Economia

Bot semestrali al minimo record: 0,309%.
Mercati europei in rosso con Wall Street

Il Pil degli Usa è calato del 2,9% nel corso del primo trimestre, facendo peggio delle aspettative. Per gli osservatori ciò significa che la Yellen non potrà toccare la politica monetaria accomodante ancora per un po' di tempo. Wall Street tira il fiato dopo i guadagni, mercati Ue incerti. Nuovo record per il Tesoro italiano in asta

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MILANO - La revisione al ribasso del Pil americano del primo trimestre dell'anno, durante il quale l'economia a stelle e strisce è calata del 2,9%, potrebbe significare che la Federal Reserve dovrà mantenere i tassi d'interesse bassi più a lungo di quanto preventivato. Un'ipotesi che ha fatto dormire sonni tranquilli agli investitori, aggrappati con le unghie a ogni scelta espansiva delle banche centrali, che già hanno pompato liquidità nel sistema finanziario da ogni angolo del pianeta come mai era accaduto. Proprio questa liquidità continua a dar benefici al Tesoro italiano, che riesce a strappare un nuovo record per i rendimenti dei suoi titoli di Stato nell'asta odierna di Bot semestrali. Sul fronte azionario, invece, dopo la buona performance di Wall Street di ieri oggi si registra nuova cautela.

Era quello con l'asta di titoli di Stato uno degli appuntamenti cruciali della giornata italiana, e il Belpaese l'ha passato alla grande: il Tesoro ha collocato tutti i 7,5 miliardi di euro di Bot a sei mesi con tassi in calo al minimo storico dello 0,309%, dallo 0,492% di maggio. In lieve crescita la domanda, con un rapporto di copertura in rialzo a 1,73 da 1,70 precedente. Ottimo risultato, dunque, dopo i record di ieri sul Ctz biennale e in vista dell'asta di Btp di domani. Lo spread tra Btp e Bund tedeschi tratta stabile a 159 punti base, per un rendimento del 2,84% per i decennali italiani sul mercato secondario.

Sui mercati azionari Ue torna comunque la cautela dopo l'avvio sprint: Milano chiude in rosso dello 0,39%, Londra cede lo 0,1%, Francoforte perde lo 0,7% e Parigi lo 0,5%. A Piazza Affari si guarda ancora a Mediaset tonica dopo l'assegnazione dei diritti televisivi per il campionato di Serie A. Da monitorare Telecom Italia, nel giorno in cui si riunisce il cda della società per fare il punto sulla situazione, alla luce anche della richiesta di scissione di Telco da parte dei soci italiani. Wall Street avanza in rosso: alla chiusura dei mercati europei il Dow Jones cede lo 0,4%, l'S&P 500 lo 0,5%, mentre il Nasdaq perde lo 0,3%.

Sul fronte macroeconomico si segnala il miglioramento a giugno della fiducia dei consumatori francesi: l'indice che la misura è salito a 86, rispetto all'85 segnato nello scorso mese di maggio. In Italia, invece, pesano le stime ribassiste di Confindustria sulla ripresa: il Pil è visto solo a +0,2% nel 2014. Per il resto, l'attenzione del Vecchio continente si concentra sulla riunione del Consiglio europeo che deve decidere i nuovi nomi alla guida dell'Unione, oltre che le linee politiche per la crescita. Negli Stati Uniti invece le richieste di sussidi alla disoccupazione sono scese di 2.000 unità a quota 312.000, in linea con le attese degli analisti; la spesa personale dei consumatori americani è salita in maggio dello 0,2%, meno delle attese degli analisti. I redditi sono aumentati dello 0,4%.

In mattinata, la maggior parte delle valute si è rafforzata nei confronti del dollaro, mentre le Piazze asiatiche hanno trattato in rialzo in scia al colpo di coda di Wall Street, che nonostante i dati macro negativi ha chiuso in terreno positivo ieri sera. In Giappone, l'indice Nikkei ha segnato un rialzo dello 0,27% a 15.308,49 punti. Anche in Europa, dopo la frenata di ieri legata soprattutto ai timori geopolitici per la situazione in Iraq, i future indicano un avvio in rialzo. Anche il più ampio indice Topix ha terminato la seduta in leggero rialzo attestandosi a a 1.263,43 punti, con un guadagno dello 0,21% sulla chiusura della seduta precedente.

L'euro torna sotto quota 1,36 dollari: la valuta europea, che ha toccato i massimi di giornata sul biglietto verde dopo i dati Usa, si è leggermente indebolito sul finale e chiude sotto quota 1,36 a 1,3593. L'escalation della tensione in Iraq spinge ancora il prezzo del petrolio: i contratti sul Wti con scadenza ad agosto vengono scambiati a 106,74 dollari (106,48 ieri sera). La quotazione del Brent si attesta a 113,97 dollari. Pure l'oro è in rialzo a 1.316,59 dollari l'oncia.