Economia

Le Borse ripartono dopo una settimana difficile tra Iraq e Argentina

Attesa per la pioggia di dati macroeconomici in arrivo: grande attenzione ai consumi e alla fiducia delle famiglie, dall'Eurozona agli Stati Uniti. La Germania attende il giudizio di Moody's sul suo rating. Timori per le tensioni internazionali che mettono pressione al petrolio. Buenos Aires rischia il nuovo fallimento

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MILANO - Le Borse ripartono dopo una settimana difficile con Piazza Affari che ha archiviato l'ultima ottava indossando la maglia nera del Vecchio continente: l'indice Ftse Mib ha chiuso in calo dello 0,80%, a 21.988 punti, allontanandosi ancora di un passo da quota 22.500, massimo dal febbraio 2011, toccata la settimana scorsa. Nonostante tutto, la Borse di Milano da inizio anno ha guadagnato il 15,92%.

A pesare sui mercati internazionali sono soprattutto le crescenti tensioni internazionali che condizionano i prezzi del petrolio con i rischi legati all'inflazione e il sentiment generale che aumenta l'avversione al rischio. Ne hanno risentito anche i titoli di Stato italiani che pure restando abbondantemente sotto il livello di guardia hanno subito un netto rialzo: lo spread - la differenza di rendimento tra Btp e Bund tedeschi - è stabile in area 160 punti con le obbligazioni italiane che rendono oltre il 2,9%. 

Le tensioni sono quindi state solo parzialmente temperata dall'attesa riunione della Fed che ha confermato una politica monetaria accomodante nel lungo periodo, tranquillizzando tutti i listini. Di più, dal Sud America all'Europa si diffonde una fase di allentamento della politica monetaria, con l'abbassamento dei tassi di interesse avviato, per esempio, da Messico e Turchia. Contestualmente dalla Germania è arrivata un'apertura alla maggiore flessibilità richiesta dai paesi più in difficoltà dell'Eurozona.

A livello internazionale si guarda anche all'Argentina che apre a possibili trattative con gli hedge fund per risolvere la crisi del debito, in quella che potrebbe essere una corsa contro il tempo per evitare un nuovo default. I legali di Buenos Aires e quelli dei fondi speculativi si sono incontrati in tribunale, davanti al giudice Thomas Griesa che ha bocciato il piano di swap al quale Buenos Aires sta lavorando e che prevede che i bond diventino di diritto argentino e non siano più regolati dalle norme americane. Un piano contrario a quanto stabilito dalla Corte suprema americana, alle cui determinazioni, però, è impossibile aderire, secondo quanto ha affermato la presidente argentina Cristina Kirchner.

Tra gli appuntamenti della settimana si segnala la pioggia di indici Pmi (quello che misura la fiducia dei responsabili acquisti delle aziende) tra Eurozona e Asia; le vendite di case negli Usa; i consumi in Italia, negli Stati Uniti e in Germania. Eccoli nel dettaglio.

Lunedì. L'Eurozona comunica l'indice Pmi di giugno come Francia e Germania, mentre gli Usa diffondono il dato sulle vendite di case esistenti.

Martedì. In Italia arrivano i dati delle retribuzioni contrattuali a maggio e il commercio estero extra; mentre dalla Germania arrivano l'indice Ifo sulla fiducia delle imprese e i prezzi all'import. Negli Stati Uniti è la volta dell'indice dei prezzi delle case ad aprile, la fiducia dei consumatori a giugno e la vendita di nuove case a maggio.

Mercoledì. In Italia si guarda ai consumi di aprile e alla fiducia a giugno, fiducia delle imprese a giugno per la Francia e dei consumatori in Germania. Dagli Usa l'inflazione, gli ordinativi di beni durevoli e il Pil del primo trimestre.

Giovedì. Fiducia dei consumatori in Francia, mentre dagli Stati Uniti attenzione ai redditi delle famiglie, alle richieste di sussidio settimanali e alla spesa per consumi.

Venerdì. In Italia la fiducia delle imprese a giugno, mentre l'Acea presenta i dati relativi al mese di maggio sulle immatricolazioni di veicoli commerciali in europa. La Germania aspetta la revisione del rating di Moody's, dall'Eurozona la fiducia dei consumatori di giugno di giugno, dalla Francia il Pil del primo trimestre e le spese per consumi a maggio; in Germania inflazione a giugno e vendite al dettaglio a maggio. Dagli Usa la fiducia delle famiglie.