MILANO - I listini globali s'indeboliscono mentre sale la pressione sulla Russia e sul suo numero uno, Vladimir Putin, perché si lasci libero accesso all'area dove è stato abbattuto il volo di linea della Malaysian Airlines. Si alza quindi di nuovo la tensione verso Mosca, anche in attesa del summit tra ministri degli Esteri europei, in agenda per domani, che potrebbe portare a nuove sanzioni all'economia russa: gli Usa paiono più determinati che mai a pressare in questo senso. In Medio Oriente, intanto, la conta dei morti che accompagnano le operazioni militari di Israele nella Striscia di Gaza è in continuo aggiornamento.
I listini, che fino ad ora si sono concentrati più sull'andamento della stagione di trimestrali negli Stati Uniti che alle situazioni di conflitto in Ucraina e a Gaza, peggiorano a metà mattinata. Gli investitori sono stati spinti agli acquisti, nelle ultime sedute, dai bilanci di alcune singole società quali Google o Ibm, che hanno superato le aspettative degli analisti alla pubblicazione dei conti trimestrali, i mercati americani continuano a salire e trascinano con sé anche le altre Piazze azionarie. Nel complesso, comunque, il 77 per cento delle società Usa che hanno già pubblicato i bilanci ha fatto meglio di quanto ci si aspettasse. L'agenda settimanale dei dati macroeconomici non è particolarmente carica: negli Usa si registra il calo dell'indice delle attività nazionali della Fed di Chicago sceso a 0,12 punti in giugno da 0,16 in maggio.
L'andamento delle principali Borse europee si appesantisce con Wall Street, dove il Dow Jones, mentre chiudeono i mercati europei, cede lo 0,5% come l'S&P 500 e il Nasdaq arretra dello 0,4%. Londra segna un calo dello 0,31%, Francoforte arretra dell'1,11% e Parigi lima lo 0,71%. Milano è la peggiore: il Ftse mib chiude in calo dell'1,48% sotto il peso dei settori del credito e del lusso. A Piazza Affari si conquista il palcoscenico il titolo Maire Tecnimont, con l'azienda che ha firmato un'intesa per partecipare alla realizzazione di un mega-complesso per i fertilizzanti da 1,6 miliardi di dollari, negli Stati Uniti. Frenano le popolari, dopo la buona performance di venerdì scorso, e riprende fiato anche Fiat dopo i recenti guadagni.
In Italia si registra il contraccolpo di fatturato e ordini all'industria, mentre in Germania i prezzi alla produzione di giugno sono rimasti invariati rispetto a maggio, quando erano scesi dello 0,2 per cento. Il livello conferma le attese del mercato. Su base annua i prezzi alla produzione sono scesi dello 0,7%, anche qui in linea con il consensus. Per il secondo trimestre 2014, la Banca centrale tedesca prevede una fase di stagnazione per l'economia teutonica, con il Pil che dovrebbe restare sullo stesso livello dei tre mesi precedenti. Per la Bundesbank in frenata ad aprile e maggio industria e settore edile. L'Fmi, invece, ha alzato all'1,9% le stime di crescita per il paese a fine anno.
Lo spread tra Btp decennali e omologhi tedeschi si riduce in area 160 punti base, con un rendimento per i titoli italiani al 2,76% sul mercato secondario. L'euro chiude in calo a 1,3522 dollari e 136,96 yen. La minore propensione al rischio degli investitori, in apprensione per i conflitti armati a Gaza e in Ucraina, e le previsioni della Bundesbank sulla crescita tedesca pesano sulla moneta comune. Dollaro in lieve rialzo sullo yen a quota 101,31.
Non sono stati scambiati titoli, quest'oggi, alla Borsa di Tokyo: i Giappone si celebra il 'Marine Day' (Umi no Hi), festa nazionale che ricorre ogni terzo lunedì del mese di luglio in onore del mare. La Borsa di Sydney ha chiuso in moderato rialzo: l'indice S&P/ASX 200 ha fermato le lancette a 5.539,9 punti, registrando un moderato progresso dello 0,15%. Le Borse di Asia e Pacifico nel complesso sono poco mosse. C'è "sempre più pressione sulla Russia, è probabile che si assista ad una maggiore volatilità nel trading europeo", assicura Evan Lucas, market strategist di IG Ltd a Melbourne. Chiusura mista in Cina: a Shanghai il Composite cede lo 0,22% e termina gli scambi a 2.054,48 punti. A Shenzhen il Component chiude a 7.274,51 (+0,21%).
Il petrolio sale nonostante la Libia abbia annunciato la ripresa delle esportazioni dal suo più grande giacimento. Alla chiusura dei mercati europei, il contratto ad agosto del Wti cresce dello 0,6% a 103,8 dollari al barile. L'oro con la stessa scadenza avanza dello 0,3% a 1.314 dollari l'oncia.
I listini, che fino ad ora si sono concentrati più sull'andamento della stagione di trimestrali negli Stati Uniti che alle situazioni di conflitto in Ucraina e a Gaza, peggiorano a metà mattinata. Gli investitori sono stati spinti agli acquisti, nelle ultime sedute, dai bilanci di alcune singole società quali Google o Ibm, che hanno superato le aspettative degli analisti alla pubblicazione dei conti trimestrali, i mercati americani continuano a salire e trascinano con sé anche le altre Piazze azionarie. Nel complesso, comunque, il 77 per cento delle società Usa che hanno già pubblicato i bilanci ha fatto meglio di quanto ci si aspettasse. L'agenda settimanale dei dati macroeconomici non è particolarmente carica: negli Usa si registra il calo dell'indice delle attività nazionali della Fed di Chicago sceso a 0,12 punti in giugno da 0,16 in maggio.
L'andamento delle principali Borse europee si appesantisce con Wall Street, dove il Dow Jones, mentre chiudeono i mercati europei, cede lo 0,5% come l'S&P 500 e il Nasdaq arretra dello 0,4%. Londra segna un calo dello 0,31%, Francoforte arretra dell'1,11% e Parigi lima lo 0,71%. Milano è la peggiore: il Ftse mib chiude in calo dell'1,48% sotto il peso dei settori del credito e del lusso. A Piazza Affari si conquista il palcoscenico il titolo Maire Tecnimont, con l'azienda che ha firmato un'intesa per partecipare alla realizzazione di un mega-complesso per i fertilizzanti da 1,6 miliardi di dollari, negli Stati Uniti. Frenano le popolari, dopo la buona performance di venerdì scorso, e riprende fiato anche Fiat dopo i recenti guadagni.
In Italia si registra il contraccolpo di fatturato e ordini all'industria, mentre in Germania i prezzi alla produzione di giugno sono rimasti invariati rispetto a maggio, quando erano scesi dello 0,2 per cento. Il livello conferma le attese del mercato. Su base annua i prezzi alla produzione sono scesi dello 0,7%, anche qui in linea con il consensus. Per il secondo trimestre 2014, la Banca centrale tedesca prevede una fase di stagnazione per l'economia teutonica, con il Pil che dovrebbe restare sullo stesso livello dei tre mesi precedenti. Per la Bundesbank in frenata ad aprile e maggio industria e settore edile. L'Fmi, invece, ha alzato all'1,9% le stime di crescita per il paese a fine anno.
Lo spread tra Btp decennali e omologhi tedeschi si riduce in area 160 punti base, con un rendimento per i titoli italiani al 2,76% sul mercato secondario. L'euro chiude in calo a 1,3522 dollari e 136,96 yen. La minore propensione al rischio degli investitori, in apprensione per i conflitti armati a Gaza e in Ucraina, e le previsioni della Bundesbank sulla crescita tedesca pesano sulla moneta comune. Dollaro in lieve rialzo sullo yen a quota 101,31.
Non sono stati scambiati titoli, quest'oggi, alla Borsa di Tokyo: i Giappone si celebra il 'Marine Day' (Umi no Hi), festa nazionale che ricorre ogni terzo lunedì del mese di luglio in onore del mare. La Borsa di Sydney ha chiuso in moderato rialzo: l'indice S&P/ASX 200 ha fermato le lancette a 5.539,9 punti, registrando un moderato progresso dello 0,15%. Le Borse di Asia e Pacifico nel complesso sono poco mosse. C'è "sempre più pressione sulla Russia, è probabile che si assista ad una maggiore volatilità nel trading europeo", assicura Evan Lucas, market strategist di IG Ltd a Melbourne. Chiusura mista in Cina: a Shanghai il Composite cede lo 0,22% e termina gli scambi a 2.054,48 punti. A Shenzhen il Component chiude a 7.274,51 (+0,21%).
Il petrolio sale nonostante la Libia abbia annunciato la ripresa delle esportazioni dal suo più grande giacimento. Alla chiusura dei mercati europei, il contratto ad agosto del Wti cresce dello 0,6% a 103,8 dollari al barile. L'oro con la stessa scadenza avanza dello 0,3% a 1.314 dollari l'oncia.