Economia

Bene la fiducia negli Usa, Milano debole.
Occhi su Mediaset e il debutto del Cerved

I listini Ue chiudono incerti nonostante le vittorie dell'esercito regolare di Bagdad e il calo del petrolio, ma pesa l'indice Ifo sotto le attese. Piazza Affari termina a -0,3%. Giù lo spread in attesa della due giorni di aste giovedì e venerdì. Domani l'assegnazione dei diritti tv per la Serie A, oggi l'esordio a Piazza Affari della banca dati

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MILANO - Le Borse del Vecchio continente non riescono a trovare un rimbalzo convincente dopo un avvio di settimana in salita, mentre Wall Street si rafforza grazie ai buoni dati macroeconomici pubblicati negli Usa. In Iraq, intanto, si sono registrate vittorie sul terreno militare da parte dell'esercito regolare di Bagdad nei confronti dei ribelli sunniti qaedisti, con un conseguente calo del prezzo del petrolio che è sceso dai massimi dei giorni scorsi.

In mattinata l'attenzione degli investitori si è puntata verso l'Europa: dopo le indicazioni complessivamente non brillanti giunte ieri dalle stime flash di giugno sui Pmi della zona euro (l'indice che misura la fiducia dei direttori acquisti delle aziende), il focus è andato sull'Ifo. L'indice di fiducia delle imprese tedesche è calato più del previsto a 109,7 contro gli attesi 110,2 punti e dai 110,4 del mese precedente. Già la settimana scorsa, l'indice Zew sulla fiducia di investitori e analisti ha mostrato a giugno un calo inatteso. Dagli Usa, invece, è arrivata fiducia dei consumatori di giugno del Conference Board: è salita a 85,2 punti contro un rialzo atteso a 83,5 punti, mentre è calato l'indice manifatturiero rilevato dalla Richmond Fed. Anche il mercato immobiliare delle case nuove ha registrato progressi più consistenti delle previsioni (+18,6% a maggio), che offuscano la delusione per il +10,8% annuo dei prezzi delle case nelle maggiori città, sotto le attese.

Con questa serie di indicazioni macroeconomiche, Wall Street perde terreno:il Dow Jones ha perso lo 0,7%, chiudendo a 16.818,13 punti, il Nasdaq ha ceduto lo 0,42%, a 4.350,36 punti, e l'indice S&P 500 ha lasciato sul terreno lo 0,64%, a 1.949,98 punti.

In ordine sparso i listini del Vecchio Continente: a Milano Piazza Affari sconta la giornata negativa delle banche e del Monte dei Paschi in particolare e il Ftse Mib chiude in ribasso dello 0,28%. Chiudono in ordine sparso gli altri listini europei, con il piccolo aiuto degli Usa nel finale: Londra cede lo 0,2%, Francoforte avanza dello 0,17% e Parigi segna +0,06%. Ancora occhi puntati su Mediaset: domani verranno assegnati i diritti tv per la Serie A, mentre continua la battaglia legale con Sky. Sotto i riflettori anche Cerved pesante all'esordio in Borsa.

In mattinata, intanto, i mercati asiatici hanno portato a casa sottili guadagni con gli investitori che si sono mossi nel segno dell'ottimismo dopo la diffusione delle stime positive per l'industria cinese, giapponese e americana. Hong Kong sale dello 0,4%, Shanghai +0,2%, Seul +0,9%, Mumbai +1,1%. Tokyo ha chiuso invariata. Spicca invece il tonfo di Dubai, dove è tornata a montare la paura per una bolla.

Altri indicatori importanti sono attese dal fronte dei debiti sovrani: ieri sera il Tesoro italiano ha annunciato che nell'asta Bot di giovedì verranno offerti 7,5 miliardi di titoli a 6 mesi. Il 27 giugno andranno invece in asta titoli di Stato fino a un ammontare massimo di 8 miliardi di euro. Nel collocamento di fine mese verranno piazzati Btp a 5 anni per 3-4 miliardi, a 10 anni per 2-2,5 miliardi e CctEu per 1-1,5 miliardi. Nel frattempo lo spread, la differenza di rendimento tra Btp e Bund tedeschi a 10 anni, registra un lieve calo in area 155 punti con i titoli italiani che rendono il 2,88%, 24 punti in più dei bonos spagnoli. L'euro chiude in ribasso a quota 1,36, per la ripresa del biglietto verde dopo i positivi dati Usa sul mercato immobiliare e la fiducia dei consumatori. La moneta europea passa di mano a 1,36 dollari, dopo aver oscillato tra 1,3628 e 1,3591 dollari.

Sul fronte delle materie prime, il petrolio è calato in mattinata sulle notizie provenienti dall'Iraq e si è poi stabilizzato: quando terminano le contrattazioni in Europa, a New York le quotazioni salgono dello 0,1% a 106,3 dollari al barile per il Wti. L'oro con scadenza ad agosto aggiunge lo 0,2% a 1.321 dollari l'oncia.