato dall'andamento positivo di alcuni dati macroeconomici statunitensi e cinesi: l'indice Nikkei ha segnato un rialzo dello 0,87% a 14.462,17 punti mentre il più generale indice Topix sale dell'1% a 1.180,44 punti. Sul fronte delle materie prime, il petrolio è in rialzo a New York dove i contratti sul greggio Wti con scadenza a luglio guadagnano 2 centesimi e vengono scambiati a 103,76 dollari al barile. Il Brent sale a 110,38 dollari. L'oro, invece, è poco mosso: il lingotto con consegna immediata viene scambiato a 1294,94 dollari l'oncia dopo l'aumento registrato ieri.