MILANO - Le Borse asiatiche si prendono una giornata di pausa e ritracciano dopo aver raggiunto i massimi da sei anni; anche i listini europei sono deboli, mentre Wall Street riprende il filo dell'ennesimo record toccato ieri. La crescita dei mercati è stata sospinta, in settimana, dalle rassicurazioni del numero uno della Federal Reserve, Janet Yellen, che ha deciso di proseguire la stretta agli stimoli straordinari all'economia, ma ha anche detto che i tassi d'interesse resteranno bassi ancora a lungo: così lo S&P500 di New York ha raggiunto la 21esima chiusura record dell'anno. Alla Banca centrale europea ha invece fatto appello il Fmi, che ha chiesto di mettere in campo ulteriori misure - in particolare acquisti di titoli di Stato - qualora l'inflazione restasse troppo bassa.
Oggi l'attenzione si è concentrata molto sulla politica italiano: il governo Renzi ha varato i primi provvedimenti in tema di semplificazione fiscale e riforma del catasto. Negli ultimi giorni lo spread, la differenza di rendimento tra Btp e Bund tedeschi, si è nuovamente ampliato in area 160 punti base, con i titoli decennali italiani che rendono intorno al 2,95%; livelli confermati oggi sui mercati. L'agenda macroeconomica si presenta scarica: si guarda alla riunione dell'Ecofin in Lussemburgo che ha lanciato una stretta fiscale sulle multinazionali. Nell'Eurozona si guarda alla fiducia dei consumatori, che a giugno cala di 0,3 punti. Proprio la zona della moneta unica, secondo le rilevazioni Bce, ha raggiunto un surplus delle partite correnti record a 21,5 miliardi. In Germania, intanto, i prezzi alla produzione di maggio hanno segnato una flessione dello 0,2% a maggio, per un -0,8% annuo. In Italia, invece, l'estero ha trascinato gli ordinativi dell'industria ma il fatturato è ancora debole. L'euro chiude stabile a 1,3608 dollari. La moneta europea ha toccato un top di 1,3633 dollari ieri e passa di mano con lo yen a 138,75.
I listini del Vecchio Continente restano deboli con Milano che dopo una breve apertura positiva, chiude in calo dell'1,03%, Parigi dello 0,48% e Francoforte dello 0,17%. Si salva Londra che aggiunge lo 0,25%. A Piazza Affari si guarda a Telecom, dopo che Telefonica avrebbe venduto sul mercato i 103 milioni di prestito convertendo della compagnia italiana, sottoscritto a novembre scorso. Mediaset, invece, ha ottenuto una proroga alla prelazione su Digital+. Da monitorare anche Luxottica, sulla quale BofA Merrill Lynch alza il suo target price del 6% a 47 euro. Si segnala infine che Carlyle ha venduto il 7,13% di Moncler, a 12,04 euro per azione, ed è così uscita dal gruppo dei piumini: il titolo scende ai minimi storici. Resta alta la tensione in casa Fiat, con la leader Cgil, Susanna Camusso, che interviene sulla bagarre tra Marchionne e gli scioperanti Fiom.
Riparte positiva Wall Street, che ieri, in una giornata comunque cauta, aveva fatto segnare il 21esimo record dell'anno allo S&P500: Dow Jones e S&P500 sono in aumento per la sesta seduta di fila, e si avvia a chiudere la settimana con lo stesso passo. In assenza di indicazioni dal fronte macroeconomico, gli investitori si concentrano sul fronte industriale e non si fanno spaventare dalle tensioni in Medio Oriente. Alla chiusura dei mercati europei, il Dow Jones avanza dello 0,2% come l'S&P 500: entrambi hanno fissato i nuovi rispettivi record. Il Nasdaq avanza dello 0,1%. In mattinata, la Borsa di Tokyo ha terminato gli scambi in leggera flessione (-0,08%) all'indomani di una seduta segnata dai solidi guadagni: sui mercati prevale oggi la prudenza degli operatori in attesa di ulteriori segnali sullo stato di salute dell'economia globale. L'indice Nikkei cede 11,74 punti, attestandosi a 15.349,42, condizionato anche da un relativo recupero dello yen sui mercati valutari.
A New York, il petrolio Wti viaggia in rialzo di circa mezzo punto percentuale rispetto alla chiusura precedente e tratta in area 107 dollari al barile. Diverso l'andamento dei future agosto dell'oro, che si attestano in calo di 60 centesimi, lo 0,1%, a 1.313,40 dollari l'oncia.
Oggi l'attenzione si è concentrata molto sulla politica italiano: il governo Renzi ha varato i primi provvedimenti in tema di semplificazione fiscale e riforma del catasto. Negli ultimi giorni lo spread, la differenza di rendimento tra Btp e Bund tedeschi, si è nuovamente ampliato in area 160 punti base, con i titoli decennali italiani che rendono intorno al 2,95%; livelli confermati oggi sui mercati. L'agenda macroeconomica si presenta scarica: si guarda alla riunione dell'Ecofin in Lussemburgo che ha lanciato una stretta fiscale sulle multinazionali. Nell'Eurozona si guarda alla fiducia dei consumatori, che a giugno cala di 0,3 punti. Proprio la zona della moneta unica, secondo le rilevazioni Bce, ha raggiunto un surplus delle partite correnti record a 21,5 miliardi. In Germania, intanto, i prezzi alla produzione di maggio hanno segnato una flessione dello 0,2% a maggio, per un -0,8% annuo. In Italia, invece, l'estero ha trascinato gli ordinativi dell'industria ma il fatturato è ancora debole. L'euro chiude stabile a 1,3608 dollari. La moneta europea ha toccato un top di 1,3633 dollari ieri e passa di mano con lo yen a 138,75.
I listini del Vecchio Continente restano deboli con Milano che dopo una breve apertura positiva, chiude in calo dell'1,03%, Parigi dello 0,48% e Francoforte dello 0,17%. Si salva Londra che aggiunge lo 0,25%. A Piazza Affari si guarda a Telecom, dopo che Telefonica avrebbe venduto sul mercato i 103 milioni di prestito convertendo della compagnia italiana, sottoscritto a novembre scorso. Mediaset, invece, ha ottenuto una proroga alla prelazione su Digital+. Da monitorare anche Luxottica, sulla quale BofA Merrill Lynch alza il suo target price del 6% a 47 euro. Si segnala infine che Carlyle ha venduto il 7,13% di Moncler, a 12,04 euro per azione, ed è così uscita dal gruppo dei piumini: il titolo scende ai minimi storici. Resta alta la tensione in casa Fiat, con la leader Cgil, Susanna Camusso, che interviene sulla bagarre tra Marchionne e gli scioperanti Fiom.
Riparte positiva Wall Street, che ieri, in una giornata comunque cauta, aveva fatto segnare il 21esimo record dell'anno allo S&P500: Dow Jones e S&P500 sono in aumento per la sesta seduta di fila, e si avvia a chiudere la settimana con lo stesso passo. In assenza di indicazioni dal fronte macroeconomico, gli investitori si concentrano sul fronte industriale e non si fanno spaventare dalle tensioni in Medio Oriente. Alla chiusura dei mercati europei, il Dow Jones avanza dello 0,2% come l'S&P 500: entrambi hanno fissato i nuovi rispettivi record. Il Nasdaq avanza dello 0,1%. In mattinata, la Borsa di Tokyo ha terminato gli scambi in leggera flessione (-0,08%) all'indomani di una seduta segnata dai solidi guadagni: sui mercati prevale oggi la prudenza degli operatori in attesa di ulteriori segnali sullo stato di salute dell'economia globale. L'indice Nikkei cede 11,74 punti, attestandosi a 15.349,42, condizionato anche da un relativo recupero dello yen sui mercati valutari.
A New York, il petrolio Wti viaggia in rialzo di circa mezzo punto percentuale rispetto alla chiusura precedente e tratta in area 107 dollari al barile. Diverso l'andamento dei future agosto dell'oro, che si attestano in calo di 60 centesimi, lo 0,1%, a 1.313,40 dollari l'oncia.