MILANO - Cosa accadrebbe se la Camera dei deputati fosse un'azienda privata? Sarebbe fuori mercato per il costo del lavoro che deve sostenere. Anche se il paragone va preso con la debita distanza, in quanto al Parlamento non è richiesta la corsa agli utili, ma l'utilità pubblica, in tempi di efficientamento e risparmi è quanto mai significativo far passare Montecitorio alla "prova del mercato", cioè applicare i criteri del privato al suo funzionamento. Un test che non vuole declassare il ruolo dei dipendenti della Camera, che veleggiano nel complesso mare burocratico e tecnicistico dell'attività legislativa, con professionalità riconosciute.
Si tratta altresì di un confronto costruttivo, che smaschera l'eccesso di costi di Montecitorio. Al di là dei casi clamorosi, come la retribuzione di singole funzioni quali il barbiere da 136mila euro annui (al lordo delle ritenute Irpef, ma con i contributi previdenziali spesati a parte), la struttura dei dipendenti della Camera è estremamente onerosa perché sbilanciata verso la parte più alta delle fasce di retribuzione (vedi tabella). Grazie alla banca dati di JobPricing, il calcolatore elaborato per Repubblica.it che permette di quantificare la propria remunerazione a valori di mercato, è possibile confrontare i dati di Montecitorio con quanto avviene in una grande azienda italiana del settore dei servizi.
Ebbene, gli estremi delle remunerazioni (per tipologie di mansioni sovrapponibili a quelle di Montecitorio) non sono poi così distanti. In base ai dati resi noti per volontà del presidente Boldrini nell'estate scorsa, un "operatore tecnico" alla sua assunzione riceve 30.351 euro annui lordi per arrivare a guadagnare 136.120 a fine carriera. Nel privato, un addetto all'Information technology, paragonabile all'"operatore tecnico" della Camera, guadagna dai 30mila a 120mila euro. Nel comparto dell'amministrazione e della programmazione finanziaria, invece, si va da 26.737 a 162mila euro, contro i 31.143-237.990 mila euro attribuiti ai "Documentaristi, tecnici ragionieri" del ramo basso del Parlamento. I meglio pagati sono i consiglieri parlamentari, le figure più specializzate che muovono leve delicate: si va dai 64.815 euro di base ai 358mila euro dopo il 40esimo anno di anzianità. Per un ruolo simile in azienda si prende dai 30 ai 210mila euro.
Ma dove si scava allora il solco? E' dato dal fatto che alla Camera la maggior parte dei dipendenti di un settore riceve remunerazioni di fascia medio alta, mentre nelle aziende ogni comparto ha tanti dipendenti a basso costo, pochi quadri e pochissimi dirigenti. Secondo JobPricing, nel privato di norma il 95% dei dipendenti si qualifica come "addetto" o "specialista", quindi riceve una retribuzione prossima al livello d'ingresso, poi il 4% è "responsabile" e solo l'1% è nella fascia dei dirigenti.
Guerra degli stipendi a Montecitorio. Al barbiere fino a 136mila euro
Questo sbilanciamento si riflette nelle medie delle retribuzioni, anch'esse riportate in tabella. Ai 78mila euro che la Camera spende mediamente per gli assistenti parlamentari fanno da contraltare meno di 34mila euro che il privato spende per gli impiegati nei "servizi generali"; ai quasi 90mila euro degli "operatori tecnici" di Montecitorio, il privato risponde con meno della metà (40mila euro circa) nel settore dei sistemi informativi. Insomma, la curva delle retribuzioni sale proprio laddove i dipendenti sono più numerosi; un problema che Camera e Senato hanno tenuto in considerazione nei mesi scorsi, pensando nuove curve retributive comuni, applicabili ai dipendenti di nuova assunzione. Percorrenze che "portano ad un risparmio complessivo nell’ordine del 20 per cento rispetto ai valori attuali", si spiega nel documento della Camera, grazie a "una diversa dinamica retributiva e alla riduzione del trattamento economico riconosciuto alle posizioni finali di ogni categoria". Un miglioramento che però necessità di tempo per entrare in vigore, anche alla luce del blocco del turnover che azzera le nuove assunzioni.
JobPricing: calcola il tuo stipendio e scopri il valore del tuo lavoro
Una conferma di questa situazione si ha da un altro confronto, aggregato, tra Camera e privato. Nel bilancio 2013 di Montecitorio, in via di approvazione dall'Aula, si scrivono 274 milioni di spese per il personale in servizio (categoria III delle uscite, cui si sommano 235 milioni per il personale in quiescienza). Considerano i 1.500 dipendenti (per eccesso), significa in media 182mila euro a testa. Al loro interno, ce ne sono una novantina oltre la soglia dei 240mila euro, indicata come tetto massimo dei manager pubblici dal premier Renzi. Dallo studio annuale R&S Mediobanca sui principali gruppi industriali italiani, invece, emerge che il costo del lavoro per dipendente nei gruppi dei servizi è di 48mila euro. Uno squilibrio che il professore del Mip-Business School del Politecnico di Milano e presidente di JobPricing, Mario Vavassori, sintetizza così: "E' come se buona parte dei 1.500 dipendenti della Camera fosse pagata come 'un capo', senza in realtà esserlo".
Si tratta altresì di un confronto costruttivo, che smaschera l'eccesso di costi di Montecitorio. Al di là dei casi clamorosi, come la retribuzione di singole funzioni quali il barbiere da 136mila euro annui (al lordo delle ritenute Irpef, ma con i contributi previdenziali spesati a parte), la struttura dei dipendenti della Camera è estremamente onerosa perché sbilanciata verso la parte più alta delle fasce di retribuzione (vedi tabella). Grazie alla banca dati di JobPricing, il calcolatore elaborato per Repubblica.it che permette di quantificare la propria remunerazione a valori di mercato, è possibile confrontare i dati di Montecitorio con quanto avviene in una grande azienda italiana del settore dei servizi.
Ebbene, gli estremi delle remunerazioni (per tipologie di mansioni sovrapponibili a quelle di Montecitorio) non sono poi così distanti. In base ai dati resi noti per volontà del presidente Boldrini nell'estate scorsa, un "operatore tecnico" alla sua assunzione riceve 30.351 euro annui lordi per arrivare a guadagnare 136.120 a fine carriera. Nel privato, un addetto all'Information technology, paragonabile all'"operatore tecnico" della Camera, guadagna dai 30mila a 120mila euro. Nel comparto dell'amministrazione e della programmazione finanziaria, invece, si va da 26.737 a 162mila euro, contro i 31.143-237.990 mila euro attribuiti ai "Documentaristi, tecnici ragionieri" del ramo basso del Parlamento. I meglio pagati sono i consiglieri parlamentari, le figure più specializzate che muovono leve delicate: si va dai 64.815 euro di base ai 358mila euro dopo il 40esimo anno di anzianità. Per un ruolo simile in azienda si prende dai 30 ai 210mila euro.
| Confronto tra le retribuzioni minime e massime per tipologia di mansione | ||||||
|---|---|---|---|---|---|---|
| CAMERA | AZIENDA | |||||
| Mansione | Stipendio min. | Stipendio max. | Mansione | Stipendio min. | Stipendio max | |
| Operatore tecnico | € 24.281 | € 136.120 | Specialista Ict/sistemi informativi - Responsabile ICT/Sistemi Informativi | € 30.104 | € 120.363 | |
| Collaboratore tecnico | € 24.495 | € 152.663 | Specialista Ict/sistemi informativi - Responsabile ICT/Sistemi Informativi | € 30.104 | € 120.363 | |
| Assistente parlamentare | € 27.648 | € 136.120 | Fattorino/Servizi generali/Facility manager | € 27.434 | € 79.144 | |
| Documentarista tecnico ragioniere | € 31.143 | € 237.990 | Addetto amministrazione/finanza e controllo - Responsabile Amministrazione, Finanza e Controllo | € 26.737 | € 162.000 | |
| Consigliere parlamentare | € 51.852 | € 358.001 | Pratiche legali/direttore ufficio legali e affari generali | € 30.461 | € 211.500 | |
| Valore medio per tipologia di mansione, in considerazione della numerosità dei dipendenti per anzianità e qualifica | ||||||
| CAMERA | AZIENDA | |||||
| Mansione | Stipendio medio | Mansione | Stipendio medio | |||
| Operatore tecnico | € 89.379 | Specialista Ict/sistemi informativi - Responsabile ICT/Sistemi Informativi | € 39.167 | |||
| Collaboratore tecnico | € 77.150 | Specialista Ict/sistemi informativi - Responsabile ICT/Sistemi Informativi | € 39.167 | |||
| Assistente parlamentare | € 78.074 | Fattorino/Servizi generali/Facility manager | € 34.868 | |||
| Documentarista tecnico ragioniere | € 99.655 | Addetto amministrazione/finanza e controllo - Responsabile Amministrazione, Finanza e Controllo | € 39.163 | |||
| Consigliere parlamentare | € 191.084 | Pratiche legali/direttore ufficio legali e affari generali | € 52.274 | |||
Ma dove si scava allora il solco? E' dato dal fatto che alla Camera la maggior parte dei dipendenti di un settore riceve remunerazioni di fascia medio alta, mentre nelle aziende ogni comparto ha tanti dipendenti a basso costo, pochi quadri e pochissimi dirigenti. Secondo JobPricing, nel privato di norma il 95% dei dipendenti si qualifica come "addetto" o "specialista", quindi riceve una retribuzione prossima al livello d'ingresso, poi il 4% è "responsabile" e solo l'1% è nella fascia dei dirigenti.
Guerra degli stipendi a Montecitorio. Al barbiere fino a 136mila euro
Questo sbilanciamento si riflette nelle medie delle retribuzioni, anch'esse riportate in tabella. Ai 78mila euro che la Camera spende mediamente per gli assistenti parlamentari fanno da contraltare meno di 34mila euro che il privato spende per gli impiegati nei "servizi generali"; ai quasi 90mila euro degli "operatori tecnici" di Montecitorio, il privato risponde con meno della metà (40mila euro circa) nel settore dei sistemi informativi. Insomma, la curva delle retribuzioni sale proprio laddove i dipendenti sono più numerosi; un problema che Camera e Senato hanno tenuto in considerazione nei mesi scorsi, pensando nuove curve retributive comuni, applicabili ai dipendenti di nuova assunzione. Percorrenze che "portano ad un risparmio complessivo nell’ordine del 20 per cento rispetto ai valori attuali", si spiega nel documento della Camera, grazie a "una diversa dinamica retributiva e alla riduzione del trattamento economico riconosciuto alle posizioni finali di ogni categoria". Un miglioramento che però necessità di tempo per entrare in vigore, anche alla luce del blocco del turnover che azzera le nuove assunzioni.
JobPricing: calcola il tuo stipendio e scopri il valore del tuo lavoro
Una conferma di questa situazione si ha da un altro confronto, aggregato, tra Camera e privato. Nel bilancio 2013 di Montecitorio, in via di approvazione dall'Aula, si scrivono 274 milioni di spese per il personale in servizio (categoria III delle uscite, cui si sommano 235 milioni per il personale in quiescienza). Considerano i 1.500 dipendenti (per eccesso), significa in media 182mila euro a testa. Al loro interno, ce ne sono una novantina oltre la soglia dei 240mila euro, indicata come tetto massimo dei manager pubblici dal premier Renzi. Dallo studio annuale R&S Mediobanca sui principali gruppi industriali italiani, invece, emerge che il costo del lavoro per dipendente nei gruppi dei servizi è di 48mila euro. Uno squilibrio che il professore del Mip-Business School del Politecnico di Milano e presidente di JobPricing, Mario Vavassori, sintetizza così: "E' come se buona parte dei 1.500 dipendenti della Camera fosse pagata come 'un capo', senza in realtà esserlo".