MILANO - Sono molti gli emendamenti presentati per rivedere le norme sull'anatocismo e presto saranno esaminati (in totale il dl Competitività ne ha visti 1.669), ma nel frattempo non cessano le polemiche anche all'interno del Pd. In una intervista il presidente della Commissione Bilancio, Francesco Boccia, ha lanciato un duro attacco a chi ha reinserito l'anatocismo bancario nel DL Imprese, in corso di conversione in Senato. Boccia chiede chiarimenti e invita il governatore Ignazio Visco a riferire in Parlamento su quale sia la posizione di Bankitalia.
Boccia parla di una beffa, in quanto risulta sconosciuta la paternità della nuova norma, un po' come accaduto qualche settimana fa sull'immunità per i senatori nella riforma costituzionale. Il ministro allo Sviluppo, Federica Guidi, ha preso le distanze, mentre la Banca d'Italia ha difeso a spada tratta la norma, attraverso le parole del direttore del Servizio di stabilità finanziaria Giorgio Gobbi, che in audizione in Commissione Attività produttive in Senato ha affermato: "Qualsiasi paese che non abbia una legislazione islamica accetta l'applicazione degli interessi composti, nessuna economia di mercato può funzionare senza questo meccanismo". Ora, mentre imprese e consumatori sono sul piede di guerra, Boccia, deputato del Pd, padre dell'emendamento che cancellò l'anatocismo con la scorsa Finanziaria, vuole vederci chiaro. Primo atto: convocare Ignazio Visco al più presto in Parlamento. E poi cambiare il decreto, ora all'esame di Palazzo Madama.
Chi segue da vicino i lavori dell'Aula, in attesa che si prendano in esame le varie proposte emendative presentate, ricorda però che la norma sull'anatocismo prevede il pagamento degli interessi sugli interessi, sia attivi che passivi. In sostanza, non si tratterebbe di una prassi da considerare esclusivamente "a vantaggio" degli istituti di credito, che vi sono parimenti sottoposti quando si tratta di spesare, ad esempio, depositi o emissioni obbligazionarie. Il provvedimento potrebbe così subire degli "aggiustamenti" nei dettagli tecnici, ma restare in vigore durante il passaggio in Commissione.
Boccia parla di una beffa, in quanto risulta sconosciuta la paternità della nuova norma, un po' come accaduto qualche settimana fa sull'immunità per i senatori nella riforma costituzionale. Il ministro allo Sviluppo, Federica Guidi, ha preso le distanze, mentre la Banca d'Italia ha difeso a spada tratta la norma, attraverso le parole del direttore del Servizio di stabilità finanziaria Giorgio Gobbi, che in audizione in Commissione Attività produttive in Senato ha affermato: "Qualsiasi paese che non abbia una legislazione islamica accetta l'applicazione degli interessi composti, nessuna economia di mercato può funzionare senza questo meccanismo". Ora, mentre imprese e consumatori sono sul piede di guerra, Boccia, deputato del Pd, padre dell'emendamento che cancellò l'anatocismo con la scorsa Finanziaria, vuole vederci chiaro. Primo atto: convocare Ignazio Visco al più presto in Parlamento. E poi cambiare il decreto, ora all'esame di Palazzo Madama.
Chi segue da vicino i lavori dell'Aula, in attesa che si prendano in esame le varie proposte emendative presentate, ricorda però che la norma sull'anatocismo prevede il pagamento degli interessi sugli interessi, sia attivi che passivi. In sostanza, non si tratterebbe di una prassi da considerare esclusivamente "a vantaggio" degli istituti di credito, che vi sono parimenti sottoposti quando si tratta di spesare, ad esempio, depositi o emissioni obbligazionarie. Il provvedimento potrebbe così subire degli "aggiustamenti" nei dettagli tecnici, ma restare in vigore durante il passaggio in Commissione.