MILANO - Ancora una volta i mercati internazionali guardano all'Italia. In una settimana particolarmente fiacca dal punto di vista dell'agenda macroeconomica (gli appuntamenti delle Borse), la Penisola resta al centro delle attenzioni dopo i dati definitivi sul Pil del primo trimestre che hanno confermato la contrazione (-0,1%) rilevata in prima lettura dall'Istituto di statistica, ma hanno notato anche il primo aumento dei consumi dal 2010. L'Istat, inoltre, ha sottolineato un aumento annuo della produzione industriale dell'1,6%, l'incremento più alto dall'agosto 2011. Il governo, comunque, non pare preoccupato per il Pil, neppure alla luce del giudizio ancora negativo di S&P - che oggi ha ricarato la dose mettendo l'accento sul debito - e in attesa della revisione del rating da parte di Moody's, venerdì prossimo.
Piuttosto il Tesoro è concentrato sulla due giorni di asta al via domani: prima verrano offerti 6,5 miliardi di Bot a un anno, poi giovedì andranno sul mercato 8,5 miliardi di titoli a 3, 7 e 30 anni. Il ministero vuole sfruttare la congiuntura positivi per ridurre il costo del debito italiano. Magari contando anche sull'aiuto dell'Ocse secondo cui dall'Italia arrivano i segnali di ripresa più consistenti del G7.
Probabilmente parleranno di questo anche Angela Merkel e Mario Draghi in un incontro riservato in agenda domani a Berlino: la Germania vuole chiarimenti sulle prossime mosse della Bce in materia di politica monetaria. La preoccupazione dei tedeschi è che una situazione troppo favorevole per i Paesi mediterranei porti a un allentamento negli sforzi per l'aggiustamento dei conti pubblici. Intanto lo spread, la differenza di rendimento tra Btp e Bund tedeschi, registra oggi un ampliamento di nuovo sopra la soglia di 135 punti con i titoli italiani che sul mercato secondario sono scambiati al 2,78%. Anche il differenziale spagnolo è in leggero ampliamento. L'euro chiude in calo sotto quotra 1,36 dollari. La moneta europea passa di mano a 1,3547 dollari, mentre il cambio con lo yen è a 138,72.
In questo contesto le Borse europee terminano la giornata senza variazioni di rilievo. Milano strappa un guadagno finale dello 0,33%, sopra quota 22.500 punti, rivedendo i massimi dal febbraio 2011. Nel resto del Vecchio continente Londra chiude piatta (-0,02%), Francoforte aggiunge lo 0,2% e Parigi segna il +0,13% finale. Poco mossa Wall Street, dopo la terza chiusura consecutiva a nuovi record: quando in Europa terminano gli scambi, il Dow Jones, lo S&P 500 e il Nasdaq sono tutti a un'incollatura dalla parità.
Negli Usa si segnala che le scorte di magazzino all'ingrosso sono cresciute in aprile dell'1,1%, sopra le attese degli analisti. Sul fronte macroeconomico si registra poi l'aumento dei prezzi al consumo in Cina dove l'inflazione è salita del 2,5% su base annua a maggio grazie, soprattutto al comparto alimentare. In Francia, invece, la produzione industriale è aumentata dello 0,3% in aprile su base mensile. Il mese precedente aveva fatto registrare una contrazione dello 0,7%.
Seduta di realizzi, in mattinata, alla Borsa di Tokyo dopo l'apprezzamento di lunedì che aveva portato l'indice a toccare il nuovo massimo da tre mesi. Oggi, invece, complice l'apprezzamento dello yen nei confronti del dollaro Usa sono emerse le prese di beneficio in una seduta caratterizzata, tra l'altro, da volumi sottili.
Quanto infine alle materie prime, il petrolio è poco mosso: il Wti segna un rialzo dello 0,1% a 104,5 dollari al barile, il Brent scivola leggermente sotto la soglia di 110 dollari. Nuova seduta con il segno più per le quotazioni dell'oro, tornato oggi sopra la soglia dei 1.260 dollari l'oncia alla chiusura dei mercati europei. Salite dell'1,6% nelle ultime cinque sedute, le quotazioni del metallo giallo stanno capitalizzando le nuove misure di stimolo annunciate dalla Bce.
Piuttosto il Tesoro è concentrato sulla due giorni di asta al via domani: prima verrano offerti 6,5 miliardi di Bot a un anno, poi giovedì andranno sul mercato 8,5 miliardi di titoli a 3, 7 e 30 anni. Il ministero vuole sfruttare la congiuntura positivi per ridurre il costo del debito italiano. Magari contando anche sull'aiuto dell'Ocse secondo cui dall'Italia arrivano i segnali di ripresa più consistenti del G7.
Probabilmente parleranno di questo anche Angela Merkel e Mario Draghi in un incontro riservato in agenda domani a Berlino: la Germania vuole chiarimenti sulle prossime mosse della Bce in materia di politica monetaria. La preoccupazione dei tedeschi è che una situazione troppo favorevole per i Paesi mediterranei porti a un allentamento negli sforzi per l'aggiustamento dei conti pubblici. Intanto lo spread, la differenza di rendimento tra Btp e Bund tedeschi, registra oggi un ampliamento di nuovo sopra la soglia di 135 punti con i titoli italiani che sul mercato secondario sono scambiati al 2,78%. Anche il differenziale spagnolo è in leggero ampliamento. L'euro chiude in calo sotto quotra 1,36 dollari. La moneta europea passa di mano a 1,3547 dollari, mentre il cambio con lo yen è a 138,72.
In questo contesto le Borse europee terminano la giornata senza variazioni di rilievo. Milano strappa un guadagno finale dello 0,33%, sopra quota 22.500 punti, rivedendo i massimi dal febbraio 2011. Nel resto del Vecchio continente Londra chiude piatta (-0,02%), Francoforte aggiunge lo 0,2% e Parigi segna il +0,13% finale. Poco mossa Wall Street, dopo la terza chiusura consecutiva a nuovi record: quando in Europa terminano gli scambi, il Dow Jones, lo S&P 500 e il Nasdaq sono tutti a un'incollatura dalla parità.
Negli Usa si segnala che le scorte di magazzino all'ingrosso sono cresciute in aprile dell'1,1%, sopra le attese degli analisti. Sul fronte macroeconomico si registra poi l'aumento dei prezzi al consumo in Cina dove l'inflazione è salita del 2,5% su base annua a maggio grazie, soprattutto al comparto alimentare. In Francia, invece, la produzione industriale è aumentata dello 0,3% in aprile su base mensile. Il mese precedente aveva fatto registrare una contrazione dello 0,7%.
Seduta di realizzi, in mattinata, alla Borsa di Tokyo dopo l'apprezzamento di lunedì che aveva portato l'indice a toccare il nuovo massimo da tre mesi. Oggi, invece, complice l'apprezzamento dello yen nei confronti del dollaro Usa sono emerse le prese di beneficio in una seduta caratterizzata, tra l'altro, da volumi sottili.
Quanto infine alle materie prime, il petrolio è poco mosso: il Wti segna un rialzo dello 0,1% a 104,5 dollari al barile, il Brent scivola leggermente sotto la soglia di 110 dollari. Nuova seduta con il segno più per le quotazioni dell'oro, tornato oggi sopra la soglia dei 1.260 dollari l'oncia alla chiusura dei mercati europei. Salite dell'1,6% nelle ultime cinque sedute, le quotazioni del metallo giallo stanno capitalizzando le nuove misure di stimolo annunciate dalla Bce.