Economia

Dl competitività, la commissione Bilancio boccia l'anatocismo

Secondo i senatori "non risulta scongiurato il rischio di effetti finanziari negativi per le Pa, in relazione a contratti da queste stipulati, derivanti dall'articolo 31, che introduce un nuovo meccanismo di decorrenza degli interessi sugli interessi maturati"

1 minuti di lettura
MILANO - La commissione Bilancio del Senato boccia la reintroduzione dell'anatocismo, il pagamento degli interessi sugli interessi, previsto dal decreto legge sulla competitività: "Non risulta scongiurato il rischio di effetti finanziari negativi per le Pa, in relazione a contratti da queste stipulati, derivanti dall'articolo 31, che introduce un nuovo meccanismo di decorrenza degli interessi sugli interessi maturati (cosiddetto 'anatocismo')". 

Per questo motivo la commissione Bilancio ha espresso parere "non ostativo" con 9 presupposti e 7 osservazioni. Nello specifico le osservazioni della commissione si concentrano, tra l'altro, sull'articolo 19 del decreto in merito alla modifica dell'incentivo Ace (Aiuto crescita economica) per il quale "appare opportuno l'inserimento di una clausola di salvaguardia al fine di fronteggiare eventuali scostamenti rispetto alla quantificazione degli oneri". Poi, le misure a favore dell'emissione di obbligazioni societarie e esenzioni della ritenuta alla fonte sugli interessi "non rispondono pienamente ai requisiti richiesti dalla legge di contabilità".

Inoltre, per quanto riguarda la garanzia dello Stato in favore di Sace per le operazioni non di mercato "non sono stati forniti ulteriori elementi di valutazione in merito ai settori e ai comparti che saranno principalmente interessati dalla garanzia", nonchè in relazione "ai volumi di fatturato da considerare quali potenziali ambiti da attrarre nell'attuazione della garanzia già nel corrente esercizio".