MILANO - Lussemburgo, tasse, rinnovo del contratto e obiettivi finanziari. Sergio Marchionne, numero uno di Fiat, ha parlato a tutto a campo a margine del Consiglio per le relazioni tra Italia e Stati Uniti in corso a Venezia. "Fiat non c'entra niente, non è un problema per noi. Il problema è tra il governo lussemburghese e la Comunità Europea", ha detto riferendosi all'inchiesta aperta a Bruxelles sulla finanziaria Fiat Finance and Trade, per trattamenti fiscali di favore in Lussemburgo. "Anche se dovessero ricostruire un mondo che non è vero - ha detto - la Fiat ha perdite pregresse, non ha spostato profitti da una parte all'altra. Non siamo Apple e nemmeno Starbucks. Magari. Per cassa stanno molto meglio di noi". Per il manager italo canadese "l'indagine coinvolge tutte le aziende che hanno chiesto il tax-ruling. Noi siamo una delle venti. I tax-ruling si fanno per cose diverse. Quello che abbiamo chiesto per Cnh Industrial è una cosa completamente diversa".
Quanto alle difficolta sul rinnovo del contratto del gruppo Marchionne ha aggiunto: "E' una situazione complicata. Considerate le condizioni del Paese, che figura stiamo facendo? Non si possono chiedere soldi quando si perde. Quando abbiamo dato il bonus in America - ha aggiunto - è perché c'erano i risultati economici per farlo. Qui aumenteranno le perdite, non ci sono utili da distribuire". In chiusura il numero uno del gruppo è tornato a parlare dei piani dell'azienda confermato "i target del 2014" che prevedono ricavi pari a circa 93 miliardi di euro e un utile netto tra 0,6 e 0,8 miliardi.
Quanto alle difficolta sul rinnovo del contratto del gruppo Marchionne ha aggiunto: "E' una situazione complicata. Considerate le condizioni del Paese, che figura stiamo facendo? Non si possono chiedere soldi quando si perde. Quando abbiamo dato il bonus in America - ha aggiunto - è perché c'erano i risultati economici per farlo. Qui aumenteranno le perdite, non ci sono utili da distribuire". In chiusura il numero uno del gruppo è tornato a parlare dei piani dell'azienda confermato "i target del 2014" che prevedono ricavi pari a circa 93 miliardi di euro e un utile netto tra 0,6 e 0,8 miliardi.