MILANO - Seduta caratterizzata dalle prese di beneficio per le Borse del Vecchio continente che non reagiscono al rally di Tokyo, ma che guardano piuttosto alla cautela di Wall Street, frenata - dopo l'ennessimo record di giornata - da una serie di dati corporate in chiaroscuro. Gli investitori si concentrano soprattutto alla fiducia delle imprese tedesche, che a luglio ha dato nuovi segnali negativi: l'indice Ifo è sceso a 108 punti, registrando un brusco calo rispetto ai 109,7 punti di giugno e ai 110,4 di maggio. Il dato è molto peggiore rispetto alle attese del mercato che stimavano solo una lieve flessione. In flessione anche l'indicatore che misura la situazione corrente pari, a luglio, a 112,9 dai 114,8 di giugno. Passa in secondo piano così la crescita della fiducia dei consumatori tedeschi: l'indice Gfk si è portato a 9 ad agosto rispetto all'8,9 di luglio. Si tratta del terzo rialzo consecutivo se si considera che a giugno l'indice si attestava a 8,6. Negli Usa gli ordinativi di beni durevoli sono cresciuti in giugno dello 0,7% rispetto al mese precedente, meglio delle aspettative, mentre il Pil del Regno Unito ha mostrato una solida crescita con un +3,1% annuo nel secondo trimestre. Chiusura ai minimi per l'euro sul dollaro: la moneta unica europea passa di mano a fine giornata a 1,3432 contro il biglietto verde Usa, ai minimi degli ultimi otto mesi, dopo la lettura negativa dell'indice Ifo.
In questo contesto Piazza Affari chiude in rosso: l'indice Ftse Mib ha terminato le contrattazioni in calo dello 0,90% a 21.063 punti. Bper (-3,03%) e Mediaset (-2,92%) i titoli peggiori. Anche le altre Ue terminano la settimana con il segno meno: Londra è quella che tiene meglio a -0,44%, Francoforte segna -1,53% e Parigi è la peggiore a -1,82%. Sotto i riflettori il comparto dei media dopo l'annuncio della nascita della pay tv europea di Murdoch che attraverso BSkyB ha rilevato la maggioranza della di Sky Germania e Sky Italia. A pesare sulla chiusura nel Vecchio continente è il ribasso di Wall Street, che conclude le contrattazioni in territorio negativo con il Dow Jones in calo dello 0,7%, il Nasdaq e lo S&P in flessione dello 0,5%. Lo spread cresce leggermente sopra la soglia di 155 punti base, mentre i Btp rendono sul mercato secondario il 2,72%. Pesante Amazon che ha chiuso il trimestre con una perdita di 126 milioni di dollari.
La Borsa di Tokyo ha archiviato una seduta in rialzo dell'1,1% a quota 15.457,87, il livello più alto dello scorso 23 gennaio. A sostenere le quotazioni anche la lieve frenata dell'inflazione: secondo i dati resi noti dal ministero dell'interno giapponese i prezzi al consumo hanno evidenziato a giugno un aumento su base annua del 3,3% a fronte del +3,4% del mese precedente (dati che escludono l'andamento dei prezzi dei cibi freschi). Includendo tutti i componenti del paniere l'inflazione è aumentata del 3,6% a giugno mentre quella core è salita del 2,3%. Sui prezzi al consumo, hanno spiegato al ministero, continua ad avere una influenza l'aumento dell'Iva, passata dal 5 all'8 per cento lo scorso aprile. Sul fronte delle materie prime il petrolio è in lieve calo a 101,96 dollari per il barile Wti e a 107,10 dollari per il Brent. L'oro è in calo dello 0,2% a 1.291,64 dollari l'oncia.
In questo contesto Piazza Affari chiude in rosso: l'indice Ftse Mib ha terminato le contrattazioni in calo dello 0,90% a 21.063 punti. Bper (-3,03%) e Mediaset (-2,92%) i titoli peggiori. Anche le altre Ue terminano la settimana con il segno meno: Londra è quella che tiene meglio a -0,44%, Francoforte segna -1,53% e Parigi è la peggiore a -1,82%. Sotto i riflettori il comparto dei media dopo l'annuncio della nascita della pay tv europea di Murdoch che attraverso BSkyB ha rilevato la maggioranza della di Sky Germania e Sky Italia. A pesare sulla chiusura nel Vecchio continente è il ribasso di Wall Street, che conclude le contrattazioni in territorio negativo con il Dow Jones in calo dello 0,7%, il Nasdaq e lo S&P in flessione dello 0,5%. Lo spread cresce leggermente sopra la soglia di 155 punti base, mentre i Btp rendono sul mercato secondario il 2,72%. Pesante Amazon che ha chiuso il trimestre con una perdita di 126 milioni di dollari.
La Borsa di Tokyo ha archiviato una seduta in rialzo dell'1,1% a quota 15.457,87, il livello più alto dello scorso 23 gennaio. A sostenere le quotazioni anche la lieve frenata dell'inflazione: secondo i dati resi noti dal ministero dell'interno giapponese i prezzi al consumo hanno evidenziato a giugno un aumento su base annua del 3,3% a fronte del +3,4% del mese precedente (dati che escludono l'andamento dei prezzi dei cibi freschi). Includendo tutti i componenti del paniere l'inflazione è aumentata del 3,6% a giugno mentre quella core è salita del 2,3%. Sui prezzi al consumo, hanno spiegato al ministero, continua ad avere una influenza l'aumento dell'Iva, passata dal 5 all'8 per cento lo scorso aprile. Sul fronte delle materie prime il petrolio è in lieve calo a 101,96 dollari per il barile Wti e a 107,10 dollari per il Brent. L'oro è in calo dello 0,2% a 1.291,64 dollari l'oncia.